Siamo stati in una delle aziende più all’avanguardia al mondo nel settore delle sospensioni. Andreani Group nasce per il settore moto, ma grazie alla partnership con Ohlins la vedremo presto anche tra i paddock della mountainbike

Saremo tutti pro

Il pro, lo dice la parola stessa, è un professionista che vive e guadagna della sua passione. Quelli veri, non devono pensare a niente se non a dare il massimo in gara. Hanno il top a livello di materiali e sono seguiti da un team che lavora a seconda delle loro necessità, cucendo addosso componenti speciali. Al giorno d’oggi di veri pro ce ne sono sempre meno, vuoi per la crisi che taglia i budget, vuoi perché alcune aziende preferiscono fornire materiale gratuito a chi va forte, piuttosto che pagarlo e seguirlo, creando così una fitta schiera di pro di serie B. Ma la differenza tra serie A e B non è nel quantitativo di materiale che si riesce a scroccare, ma da cosa un’azienda ti mette sotto le chiappe per farti spingere al massimo, (discorso economico a parte). Fino ad oggi eravamo abituati ad avere una serie di artigiani più o meno noti che modificavano con quel che avevano in casa le sospensioni, ma le acque stanno tremando, sta per entrare in campo un vero e proprio colosso che ha una certa potenza e lo farà mettendosi al servizio di chiunque, senza distinzioni tra rider di serie A, B o Z.

Imponente, bella e camaleontica (cambia colore a seconda della luce)

Continuiamo ad indagare con il responsabile del progetto bike, Eros Taboni

Luca cosa farà Andreani Group per il settore mountain bike?
Eros lavoreremo su due fronti. Diffonderemo la tecnologia Ohlins, cercando di affinarla per il settore bici e cercheremo di ottimizzare tutte le sospensioni che ci sono sul mercato.

L con che interventi andrete ad ottimizzare il lavoro fatto da altri ingegneri?
E se parliamo di forcella, il primo passo sarà quello di lavorare sulle tolleranze tra steli e foderi e il tipo di olio che si usa. Abbiamo notato negli anni che in diverse forcelle da moto è spesso presente un olio indicato per lavorare a lungo, ma che non offre le stesse prestazioni di oli più raffinati, adesso inizieremo i test per verificare se accade la stessa cosa anche nel settore mtb. Per gli ammo si lavorerà principalmente variando i pacchi lamellari e con gli oli.

Gli step per misurare le tolleranze di foderi/steli e il loro allineamento

L qual’è l’obiettivo di Andreani Group?
E vogliamo vestire la bici addosso al cliente che prenota un appuntamento nel truck presente alle gare o presso i nostri centri autorizzati. Vogliamo capire chi c’è a guidare quella bici e come la guida, cercando di capire assieme qual’è la strada per dargli il massimo in termini di supporto. Parliamo di velocità per chi cerca di aumentare le proprie prestazioni e di sicurezza/comfort per chi non ambisce né a podi né a gare, ma vuole lo stesso essere trattato come un vero pro.

L non farete distinzioni da chi mette piede nel truck?
E no, e non solo… tutto quello che facciamo ha una garanzia sul funzionamento, pertanto offriremo ad ogni cliente la possibilità di tornare per modificare nuovamente il suo materiale finché non sarà soddisfatto.

L un cliente che viene con una bici da enduro o da discesa, quanto deve spendere per cucirsi addosso la bici?
E il costo è in fase di valutazione, ma credo che tra para oli, boccole, olio e manodopera si andrà attorno ai 200 euro per forcella e ammortizzatore.

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La magia sarà portare le nostre sospensioni nella ‘clinica’ mobile…

L con quali prodotti entrerete nel mercato e con che tempistiche?
E a breve avremo disponibili gli ammortizzatori Ohlins TTX 22M (Twin Tube System, 22 mm è il diametro del pistone interno ed M sta per mono) nelle tre misure più usate in discesa: 222, 240 e 267 mm. Ogni TTX verrà venduto con una taratura studiata sia in base al cinematismo, sia dando la possibilità di un’ulteriore personalizzazione della taratura entro un lasso di tempo ragionevole: parlo di pacco lamellare, scatti dei registri e molle per un Sag ottimale con incrementi di 20 libbre al posto delle 50 che offre il mercato. A fine febbraio avremo il prototipo della forcella da discesa, le cartucce idrauliche per la Fox 40 e per fine settembre la produzione di sospensioni ad aria per l’enduro e l’xc. Ohlins ha anche una collaborazione con Specialized e saranno qui da noi i primi di marzo per provare le novità, visto che siamo presi in causa al 100%.


Il truck è fornito di tutti i macchinari per qualsiasi tipo di intervento e sarà presente sui più importanti campi gara




Il ‘nostro’ TTX messo al banco per studiare la taratura ottimale per la Lapierre 722 DH


L quanto costerà il TTX?
E l’unità compresa di molla sarà attorno ai 650 euro più IVA.

L il TTX è stato sviluppato per la nuova Specialized Demo, ma per adattarlo sulla Lapierre è stato necessario apportare qualche modifica al telaio. Vi adatterete o si adatteranno le case costruttrici?
E chiaramente ci adatteremo noi, ma per il momento abbiamo visto che per molti modelli di altre marche disponibili sul mercato è adattabile, nel tuo caso il problema maggiore era la dimensione della molla, ma in tal senso faremo fare delle molle di diametro leggermente inferiore. La questione è che quest’anno non dovevamo avere la vendita degli ammortizzatori, ma Andreani ha voluto fortemente entrare in questo mondo perché vede un potenziale di lavoro molto alto e lui non è abituato ad aspettare che le cose le facciano prima gli altri, quindi siamo partiti con quello che avevamo disponibile. Noi rappresentiamo per Ohlins una grossa fetta di lavoro, siamo secondi importatori mondiali come after market, pertanto il fatto di avere tre misure del TTX è stata una scelta pilotata principalmente da noi. Come abbiamo visto ci sono dei limiti su alcuni telai, ma se ci sarà la domanda, faremo delle teste differenti per i vari telai.

Non è stato immediato montare il TTX sulla mia bici, abbiamo asportato due ferma cavi interni e fresato leggermente la molla lateralmente

L ci puoi dire in che direzione sta lavorando Ohlins per la forcella? Sarà a steli rovesciati o classica?
E al momento non ti posso dire nulla, Ohlins sta lavorando su entrambi i fronti per capire quale sistema offre la maggior performance, stando attenti ovviamente alla questione del peso, però sono ancora più attenti alla resa sul campo rispetto al dire che escono con la forcella più leggera sul mercato. Per loro contano i secondi, piuttosto che il marketing a tutti i costi…

L ci puoi almeno dire se sarà ad aria, molla, bagno aperto, cartuccia sigillata?
E sicuramente avrà la cartuccia sigillata e probabilmente sarà un mix tra molla ed aria.

L cosa affiancherete al materiale Ohlins?
E stiamo mettendo a punto, per i prodotti di serie, delle valvole differenti per dare la possibilità di abbracciare un bacino più ampio che vuole aumentare le prestazioni contenendo la spesa finale.

Un prototipo di valvola da abbinare alle cartucce che sostituiranno quelle originali di altri marchi

L dove sarete presenti con il truck?
E dove c’è fermento, dove c’è da lavorare e da costruire qualcosa: le gare di gravity e di enduro saranno i nostri primi obiettivi.

L il crosscountry lo lascerete da parte?
E assolutamente no, perché dovremo farci un’idea di quello che è l’ambiente e di quello che le persone vogliono per guidare al meglio le loro bici.

L in Andreani Group ci sono 25 dipendenti, quanti lavoreranno per il settore bike?
E ci saranno tre tecnici, un responsabile di produzione che curerà l’attrezzatura per intervenire sulle varie sospensioni e le spedizioni dei ricambi, e una figura che seguirà esclusivamente la parte commerciale.

Eros Taboni al lavoro nel laboratorio che verrà destinato alla mtb

L perché indossate tutti l’auricolare?
E per avere sempre sotto controllo la situazione ed essere reperibili sia tra di noi, sia con il cliente che vuole spiegazioni in tempo reale, mentre noi passiamo da un laboratorio all’altro a seconda dell’intervento da fare. Sai in quanti ci chiamano direttamente dalle piste? Così è tutto più immediato.

I tecnici indossano l’auricolare per comunicare rapidamente con il cliente o con i piloti direttamente in pista

L come vi espanderete?
E il lavoro non verrà seguito esclusivamente da Andreani Group, ma creeremo nel corso dei prossimi mesi delle officine specializzate che si “trasferiranno” qui da noi (si parla di una settimana minimo) per imparare a lavorare sulle sospensioni. Impareranno sia la parte meccanica (montare/smontare/modificare), ma allo stesso tempo gli daremo tutti i nostri feedback acquisiti sui campi gara, affinché avremo la certezza che il cliente finale sarà trattato nella stessa maniera. Questo sarà di vitale importanza, perché molti appassionati magari avranno a pochi chilometri da casa un punto di riferimento su cui appoggiarsi.

L ho visto in azienda macchinari che costeranno migliaia di euro (se non centinaia di migliaia…), come può un centro assistenza disporre di tutta questa tecnologia?
E alcuni macchinari sono esclusivi nostri, ma il macchinario che misura la durezza delle molle si può acquistare, la pompa di spurgo che crea il sotto vuoto anche, ma anche lo stesso banco prova degli ammortizzatori fatto apposta per le bici.

L’abbiamo rinominata la ‘sala delle torture’, mai visti dei macchinari simili. Qui è dove tengono i seminari e il prossimo sarebbe stato per Ducati

L cosa deve avere un centro assistenza d’indispensabile e quanto deve investire?
E sicuramente la pompa di spurgo, visto che molte sospensioni sono pressurizzate, poi si potrà rivalere su tutte le nostre schede di taratura (costantemente aggiornate) per tagliare i costi. L’investimento dipende… i primi centri saranno quelli che già lavorano con noi per il settore moto e che quindi dispongono già di tali macchinari, e poi sarà bello vedere il confronto tra chi lavora già con le moto e i “nuovi” del settore bici. Noi, oltre che a migliorarci costantemente, vogliamo commettere meno errori possibili, pertanto non prenderemo nessuna decisione se non saremo più che sicuri di chi porterà il nostro nome in giro.

L non hai risposto alla mia domanda sui costi…
E l’investimento del tirocinio, più la pompa di spurgo, si aggirerà attorno ai 3.500/4.000 euro, ma non devi vederlo solo come attrezzatura, ma come know how per portarlo nel più breve tempo possibile a lavorare al meglio.

Fuori dall’azienda regna la calma assoluta, ma dentro c’è fermento…

L parlando di Ohlins, tu che li conosci bene, come ragionano? Sono pressati dal marketing o vanno con i piedi di piombo?
E Ohlins è un’azienda molto quadrata in tal senso e anche loro escono sul mercato solo quando un prodotto può fare la differenza.

L qual’è la filosofia di Ohlins, sponsorizza gli atleti più forti o lavora in altre direzioni?
E Ohlins non sponsorizza nessuno, vogliono arrivare al team importante o al pilota di punta con le prove pratiche sul campo. Ti faccio un esempio con i team di MotoGp, che sia Ducati, Honda o Yamaha, loro oltre a pagare il materiale, pagano anche l’uomo Ohlins che è lì in pista a fare assistenza, e ti dico di più, non se lo possono neanche tenere a fine stagione. Mi pare che vogliano fare la stessa cosa anche sulla mountain bike, sicuramente sarà più difficile, perché i top rider sono tutti pagati per usare quelle determinate sospensioni. Ma torno a ripeterti, qui si punta solo sulla resa finale, quindi saranno anche i piloti a scegliere cosa vorranno fare…

L domanda sciocca, ho contato 25 dipendenti, perché non c’è nemmeno una donna?
E (ride…) in un ambiente di uomini, se ci sono le donne e sono pure carine, (ride…) possono distogliere l’attenzione dal lavoro. Scherzo… la ragione principale è che la moglie di Giuseppe non gradisce personale al femminile!

Anni di esperienza nel settore delle moto; le più raffinate tecnologie reperibili sul mercato; uno staff che lavora con la passione che scorre nelle vene e un fondatore, Giuseppe Andreani, che ha sempre e solo lavorato verso una direzione: la qualità


Le mie impressioni sul TTX

So che molti di voi avranno saltato a piè pari tutto l’articolo solo per leggersi le impressioni, ma quello che posso dirvi è il frutto di una sola discesa fatta con il mio RockShox Vivid R2C e quella successiva con l’Ohlins TTX. Il teatro della prova è stato lo stupendo trail di Fossombrone, già raidato al tempo, guarda la coincidenza, per testare il sistema che sostituiva la molla con l’aria di Protone Components. Un trail lungo, caratterizzato da un grande flow e parecchi salti, alcuni dei quali impegnativi. Però poca pietra… infatti per questo lavoro sarebbe stato l’ideale andare a trovare il buon Vernassa a San Romolo.

Al di là del testare una raffinatezza quale il TTX, mi ha fatto piacere girare a Fossombrone. Gran cura e trail di alta qualità…

La prima discesa con il Vivid è stata esclusivamente per memorizzare i passaggi più tecnici nel più breve tempo possibile, neanche ho pensato a come lavorasse, ero troppo concentrato a scendere veloce su un trail che non facevo da anni. Però l’orecchio era sempre là, come se una parte della mia sensibilità fosse in allerta su eventuali comportamenti anomali del mezzo, o dell’ammo. Come prevedevo, tutto nella norma, bici perfetta e sospensioni ben tarate.

Nonostante abbia fatto una sola discesa, il terreno abbastanza vario ha permesso di assaggiare la genuinità di un prodotto all’avanguardia come l’Ohlins TTX

Terminata la discesa con il Vivid abbiamo sostituito l’ammo in tempo zero e siamo risaliti con un Doblò al quale fumavano le gomme, si vede che in Andreani Group ci lavora gente con la manetta, o come in questo caso, con il piede pesante. Arrivato in cima ho dato qualche culata in sella per vedere come Eros l’aveva tarato e dalla sua impostazione ho solo velocizzato di un clic il ritorno. Sono partito quindi con qualche click alle basse velocità in compressione (se avete dubbi su cosa siano e a cosa servano, rileggetevi questo articolo: “La preparazione della bici – Le sospensioni”) e il registro delle alte a metà.

Pronti via, in questa discesa avevo davanti Luca Romani, un local che ha letto su Facebook la mattina presto che saremmo andati là per le 11 a girare e ha ben pensato di uscire da scuola alle 10:30 non so con quale scusa. Mi spiace solo che siamo arrivati alle 14:30. Il ritmo era alto, entrambi avevamo la scimmia addosso, ma nonostante quello la bici si comportava in modo egregio.


Qualche scatto di Matteo mentre aspettava che arrivassi

Nessun rinculo, nessun fondocorsa brusco (di salti vi assicuro ce ne sono…) e quella gran sensazione che la sospensione mantenesse sempre la mia Lapy molto sostenuta, senza sacrificare lavori extra nell’ultima parte di escursione quando impattavo secco su qualcosa di grosso. A circa metà discesa mi sono fermato e sono passato dalla posizione di mezzo della alte, al tutto aperto (anche le basse), proprio per vedere com’era senza alcun tipo di freno idraulico. Ho continuato la discesa godendo assai per la grande sensibilità e verso la fine ho ripristinato il tutto com’era per trarne le mie – per ora brevi – conclusioni.

Dirvi già adesso di comprarlo a scatola chiusa sarebbe come prendervi in giro, l’ammo va tenuto a lungo e provato dove ho i riferimenti e dove ci sono trail ben più punitivi di questo. Ma la sensazione è più che positiva, soprattutto perché avrei, come qualsiasi cliente, la possibilità di personalizzarmelo ancora di più. Ad esempio, trovo pochi i sei clic per il ritorno o il registro della basse che sporge così tanto, avrei preferito una ghiera piatta. Detto ciò, non vedo l’ora che arrivi la mail di Eros, nella quale mi chiede dove spedirlo, magari corredato di quattro molle per vedere come può cambiare un Sag con incrementi minimi, rispetto i 50 a cui siamo abituati.

Tour panoramico nell’azienda

L’esperienza da Andreani Group è stata molto interessante e piacevole. Noi italiani siamo sempre là a guardare l’erba del vicino come la più verde, ma di cervelli… di passione… e di know how ne abbiamo da vendere! Sono contento che una realtà così prestigiosa, che lavora con un colosso quale Ohlins, si stia appassionando sempre di più al nostro settore. Le cose sono due, o la moto è sempre più in crisi, o la mountain bike sta crescendo rapidamente.

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Vi saluto con questa foto scattata nella sola discesa fatta con il TTX: la confidenza di un buon prodotto è tutto…

Foto di Matteo Cappè | Video riprese di Matteo Cappè, montaggio di Pietro Baraggi

A proposito dell'autore

E' una figura chiave nel panorama della mountainbike italiana e internazionale. La sua presenza spazia dall'essere giornalista, tester, testimonial, protagonista di un canale Vimeo seguitissimo e co-fondatore della Gravity School