Siamo stati invitati a una vera e propria full immersion di una giornata nella sede di Andreani Group di Pesaro, distributore ufficiale Öhlins e partner di un certo peso per l’R&D

Hai voluto la bici e adesso…

È stato uno dei seminari più complessi a cui abbia mai partecipato, destinato in primo luogo a un gruppo ristretto di negozianti che vogliono investire e accrescere il proprio bagaglio culturale riguardo uno dei temi più delicati di sempre: il magico mondo delle sospensioni. 

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Dopo un anno di studio, il team di Andreani Group è pronto a lanciare la Suspension Academy

Con un filo di mal di testa e gli occhi rossi che mi sbattono di continuo come se avessi un tic nervoso, esco dall’aula distrutto fisicamente, ma soddisfatto più che mai. Per un appassionato di questo mondo, una giornata da loro equivale per i miei figli ad un ingresso a Gardaland con la formula “tutto incluso”. Decine di topic, tutti interessanti, fondamentali, in cui ogni domanda ha una risposta e se non ce l’ha ne segue un confronto costruttivo, tuttavia me ne torno a casa con qualche perplessità. Non saprei nemmeno se tenere l’argomento per ultimo ma, per come sono fatto, via il dente via il dolore.

Lo scopo delle due giornate è quello di saccheggiare (pagando il prezioso kit) l’enorme know-how di una delle aziende più attive al mondo per quanto concerne tutto quello che fa da filtro tra un telaio e il terreno.

La perplessità, confermata scambiando quattro chiacchiere durante i coffe break, è che non si sia fatta una scrematura degli interessati al progetto Suspension Academy. C’è chi stava seduto con la schiena distaccata dalla poltroncina e l’occhio vispo come se aspettasse l’occasione giusta per sferrare un altro paio di domande memorizzate da tempo e chi invece si nascondeva quasi umiliato da cotanta tecnicità. Un esempio? Alcuni chiedevano dove poter reperire lamelle per modificare i pacchi lamellari dei propri atleti, mentre qualcuno l’ho sentito chiedere timidamente dove si acquistasse la chiave per estrarre i parapolvere, arnese che dovrebbe essere usato con la stessa frequenza di un cavatappi per un sommelier…

In effetti, in 15 anni di presentazioni ufficiali dei più illustri brand di sospensioni, di cose ne ho imparate davvero tante, ma a questi livelli credo di esserci arrivato, solo in parte, quando RockShox mi ha dato la possibilità di scegliere la taratura desiderata della mia bici, dandogli i feedback discesa dopo discesa e provando set-up di ogni tipo. Quindi la prima valutazione la faccio sulla coerenza della scelta del gruppo, forse due classi tipo “pro” e “beginner”, avrebbero reso la vita molto più semplice a chi ci sta mettendo tanta passione e ma anche tanti sacrifici e non ha ancora l’esperienza richiesta. La seconda valutazione riguarda la mancata ottimizzazione dei tempi per via di un solo gruppo di lavoro. Ai Fox Academy di Vittoria ci si divide in due gruppi: al mattino uno fa le forcelle e l’altro gli ammortizzatori e dopo pranzo ci si cambia di banco. Da Andreani ci siamo dilungati raccontando le nostre esperienze (io ci ho dato dentro di brutto vista l’occasione super ghiotta), perdendo inevitabilmente del tempo, anche se devo ammettere che in un’altra ottica, soprattutto per i “beginner”, l’essere tutti assieme ha permesso di ascoltare, commentare e condividere preziosi racconti di cui farne tesoro.

Foto di Strategy Communication

Giuseppe Andreani è il “man on a mission”, dopo un anno di valutazioni è arrivato il momento di dire la sua nel settore bici // Foto di Strategy Comunicazione

La mission: a chiunque il prodotto giusto

È Giuseppe Andreani ad aprire le danze, galvanizzato e carico come sempre, ci racconta che nel motocross, ancor prima di usare una moto nuova, la mandi a far preparare le sospensioni, mentre nel settore bici, molti credono di comprare un prodotto al top esente da alcun tipo di miglioria. Ci ha detto anche di come le sospensioni non possono andare bene per situazioni che spaziano dalla sabbia olandese alle pietre siciliane, riferendosi al mondo del mx da cui proviene. P1020139222

Dai pro ai finti pro

Giuseppe termina il suo breve discorso e lascia la parola ad Eros che, assieme a Simone, è una delle figure che sta a capo della divisione mtb. Dopo averlo conosciuto e intervistato tempo fa, periodo in cui mi diceva praticamente solo: “Stiamo valutando… stiamo studiando… c’è la possibilità di… potrebbe essere che…” ora, dopo aver trascorso una stagione nel circuito italiano di downhill, lavorando a stretto contatto con il team 360 Degrees e molti altri piloti, tira fuori tutta la sua esperienza e anche le palle. Casistiche, problematiche e soluzioni provate smontando e rimontando allo sfinimento qualsiasi sospensione, sono gli argomenti che lo fanno parlare a ruota. Gli fa ridere sentire che un rider ha fatto “la taratura” dando tre clic alle basse o gonfiando la forcella di 10 psi. Per lui fare la taratura significa sventrare completamente una sospensione e sperimentare nuove soluzioni, ascoltando i feedback di un atleta o un semplice appassionato, variando di continuo i pacchi lamellari in funzione dei tracciati. In effetti, se ci pensate, noi giriamo su bici la cui taratura è stata fatta da un product manager che, nella migliore delle ipotesi, è dovuto scendere a decine di compromessi per accontentare dal paffutello che esce una volta al mese, all’incallito che ogni giorno cerca di battere gli amici su Strava…

Eros è un genuino che, per fortuna, non conosce a fondo le armi del marketing che alcuni dei suoi colleghi sostituiscono all’esperienza. E’ un puro che fa del “pane al pane vino al vino” la sua filosofia di vita, per lui contano solo i fatti e te lo dice con quell’accento romagnolo che dà quel “sapore racing” a ogni suo intervento.

Foto di Strategy Communication

Ecco le facce dei rivenditori che hanno partecipato alla prima Suspension Academy, alcuni di loro sono già in grado di operare con successo, altri impareranno presto // Foto di Strategy Comunicazione

Tiriamo le somme

La nostra giornata si conclude con gli occhi fumanti e tante, tantissime casistiche analizzate che mi hanno portato a fare chiarezza su alcune zone d’ombra che avevo e rivedere alcune certezze su cui mi sarei giocato 50 euro. Il tuning delle sospensioni a noi della mtb non è nuovo, ma un colosso come il loro porterà solo benefici e iniziative come questa (e quelle che seguiranno) aumenteranno il piacere di guida di ognuno di noi e – magari – spingeranno le aziende a fare sempre meglio. Una cosa è certa, sono finiti i tempi in cui un ammortizzatore faceva “il giro” su tre bici completamente diverse… P1020161

Ecco il kit che avranno in officina i rivenditori autorizzati Ohlins. Tutto è fatto in casa con i migliori materiali, dall’estrattore che non danneggia le boccole come accade per alcuni in commercio, alla morsa totalmente ricavata dal pieno.

A proposito dell'autore

Una figura chiave nel panorama della mountainbike italiana e internazionale. La sua presenza spazia dall'essere giornalista, tester, testimonial, protagonista di un canale Vimeo seguitissimo e co-fondatore della Gravity School.