Un altro video di bambini, questa volta piccolissimi, sulla nuova push bike Commencal Ramones presentata pochi mesi fa ad Eurobike

Avevamo già parlato di questa bici; da padre e da rider colpisce la tranquillità con cui questi bimbi muovono i loro passi sulle passerelle in legno stile North Shore e scatta un po’ di invidia. Già perché spesso portare i bambini in bicicletta, se si abita in città, è veramente difficile ed, escluse rare situazioni, anche abitando fuori città non è facilissimo.

Si fa un gran discutere di obesità infantile e di alimentazione, quando un po’ di sano movimento basterebbe a risolvere tutti i problemi.

Una push bike (o balance bike o bici senza pedali che dir si voglia) come la Commencal Ramones 12” costa di listino 159 euro nella versione base. Una cifra assolutamente folle per il genitore medio e per una bici, che si e no, il bimbo userà un annetto circa.
Certamente è una cifra troppo alta per una bicina da spingere una decina di volte per percorrere qualche isolato intorno a casa o un giretto al parco la domenica se c’è il sole ma non fa troppo caldo.

Se però ci fosse un posto giusto vicino a casa, un bosco pulito e sicuro dove portare i piccoli tutti i giorni dopo l’asilo, 365 giorni l’anno, certi di poter rivendere la bici, anche a metà prezzo, dopo un anno ad un altro genitore felice di risparmiare sul nuovo, allora la cifra, per un anno di gioco all’aria aperta, diventa veramente ridicola.

Esattamente come per tutti gli altri sport, per crescere dei campioni, o anche semplicemente degli appassionati, servono le strutture. Da genitore so quanto è difficile destreggiarsi tra orari di lavoro, di scuola e palestre varie, spesso si finisce per iscrivere i propri figli alla struttura più vicina e più comoda da raggiungere.

Se il campo da calcio è a due isolati da casa e il posto più adatto dove pedalare a un’ora e mezza di macchina dove pensate che il bimbo farà sport?

Mancano le strutture, ma manca anche la mentalità giusta e manca anche dove ci si aspetterebbe di trovarla. Il mercato di biciclette da bambino “di alta gamma”, siano esse push bike o mezzi a pedali fino alla dimensione di ruote da 24”, in Italia è praticamente inesistente.

Il genitore medio non ha voglia di spendere più di un centinaio di euro per qualcosa che verrà utilizzato molto poco, in questo modo tutti i prodotti provenienti da aziende che fanno bici “vere” sono tagliati fuori. Si crea un turbine per cui le aziende importanti finiscono per non investire sui bimbi, preferendo puntare sulle classiche bici da corsa o MTB per adulti, col risultato che i piccoli non iniziano a pedalare un po’ seriamente.

Invece di puntare a creare gli appassionati di domani si preferisce stare sui sicuri prodotti conosciuti, senza esporsi troppo.

Invece di creare eventi, puntare sulle scuole, fare marketing sui bambini (che poi li guardano anche loro i video della Rampage) si preferisce non rischiare. Questo mentre nel resto del mondo, tutte le aziende più hardcore, da Production Privee a Subrosa, passando ovviamente dalla Commencal del video, presentano mezzi pensati per riders sempre più piccoli.

Pensate che un bimbo che a 3 anni ha imparato su un mezzo del genere in futuro si accontenterà mai di una bici da supermercato? O risparmierà ogni centesimo per comprare una bici da pro?

A proposito dell'autore

Aldo Reynaudo ama le cose semplici e le bici essenziali, la vità è già troppo complessa per complicarsela ulteriormente nel poco tempo libero a disposizione. La bicicletta specie nella sua incarnazione primordiale, a ruota fissa, è così: nulla che non sia strettamente necessario.