Nella splendida cornice di Colico, località del lago di Como rinomata per gli sport da vela, si è tenuta la seconda tappa dell’ECL, vinta dal local Marco Fumagalli del team Bike&Co

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Foto di Filippo Delzanno

Earth, Wind and Fire

Sono i tre elementi che hanno contraddistinto il weekend di gara, sia il sabato per chi già era a Colico per qualche prova e le iscrizioni, sia la domenica: la terra dei tracciati molto tecnici resi polverosi dalle poche precipitazioni in settimana, il vento che in riva al lago a tratti era davvero notevole ed il fuoco del sole che non ha dato tregua ai rider durante le risalite pedalate. Nelle zone boschive appena lasciato l’asfalto predominavano un’afa e un’umidità davvero soffocanti. Certo, meglio che la pioggia, ma in alcune località un po’ di precipitazioni sono benvenute sui trail, e Colico, assieme alla prima tappa di Tavernerio, è una di queste.

Gara dura, gara per duri

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Foto di Filippo Delzanno

Circa 1600 mt di dislivello per 36 Km distribuiti su tre speciali molto varie, la Bedolesso, le Due Torri e l’Alpe Rossa. Tempi di risalita ampi, una scelta che ha garantito il successo della gara e la soddisfazione di tutti i rider, soprattutto i meno allenati, e un’organizzazione precisa che ha fatto filare tutto liscio evitando problemi e ritardi. Ottanta iscritti per una “prima” assoluta a Colico, in un weekend denso di altre gare maggiori e minori, è un numero che soddisfa anche se ci si aspettava qualcosa in più.
Parere mio, la tecnicità e la fisicità della gara hanno fatto desistere i meno convinti, che però purtroppo si sono persi una bellissima giornata e un evento di quelli da poter dire “io c’ero… e l’ho finita!”. La spettacolare partenza dal primo piano del bar Blue River giù dai gradini e il controllo orario sul lago, la visione di tutte le vele dei kitesurf e dei windsurf in lontananza salendo verso i trail, la pace una volta giunti allo start della Ps1 in una vallata solitaria con le cascate, l’atmosfera rilassata negli spiazzi prima di ogni partenza…

Questa gara mi è sembrata più “a misura d’uomo” e con un profilo molto easy, pur restando una delle più dure mai affrontate, sia per le salite che per il caldo.

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Foto di Filippo Delzanno | Dario Lazzarin, classe 1963, ancora grinta da vendere!

Legnonenduro

Il monte Legnone coi suoi 2609 metri è la montagna più alta delle Prealpi lecchesi, da qui il nome del gruppo che ha fatto nascere l’idea di una gara di enduro a Colico. Una dozzina di persone, da febbraio, hanno sacrificato il loro tempo libero per ridare vita ai percorsi dove tutti noi abbiamo messo le ruote: vecchi sentieri del CAI andati ormai in disuso, mulattiere che erano da ripulire, muretti da ricostruire e alberi caduti da tagliare. E’ a loro che va il ringraziamento più grande, perché la passione di chi ama il nostro sport spesso è più grande di tutto il resto, dei problemi coi permessi e le amministrazioni comunali, coi proprietari dei boschi, del meteo e quant’altro: Simone Bonetti, Nicola Fistolera, Alberto Ghezzi, Sergio Ghezzi (Country manager di Rose Italia, qui però in veste di appassionato) ed Emanuele Tarabini sono i principali nomi da citare e ringraziare, insieme ai ragazzi dell’Asd Bike&Co che hanno curato la parte burocratica e Giovanni del bar Blue River di Colico, che ha trasformato il pasta-party in un aperi-bike molto abbondante e gradito da tutti e fornito anche il balcone per le insolite premiazioni. Comunque, altri sentieri sono da scoprire ed altri stanno per vedere la luce, e una bella chiaccherata con Sergio di Rose mi ha fatto venire “le mani sudate” per la quantità dei giri che si possono fare in questa zona, compresa una discesa dal Legnone di circa 2200mt di dislivello!!

Marco Fumagalli

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Foto di Filippo Delzanno

Quando si gioca in casa si sa, è tutto più facile, ma il tempo di provare i percorsi, con tutte le gare che Marco ha già disputato in questa stagione, non è stato molto. Il weekend prima della gara, la domenica, il meteo non prometteva bene ma ho preso comunque la macchina e mi sono fatto un viaggetto fino a Colico. Sono riuscito a provare una volta pedalando tutte e tre le speciali sotto una pioggerellina fine, i sentieri erano quasi deserti nel pomeriggio, un bel grip a parte sulle rocce dove bisognava fare un po’ di rock&roll. “Tosti questi trail” ho pensato, “in gara ci sarà da divertirsi!”. Dei ragazzi mi hanno detto di aver visto Marco rifarsi la Ps1 al contrario, in salita, per poterla studiare e memorizzare meglio. Ci ho pensato ma dopo tre salite ero bello cotto. Il giorno della gara poi ho parlato con Marco di questa cosa e ci siamo trovati molto d’accordo, poter risalire la pista a piedi guardando da angoli diversi le linee e scegliendo dove passare aiuta tantissimo quando si ha poco tempo di provare, è una strategia che ho adottato anch’io alcune volte, stando ben attento a farlo in orari deserti per non intralciare altri rider o costituire un pericolo risalendo con la bici a spinta. Sarà questo il suo segreto per vincere? Sicuramente no, il segreto è allenarsi bene durante l’inverno per non arrivare come il sottoscritto al periodo estivo con ancora la forma da trovare e una gran voglia di vacanze!

In una breve intervista sentiamo cosa ha da dirci il campione di giornata Marco Fumagalli.

Allora Marco, sei riuscito finalmente a salire sul gradino più alto del podio, complimenti!
Parlaci brevemente di te, del tuo passato, chi ti ha fatto scoccare la scintilla della mtb?

Grazie, sì questa volta ce l’ho fatta e la vittoria mi ha reso veramente felice…
Mah guarda, la bicicletta l’ho sempre avuta nel cuore fin da bambino, prima la bmx e poi appena sono riuscito a farmi regalare dai miei genitori la prima bici da xc ho iniziato con le gare di cross country e ho continuato fino a 18 anni, dopodiché ho smesso con l’agonismo. Ho continuato a usare le due ruote in tutti questi anni, la domenica andavo con la bici da xc o con la moto da trial. Poi l’ anno scorso mio fratello mi arriva con un catalogo di una mtb da enduro e mi dice: “guarda che bici che fanno adesso, dai che ce la compriamo!” e da lì ho cominciato con le gare di enduro e ora… non ne posso più fare a meno!

Dacci un tuo parere sulla gara e sui percorsi, anche se sappiamo che qui giochi un po’ in casa.

Si, qui gioco in casa però devo dire che questa gara mi è piaciuta molto, specialmente perché ci ha messi a dura prova, a partire dai trasferimenti belli tosti dove le energie bisognava gestirle bene. Le discese molto tecniche, quasi delle dh, non ti davano respiro, partivi e non avevi tregua fino alla fine, in più c’erano dei tratti belli insidiosi! Queste due caratteristiche hanno reso unica nel suo genere la gara e sono state il motivo del suo successo. Se poi ci aggiungi un’ottima organizzazione e la bellezza del posto con i suoi panorami direi che è stata una gara da incorniciare!

Nelle gare di enduro; provare meccanizzato ad oltranza o invece pedalare solamente, come aveva fatto Francesco Fregona nella prima gara a Tavernerio, uscendone vincitore? Qual è la tua opinione?

Allora, secondo me la cosa più giusta è fare come ha fatto Francesco a Tavernerio, provare una sola volta pedalando e poi fare la gara, sarebbe più corretto, per mettere tutti sullo stesso piano. Purtroppo qui in Italia è un dato di fatto che i professionisti si rechino sul posto giorni prima e provino ad oltranza i percorsi, quindi a volte non vince l’atleta migliore ma quello che è riuscito a provare di più… per noi che in settimana lavoriamo diventa difficile competere alla pari.

Tra una gara dell’ECL e una Pro del Superenduro, quali sono le differenze, cosa preferisci dell’una o dell’altra e perché?

Dunque, sono due tipologie di gara entrambe molto belle… per quanto riguarda l’ECL mi piace il fatto che, svolgendosi in una sola giornata, ti dà la possibilità di provare il sabato e fare la gara la domenica, quindi un po’ più facili da gestire e alla portata di tutti. Le Pro del Superenduro, essendo su due giorni, devi andarle a provare o il fine settimana prima o devi prenderti il venerdì di ferie, quindi un po più impegnativa sia economicamente che come tempo. Quello che però mi piace delle Pro è che sono belle massacranti, con due prove speciali il sabato e quattro la domenica, mettono a dura prova rider e bike.

Per arrivare sul podio in una competizione nazionale su quali aspetti pensi di dover ancora lavorare?

Devo lavorare molto sulla tecnica di guida perché capisco di dover migliorare ancora parecchio, mentre fisicamente quest’anno è la prima volta che sto seguendo un allenamento mirato per l’ enduro con dei lavori specifici. Va ancora perfezionato, diciamo che questo è un anno di rodaggio che se gestito bene mi porterà alla prossima stagione ad un buon livello di preparazione.

Grazie per la disponibiltà Marco, e in bocca al lupo per le prossime gare!

Grazie a voi per l’opportunità… e crepi il lupo!

Dopo la pausa estiva delle vacanze ci ritroveremo a Pezzeda, in Val Trompia, (BS), il 31 agosto, per un grande ritorno di questa storica località del panorama gravity italiano, per poi concludere a Livigno il 13 e 14 settembre con il gran finale, ci sono delle novità in serbo ma ancora non si possono svelare.

Stay tuned on BiciLive!

Per maggiori info: endurocuplombardia.itbikecoasd.itfacebook.com/endurocuplombardialegnonenduro.net.

Qui le classifiche: cronocomo.it

E qui un bel video report di Mr. Movie:

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A proposito dell'autore

Patito delle due ruote fin da bambino, bmx, motocross, le prime mtb. Dal 2007 sui campi di gara enduro e downhill in tutta Italia, dal 2013 è istruttore di mountain bike presso Gravity School. Con BiciLive fin dall'inizio, la bici è il suo pane quotidiano!