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Pulisci, spala, sistema, rispetta, parla, fruisci, percorri, mangia… e ripeti in sequenza, perché questo è il vero spirito dei pionieri della mountainbike!

Immaginate questa scena: mattina presto, padre e figlio escono di casa, aprono il garage, caricano l’attrezzatura da pesca o per il campeggio sulla macchina, la mamma sul vialetto di casa che gli porge una busta di marshmallows e via… si parte per un weeekend padre-figlio, un classico da film americano!

Adesso fate un bel “rewind”, tornate indietro all’inizio della scena e immaginatela così: padre e figlio escono di casa, aprono il garage, prendono pala, piccone, ascia, assi di legno, motosega, chiodi, viti, martello, guanti da lavoro, occhiali protettivi e le mountain bike, caricano tutto sul pick-up e via… si va a fare trail building!

foto di James-su-una-passerella-costruita-con-il-papà-Dale

Un’altra scena da film americano, non troppo classica questa volta!

Un’immagine da sogno per noi amanti della mountain bike in vero stile “pionieristico”, una di quelle immagini che non penseremmo di vedere mai e invece eccovela qua, servita su un piatto d’argento!

Le immagini che vedete me le ha mandate Dale Rowley di Division26Clothing, un brand americano di abbigliamento.
Dale è un appassionato di mountainbike e di tutto ciò che gli gira intorno, passione che sta cercando di tramandare a suo figlio James, un ragazzotto made in USA di nemmeno dieci anni che insieme al padre condivide tante passioni e molti momenti… proprio come si vede nei film.

È o non è una bella scena per chi come noi ama la mountain bike ed il trail building?

Per fortuna anche da noi si iniziano a vedere padri e figli sulle mtb fianco a fianco sui sentieri o sulle piste ciclabili, ed in fila indiana sulle strade (in molti dei casi, per fortuna, N.d.a.).

Sicuramente ci vorrà ancora del tempo per vederli sui sentieri a lavorare insieme come Dale e James, ma quando quel momento arriverà sarà magari anche il momento in cui la visione della mountainbike in italia sarà cambiata o sarà tornata alle sue origini… sarà una svolta epocale, perché non solo non avremo più solo e solamente biker amatori in tutine attillate che si affannano a conquistare il “salame” alla garetta domenicale, ma avremo anche nugoli di rider con camice a quadri o t-shirt, guanti da lavoro, pale, picconi, rastrelli e motoseghe che lavoreranno alla manutenzione dei sentieri magari insieme ai loro ragazzi, per dare alla comunità posti su cui “raidare” o per magari sfruttarli loro stessi per passare una domenica all’aria aperta tra i boschi, grigliare tra amici, vivere e… tramandare tutto questo.

Perché la mountain bike non è solo competizione sfrenata e ossessiva (lo sport in generale non è questo, N.d.a.), ma dovrebbe essere soprattutto un momento di relax, per scaricare lo stress della settimana e migliorare la qualità della nostra esistenza.

Pulisci, spala, sistema, rispetta, parla, fruisci, percorri, mangia… e ripeti in sequenza, perché questo è il vero spirito dei pionieri della mountain bike!

A proposito dell'autore

Stellette per vocazione ASD Emissioni Zero per passione. La montagna ce l'ha nel sangue, la passione per la mountain bike lo accompagna fin dalla prima adolescenza. Amante della promozione del territorio e dello sport senza cronometri, organizza eventi promozionali fatti di riding e sfottò tra compagni di pedalate, magari conditi con cucina locale e innaffiati con una una bella birra. "Born Into the Wild"