Sono ormai le 2 di notte quando arrivo al passo della Forcola. Marco (Fumagalli) mi ha appena chiamato e mi aspetta sotto quella che sarà la nostra dimora fino a domenica

Siamo a Livigno, una delle location più belle e famose d’Europa per la mtb, dove andrà in scena l’ultima tappa dell’Enduro Cup Lombardia 2014 e dove verranno assegnate le maglie regionali ed i vincitori del circus lombardo.

Siamo arrivati due giorni prima della gara per gustare al meglio questi trail, nuovi anche per me che a Livigno vado ogni anno per allenarmi. Appena vedo la cartina con le tracce segnate rimango un po’ perplesso. I trail sono molto distanti dagli impianti di risalita e ad occhio e croce c’è parecchio da pedalare per raggiungerli. Questa perplessità svanirà attraversando le vallate che fanno da contorno a questa gara e rimepiranno di soddisfazione il nostro spirito enduristico.

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Riusciamo però a provare solo 2 ps al giorno sulle 4 previste nel totale. Non vogliamo stancarci troppo e accusare l’altura che ti presenta il conto quando poi bisogna aprire la manetta.

Le giornate passano in fretta e tra le ricognizioni, le insalatone di Marco e gli aperitivi al Bivio siamo ormai al sabato mattina.

Gli amici che ritrovo alle gare dell’ECL sono ormai molti e oltre agli organizzatori ci sono quei matti di Giangis bike, sempre pronti a fare casino. È anche questo il bello delle gare di enduro. Oggi parto con il pettorale numero 20 e non vedo l’ora di darci dentro nell’unica prova della giornata. Dopo essere risaliti meccanicamente sul versante Carosello si sale un tratto a spinta di circa 10 minuti per arrivare in cresta dov’è posta la partenza. I tempi molto blandi fanno si che tutti gli atleti siano alla partenza nello stesso momento ad incitare i propri amici e compagni di squadra. L’aria frizzante di Livigno si mischia all’adrenalina prima della prova e la concentrazione mi estranea dal mondo.

Neanche il tempo di accorgermene e sono lanciato sul trail.

La ps parte molto esposta con fondo ghiaioso per poi deviare su di un tratto pedalato appena sotto l’arrivo della cabinovia. Sono partito bene e non ho fatto errori mulinando nel fettucciato veloce.  Da qui si entra nel tratto tecnico, condito da ripidoni e tornantini dal fondo polveroso che raccordo bene e taglio dove possibile, giusto per anticipare al meglio le curve. Non faccio in tempo ad accorgermene che la sfiga mi si accanisce contro. La catena, non so come, scende e si piega in modi che nessun mortale ha mai visto. Neanche le pedivelle girano più e da qui in poi sarà una gara podistica. Podistica perchè finito il tratto tecnico la seconda metà della prova è praticamente tutta da pedalare. Dopo essere stato passato da tre concorrenti riesco a concludere, pompando su qualsiasi cosa, cercando di mantenere più velocità possibile e correndo nei tratti in salita. Veramente poco felice, per non dire altro, segno il quarantaduesimo tempo. Prendo infatti 2 minuti e 30 dal primo che mi fanno pensare ad una carriera nel mondo dell’atletica leggera per il relativo “poco” distacco visto il problema alla trasmissione.

Corro a comprare una catena nuova e sistemo la mia Rocky. Per fortuna il super aperitivo allo Skill Center offerto dall’organizzazione con birra, spritz ed un ricco buffet di fianco alla pump truck di Livigno mi fa scordare il malumore e mi fa ben sperare nella domenica. L’atmosfera è rilassata e tutti scherzano o si scambiano pareri sull’indomani. C’è chi poi si cimenta in pump sulle bici messe a disposizione dai ragazzi di Livigno.

La sera arriva accompagnata dal freddo tipico dell’alta montagna e ci ricorda di rientrare in appartamento.

Un veloce check alle bici, cena da atleti ed esco con i soci di Pro-M, Stefano, Andrea e Marcello arrivati stamattina da Milano e che ritrovo quasi ad ogni appuntamento enduristico pronti a far festa e divertirsi. Girettino al Bivio, fortunatamente pieno di gente, un paio di shot e possiamo andare a letto entusiasti della giornata appena trascorsa.

La sveglia suona senza scrupolo alle 7 e ci vuole tutta la mia forza di volontà per uscire dal calduccio delle coperte. Fuori ci sono la bellezza di 3 gradi e più che settembre sembra una fredda mattina di gennaio. Per fortuna, la giornata è stupenda e la foschia del mattino lascia spazio ai primi timidi raggi di sole che riscaldano la valle livignasca.

Partiamo verso quello che sarà il primo trasferimento di giornata sul versante del Mottolino.

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Quando arriviamo in cima alla cabinovia lo spettacolo è mozzafiato e le nuvole basse ormai quasi scomparse lasciano spazio ad un paesaggio da sogno. Ma il sogno è ancora più bello quando scopro che il trasferimento è un single track ondulato prevalentemente in discesa che va verso la Forcola sull’argine della montagna. Una fatica ben accettata e appagante rispetto ad una noiosa salita su asfalto. Per concludere, un bel ristoro posto appena prima della partenza rigenera gli animi dei rider.

E’ già l’ora di partire e siamo subito in salita.

Il trail ci regala uno strappo in partenza diventando poi molto veloce costeggiando il fiume in un continuo cambio di direzione in quella che sembra una piccola autostrada in terra battuta. Taglio dove riesco le curve ed entro poi nel sottobosco per il breve strappo in salita che conclude nel letto del fiume passando sotto il ponte della statale e finisce  a fianco della ciclabile. Qui è posto il finish. Questa ps passa in un lampo e arrivo cotto, cercando di dare tutto nel  pedalato per recuperare qualcosa. Tutto ok e nessun problema. Purtroppo un ragazzo qualche numero dopo il mio cade ma per fortuna due ragazzi di Giangis si fermano a dare soccorso nonostante siano in gara. Questa si che è sportività. Passiamo al C.O. e si riparte per le ultime due prove di giornata. Costeggiando il lago di Livigno sulla ciclabile saliamo nella valle che ci porterà con la ps3 al Lago di San Giacomo. La salita è abbastanza ripida e per non sprecare troppe energie spingo la bici come quasi la totalità dei concorrenti. La terza prova è quella che mi piace meno avendo un fondo sdruciolevole e dallo scarso grip mixato alla velocità elevata di percorrenza. Si parte in salita per un breve strappo sulla strada bianca per poi lanciarsi nel single track dove l’attenzione è d’obbligo per non finire a fondovalle a rotoloni. Affrontandola in gara devo ammettere che è diventata divertente e senza forzare troppo l’andatura riesco a non commettere errori.

Inutile dire che i paesaggi la stanno facendo da padrone e in ogni momento basta guardarsi attorno per sentirsi immersi nella natura e fuori dal mondo.

Dal lago risalgo per l’ultima di giornata in compagnia di Mattia Moraschi e di Gianluca Romano, in arte Giangis. Nel bel mezzo delle fatiche non possiamo far altro che fermarci da alcune simpatiche donzelle intente in un picnic che ci offrono uno snack. Non distraiamoci! Ripartiamo e per fortuna appena scollinati al rifugio un altro ristoro coi fiocchi ci accoglie. Crostate, frutta e succhi ci rifocillano per l’ultima fatica di giornata. La prova numero quattro parte veloce e bella guidata. Ogni rilancio è fatto per pedalare e appena passati su un piccolo ponte di legno comincia l’inferno. Si comincia con uno strappo condito da rocce dal grip discutibile, un falsopiano appena dopo e altri tre strappi da prendere quasi da fermo dietro ad alcune curve. Scollino con le gambe in fiamme ma non mollo e rilancio sui pedali. O tutto o niente. Tratto in discesa veloce, fettucciato in un pratone e si passa in un campo pieno di gobbe da copiare o usare come piccoli doppi. Due tornantini, altro ponte di legno e gli ultimi cinquanta metri in piano per sprintare. Finish! Mi accascio a terra per riprendere fiato ma vedo che intorno a me molti mi seguono. La fatica ha dato i suoi frutti e riesco a segnare il decimo tempo di ps.

La gara è ormai finita, ma il traferimento per tornare a Livigno merita ancora un po’ di gas.

Altro single track dal fondo morbido che fa salire il “crimine”. Non posso far altro che darci dentro fino alla ciclabile e godermi il rientro. Concludo purtroppo al 22esimo posto. Porto a casa però la maglia Regionale Open e il circuito ECL open. La Gara viene dominata dal local Adam Quadroni, seguito da Stefano Rota e Marco Fumagalli. Nelle donne è Tiziana Ornaghi a vincere la categoria master e Bruna Benedusi quella Open.

Un semplice report non può secondo me, rendere giustizia a questo weekend fantastico.

Non posso far altro che consigliarvi di visitare Livigno e i suoi trail e darvi appuntamento al prossimo anno di Enduro Cup Lombardia. In questo appuntamento non hanno sbagliato nulla ed è stato tutto perfetto. I trail, l’organizzazione, i ristori ma soprattutto la disponibilità e la compagnia dei partecipanti e degli addetti ai lavori. Il circus lombardo promette di diventare un riferimento tra quelli italiani per il 2015 e non vedo l’ora di cominciare la nuova stagione.

Un ringraziamento va sicuramente a Marco Nicoletti, Tommaso Donghi, al Fuma, ai Soci di Pro-M, a Richi Fadda sempre pronto a fare festa ed a tutti i Giangis boys.

Ecco il video dell’evento

Ci si vede l’anno prossimo!

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A proposito dell'autore

Andrea Ziliani è un appassionato di ciclismo a tutto tondo. Corre su strada dalle categorie giovanili e da qualche anno anche in enduro. Appassionato di motori, fotografia ed ogni cosa che riguarda la meccanica e la velocità.