Abbiamo vissuto il weekend di gara che ha chiuso il circuito EWS e incoronato i campioni mondiali enduro 2014. Vi raccontiamo com’è andata

L’eco degli applausi è appena svanito nella soleggiata piazza Vittorio Emanuele di Finale Ligure (SV). Il weekend è finito: Fabien Barel e Anne Caroline Chausson sono i vincitori della gara, Jared Graves e Tracy Moseley i vincitori del circuito mondiale enduro. Loro, assieme ad un’altra decina di atleti pro, sono stati i protagonisti principali di questa incredibile gara conclusiva dell’Enduro World Series. Tuttavia, a nostro parere, ogni rider uomo e donna, in ognuna delle tappe svolte intorno al globo, merita un applauso. Abbiamo conosciuto e chiaccherato con tanti di loro e la parola magica è sempre uscita spontanea: fun. Mettersi in gioco contro la fatica e il cronometro ma col fine ultimo di divertirsi, passando delle giornate con gli amici nella natura e in luoghi spettacolari. Spirit of Enduro è una definizione ormai troppo abusata ma è ciò che abbiamo provato sulla nostra pelle, un sano spirito di aggregazione e condivisione.

Per noi è tempo di terminare gli ultimi articoli, radunare le cose sparse in sala stampa e tornare a casa, lasciando Finale ai vari party di fine stagione. Non avremmo la forza di parteciparvi, tranne uno di noi, forse…

Sono stati tre giorni molto intensi (in realtà quattro, ma il giovedì è stato work in progress), vissuti in maniera totale come è abitudine per lo staff di BiciLive. Ci siamo impegnati al massimo come se fossimo in gara anche noi contro il tempo, per riuscire ad intervistare tutti, fotografare tutto e riprendere ogni scena per imprimerla nella nostra mente e non solo sullo schermo di un computer.

A voi i nostri tre pareri, le nostre tre emozioni:

A breve delle interviste come non le avete mai viste... Stay tuned!

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Elena

Marti_3TesteEws

Mi è venuta un po’ di agitazione prima ancora di arrivare. Non ho mai partecipato attivamente ad una manifestazione così grande. Una sacco di rider di fama internazionale, non ho idea se daranno retta alle mie semplici domande. Ma una volta lì, come in tutti gli eventi mountain bike, l’atmosfera è familiare. Bene o male qualcuno lo conosco già e questo mi tranquillizza. Dopo un pomeriggio passato a girare tra paddock e prove speciali ormai ho preso confidenza con l’evento. La sala stampa è un andare e venire di fotografi e giornalisti che ho sempre e solo visto sui magazine. “Ma ora ci sono anch’io” ho pensato, pronta a dire la mia, a trasmettere l’emozione di questo weekend, vista dai miei occhi e scritta con le mie parole. E che sensazione quando poi una coppia di ciclisti mi ferma per conoscermi, scattare una foto insieme e parlare di bici!

L’approccio con Gabby Molloy e le altre ragazze è stato alquanto divertente, mi hanno subito raccontato la loro esperienza da rider dell’EWS come se le conoscessi da sempre, invece le avevo incontrate due minuti prima. Le donne sono in poche a confrontarsi, così unite tra di loro e così rivali, da farmi venir voglia per la prossima volta di fare parte di quel gruppo di ragazze agguerrite e sorridenti, per potervi raccontare questa magnifica esperienza da ancora più vicino.

Andrea

Zilli_3TesteEws

Eccoci qui, un’altra stagione se n’è andata e non resta che tirare le somme riflettendo un po’ su ciò che è stato e dando un’occhiata a quello che sarà. La tappa di Finale si è appena conclusa e purtroppo quest’anno non ho potuto prendervi parte, dovendomi concentrare sul lavoro nei paddock con i miei colleghi/amici di BiciLive. Non è stato facile dovervi rinunciare, gareggiare al fianco dei più forti atleti mondiali è un’esperienza non da poco e non capita certo tutti i giorni. Dico atleti mondiali perché quest’anno la lista dei personaggi presenti a questa EWS è di un livello mai visto. Non ci sono sono solamente i pro dell’enduro, ogni categoria della mtb ha visto partecipare qualche rappresentante da “top 10″. Dalla parte opposta ci sono invece le aziende che stanno facendo forti investimenti in questo settore in continua crescita, e tutti i media, cartacei e web, in “delirio”, per raccogliere ad ogni secondo news e curiosità di questo weekend. Tuttavia, scavando un po’ sotto la superficie viene da chiedersi una cosa: perché il mondiale enduro non viene riconosciuto dall’UCI, l’Unione Ciclistica Internazionale? Non esiste una maglia di campione mondiale ed a livello UCI la considerazione è praticamente nulla. Non voglio indagare ora sulle motivazioni ma voglio solo riflettere… a Finale i vincitori sono stati riconosciuti come i migliori rider in assoluto, da tutti i presenti, compresi i top rider delle altre categorie, perché chiunque ha potuto saggiare le difficoltà di questa e delle altre gare. Nessuno si è tirato indietro e tutti hanno dato il massimo aprendo la manetta e cercando di portare a casa il risultato migliore. Dal loro punto di vista penso che il campione quest’anno sia più che reale e vesta i panni dell’atleta più completo e costante, quale si è rivelato Jared Graves. Le aziende stanno investendo e spingendo il movimento ed i media (e quindi il pubblico) seguono con fervore la categoria. Quanto tempo dovremo ancora aspettare per un riconoscimento ed un’approvazione per questa specialità che racchiude il vero spirito del mountain biking? O questo porterebbe, oltre ai vantaggi, numerosi svantaggi? Lascio a voi ed al tempo la risposta e rimango in attesa dei prossimi sviluppi e delle gare della prossima stagione.

 Claudio

Riot_3TesteEWS

Questo weekend è stato davvero speciale, l’emozione di fondo che ha fatto da colonna sonora è stata lo stupore: non ho mai visto così tanti pro di discipline diverse tutti insieme, tutti con la stessa voglia di divertirsi e fare anche un po’ di casino, sia di giorno che di sera. Motivo di stupore è stato anche passare dal discutere di trail building in un ristorante con il pizzaiolo molto esperto in materia (mitico Ivo!), a spiegare ad una farmacista di Finale e alle sue quattro colleghe cosa sia una gara di enduro e che ci sia il campionato mondiale già da due anni nella loro città (oltre a diversi anni di Superenduro)… da un estremo all’altro!

Come per Andrea, anche per me è stata la prima volta da reporter normale, nel senso che solitamente gareggiamo e poi scriviamo il report della gara da “insider”. Qui abbiamo voluto concentrare le forze in altre direzioni, vista la quantità di personaggi che Finale richiama con l’Ews. Siamo riusciti ad andare in bici, ma solo il venerdì mattina, per scattare qualche foto action sulla prova speciale Megalithic. Questo non ha fatto che aumentare la voglia di girare, data la bellezza e la tecnicità delle altre Ps, viste a piedi il sabato durante la gara. Altre sensazioni, la preoccupazione per la responsabilità che mi è stata data essendo il più vecchio dei tre di BiciLive (quattro con il nostro buon redattore Paolo “Pompa” Bravi), trasformatasi poi in soddisfazione a weekend finito, con la logistica da organizzare, gli orari, le spese e tutto quello che spesso non si vede ma è fondamentale per la riuscita di un buon lavoro.

La meraviglia è stata anche percorrere a piedi la Ps4 Dh Uomini, con le sue distese di roccia fissa e smossa che contrastano con il panorama tranquillo del golfo di Varigotti, dove verso la fine della gara i piloti consumano la poca lucidità rimasta giocandosi parecchi rischi. Ragazzi, questi sono tratti degni di una gara internazionale di downhill! Steve Peat e gli altri pro li hanno affrontati volando ad una velocità assurda ma pensare alle cinquanta ragazze che li hanno percorsi e vedere la fatica e la determinazione degli ultimi rider, incitati dal pubblico come se fossero ancora i primi, mi ha lasciato davvero stupito e pieno di ammirazione.

La stessa ammirazione, forse ancora più grande, l’ho provata parlando con i “super pro” durante le interviste fatte, uno su tutti Fabien Barel. Per la prima volta mi sono commosso alle parole di un rider, quando Fabien è salito sul palco appena finita la gara nella piazza è stato il delirio. Uno che è stato tra i miei “miti”, uno che ha lottato contro un grave infortunio accaduto nella prima tappa dell’Ews e in meno di due mesi dalla ripresa in bici ha vinto la gara di Finale Ligure. Senza parole per la sua forzatenacia e determinazione. Sensazioni positive per aver portato a termine il lavoro con i ragazzi di BiciLive. Stupore e sorrisi alla fine di questo intenso weekend di Ews.

Gallery di Andrea Ziliani

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A proposito dell'autore

Patito delle due ruote fin da bambino, bmx, motocross, le prime mtb. Dal 2007 sui campi di gara enduro e downhill in tutta Italia, dal 2013 è istruttore di mountain bike presso Gravity School. Con BiciLive fin dall'inizio, la bici è il suo pane quotidiano!