Si è svolta, lo scorso week end, l’edizione zero del Milies Bike Days

Era da un po’ che volevo tornare tra le montagne vicino casa, dove ho imparato ad apprezzare sia i paesaggi, ma soprattutto lo spirito dell’all-mountain. Ho colto al volo l’occasione di partecipare ad un nuovo evento: l’edizione ZERO del Milies Bike Days a Segusino (TV). Ero stata a provare il percorso prima e ho avuto modo di conoscere la persona da cui è nata l’idea: Davide Geronazzo, un ragazzo che ha la montagna nel cuore, glielo si legge negli occhi. Sciatore, esperto nell’organizzazione di eventi di scialpinismo e abitante della zona, conosce perfettamente i suoi sentieri.

Che fortuna avere avuto l’opportunità di pedalare col lui e il resto della crew, che hanno dato vita a questo nuovo appuntamento di enduro.

La gara si è svolta in due giornate: il sabato due prove speciali enduro e la domenica Mega Avalanche con discesa di circa 20 minuti, a tutta, nel bosco. A provarlo, il percorso, era viscido, fangoso e i torrenti in piena: qualche settimana prima c’era stata una “bomba d’acqua” che aveva letteralmente scavato i sentieri. Non potete immaginare in che condizioni era il tracciato che i ragazzi avevano accuratamente sistemato: tutto da rifare, a 10 giorni dalla gara. Finalmente è sabato, al mio arrivo a Milies, unica donna in gara (strano!) mi accolgono con facce stupite. Come al solito mi viene da sorridere e pensare: ma non hanno mai visto una ragazza in bici?! Ritiro il pacco gara che contiene una bottiglia di prosecco locale. Preparo la bici con il mio numero. Mi sistemo lo zaino. Ho già adocchiato quale sarà il mio obiettivo da raggiungere post gara: la porchetta sul girarrosto.

Siamo pronti a partire

La categoria trail, scatta davanti e ovviamente a tutto gas, noi dell’enduro, invece, la salita la facciamo in parte in sella e in parte spingendo la bici a piedi. Niente stress, niente rivalità, ma solo voglia di divertirsi in discesa. L’adrenalina si sa, porta ad andare più forte che si può. Prima PS fatta e mi porto a casa un bell’ematoma su una gamba. Ma quando non fa troppo male ci si rimette in piedi, ci si pulisce un pochino e poi si riparte senza pensarci: il ghiaccio lo metto dopo, ora vado a divertirmi. Ci aspettiamo tutti per risalire assieme, è questo lo spirito che mi piace. La strada sterrata ci porta fino alla seconda prova: che panorama stupendo dalla partenza della PS2, sembra che bisogni buttarsi giù nel vuoto. Il percorso, invece, scende nel prato verde. Sento solo il mio respiro dentro il casco e il rumore del mozzo. La seconda prova è piuttosto lunga e non essendo troppo abituata, mi fanno male le braccia. Ok, sono l’unica donna in gara, ma ho voglia di confrontarmi comunque. Wow… Passo la gente, il tifo mette sempre una gran carica, non voglio assolutamente fermarmi.Tra rocce e tornanti arrivo a Stramare, l’ultimo pezzo passa tra le case in pietra e le vibrazioni di una scalinata mi portano dritta all’arrivo.

Quello che mi è rimasto più impresso sono i sorrisi dei partecipanti.

Circondiamo un banchetto di cose buone e vino. Ci raccontiamo le nostre avventure sul percorso: chi ha bucato, chi è caduto, chi è arrivato prima e chi dopo… Alla fine siamo tutti soddisfatti. La prima parte di gara si conclude verso le 15 e la festa ha inizio poco dopo a Milies. Davide che non si fa sfuggire nulla, pensa che le persone devono principalmente divertirsi ed è questo che rende speciale l’MBD. Fiumi di birra, musica rock e il mio obiettivo: la porchetta. Che delizia! Gli atleti normalmente dovrebbero mangiare leggero e andare a letto presto, qui no, si fa festa fino a tardi. Si è creato un bel gruppetto tra noi partecipanti e fidanzate. Come vecchi amici che si ritrovano dopo anni. Un’atmosfera decisamente memorabile. Dura peró alzarsi il mattino seguente, c’è chi ha dormito nella casetta con gli altri, chi in macchina, chi in camper… Colazione organizzata al bar, tutto compreso nell’iscrizione. Rifornimento di energie e pronti per la terza prova: la Mega Avalanche. Si pedala per circa un’ora e mezza risalendo in quota nella nebbia, mentre la categoria Trail ci mette molto meno tempo. Freddo umido lassù, si arriva alla partenza in vetta seguendoci uno con l’altro. Peccato non poter vedere giù Belluno e le Dolomiti, ma l’atmosfera sembra quasi scozzese. Un prato verde ci aspetta con una discesa in cresta che da pura sensazione di libertà.

3, 2, 1, via!

La prima parte è incredibilmente divertente, si prende tutti gran velocità. Un morbido tracciato sale e scende e ci porta verso l’ingresso del bosco, dove la parte più tecnica ha inizio. Un tracciato dallo stile “old school”, sentieri non troppo modificati e in prevalenza naturali, tornerei a rifarli già domani. 10 chilometri circa di discesa che passa tra Milies, Stramare e arriva a Segusino. La parte più “wild” é sicuramente l’attraversamento dei guadi carichi d’acqua ghiacciata. Arrivo giù con un gran fiatone ma questi due giorni sono stati incredibili ed emozionanti. L’edizione Zero dell’MBD è perfettamente rodata. Ora non resta che aspettare la prossima stagione per ritrovarci qui di nuovo. La categoria “Enduro” dopo le tre prove speciali vede vincitore Alessandro Zarelli, seguito in seconda posizione Claudio Tagliapietra, ed Erwin Ronzon. Il campione bellunese Damiano Rossa, dopo aver vinto la prima prova speciale, a causa di una foratura in classifica generale, si è dovuto accontentare della quinta posizione. Nella classifica “All Mountain”, dove spicca il nome del campione azzurro dello scialpinismo e vincitore dell’ultima Coppa del Mondo Damiano Lenzi, è Andrea Mattiato a vincere davanti a Mario Corrazin. Sul terzo gradino del podio è salito Lenzi, scortato in questi due giorni da Luca Dalla Venezia, Piergiorgio Campigotto e da Marzio Da Re.

Sono sicura che il prossimo Milies Bike Days sarà un appuntamento ancora più grande. Grazie ragazzi!

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A proposito dell'autore

Chiamata dagli amici "acqua e paltan", proveniente da sport completamente differenti, ora dedica cuore e mente al mondo delle due ruote offroad. Poliedrica nel suo lavoro: un'ottima fotografa, sa mettersi a disposizione anche dall'altra parte dell'obiettivo! Attiva come "social specialist" non smette mai di pensare a dove la bici la porterà ad infangarsi la prossima volta!