Test Shimano XTR Di2
precisione10
affidabilità10
funzionalità10
peso9.5
qualità costruzione9
personalizzazione10
prezzo
  • Prezzo solo gruppo 2x11: 3150 €
9.8Il nostro voto
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Abbiamo testato il gruppo Shimano XTR Di2 11 velocità, il primo cambio elettronico per mtb. Cambiata sincronizzata, precisa, intelligente e personalizzabile: la mountain bike entra nell’era digitale

Evoluzione

Ogni processo di trasformazione, graduale e continuo, per cui una data realtà passa da uno stato all’altro“. Questa definizione, negli ultimi anni, è ciò che a mio avviso più si adatta per definire la bici e in particolare mountain bike.

La trasformazione che stiamo subendo in termini di tecnologia ed elettronica nella vita normale e durante le nostre uscite in bici ci sta portando sempre più avanti: Internet, gli smartphone, i GPS e i misuratori di potenza sono ormai “il pane quotidiano” di ogni ciclista.

Il colosso nipponico Shimano in questo è sempre stato precursore dei tempi. Infatti il primo cambio elettronico Shimano Dura Ace Di2 commercializzato è stato usato dal 2009 sulle bici da strada, mentre alcuni prototipi risalgono addirittura al 1992 nel Tour de France. 

Di2 significa Digital Intelligence Integrated.

Sulle mtb il cambio elettronico non si era ancora visto. Shimano, dopo anni di test, introduce un sistema che è molto di più di un semplice cambio… andiamo ad esaminarlo. 

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L’XTR Di2 è un’opera d’arte, come Shimano ci ha ormai abituati con tutte le sue creazioni top di gamma

Cos’è e come funziona lo Shimano XTR Di2

L’XTR Di2 è nato per semplificare la vita del rider. Cambiate più veloci, meno manutenzione, programmabilità.

Riguardo all’affidabilità, il gruppo da strada Dura Ace Di2 ha da anni dimostrato che un cambio elettronico è più affidabile, stabile e preciso in condizioni avverse, ergonomico e semplice da azionare di uno normale. Con l’XTR Di2 tutto ciò è stato trasportato in chiave ancora più robusta ed efficiente con il Synchronized Shift, la funzione più interessante del nuovo gruppo.

Grazie a un profondo studio effettuato su utenti e tester che ha determinato le combinazioni corona-pignone più frequentemente pedalate, Shimano ha elaborato un programma in grado di decidere autonomamente quando cambiare, sia per i pignoni posteriori sia per le corone, e la parte migliore è che lo si può fare con un solo comando.

Il sistema utilizza due motori servo-assistiti per sincronizzare cambio e deragliatore; questi sono in posizione riparata dagli urti e sono dotati di micro processori che dialogano assieme, così, se uno dei due non funziona, l’altro può continuare a gestire la cambiata.

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Il motore (area rossa) è in una posizione protetta dai classici urti

La batteria ricaricabile è contenuta in un piccolo cilindro inseribile nel tubo sella dedicato o nell’attacco manubrio specifico della linea Pro; può essere anche inserita nel telaio (sui telai predisposti) o semplicemente fissata utilizzando i fori del porta borraccia.

Una delle classiche domande, quanto dura? Parecchio: nel mese di test che abbiamo effettuato non abbiamo mai dovuto ricaricarla, su cinque tacche ne mancavano ancora tre.

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La batteria SM-BTR2 si monta esternamente, accanto al portaborraccia

La batteria ricarica in circa 90 minuti e comunque è dotata di un sistema di sospensione progressiva dei vari elementi che rende impossibile non accorgersi del termine della carica, ovvero prima si auto-escludono i controlli delle sospensioni (se presenti e configurati), poi il deragliatore ed infine il cambio.

Shimano ha lavorato in particolare per mantenere il feeling di cambiata come l’XTR meccanico, quindi con uno scatto sufficientemente secco e avvertibile anche durante una guida sullo sconnesso, al contrario del Di2 da strada dove la cambiata è più morbida.

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Il comando destro Firebolt, grazie al quale possiamo utilizzare il Synchronized Shift. La cambiata è morbida ma con un avvertibile “click”. Le leve si possono spostare più all’interno o all’esterno in modo indipendente

Synchro Shift

Il rider può decidere se cambiare uno o più rapporti con una singola pressione e anche la velocità di cambiata, scegliendola tra cinque velocità.

Con il Synchro Shift, funzione programmabile attraverso il software Di2, si può scegliere di usare solo il comando (destro o sinistro indifferentemente) per gestire cambio e deragliatore, e questa, come accennato, a nostro avviso è la feature più interessante.

È possibile decidere l’azione di ogni pulsante, ad esempio invertire la funzione del tasto sopra con quello sotto, anche perché da impostazioni di fabbrica queste sono invertite rispetto alla norma e ci vuole un certo tempo per abituarcisi.

Attraverso il software E-tube personalizzabile, che consente l’espansione e l’ulteriore integrazione del sistema, si può personalizzare la programmazione dei manettini e delle cambiate. Voci dicono che Shimano stia lavorando anche a un’implementazione per gestire un reggisella telescopico. 

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La parte inferiore del display e gli spinotti delle connessioni E-Tube che si inseriscono nel sistema integrato manubrio-attacco manubrio Tharsis della Pro: niente cavi in giro e batteria alloggiata nel tubo sterzo

Il Synchro Shift consiste essenzialmente nel poter escludere il comando sinistro (o destro) del deragliatore e usare la guarnitura doppia come se fosse una singola, con la possibilità di scegliere con quale incrocio ovvero su quale pignone, passare da corona grande a piccola e viceversa.

Vi sono due modalità personalizzabili S1 e S2 che possono essere programmate settando il cambio dei rapporti ad esempio più per la salita (S1) dove la catena scende prima sulla corona piccola oppure più per la discesa (S2), e una terza, manuale, per chi vuole utilizzare il gruppo normalmente.

Shimano offre il sistema Di2 con guarnitura tripla, doppia e singola, ma la filosofia che traspare dalle scelte di marketing è che la singola potrebbe non essere sufficiente per un uso racing o per un uso ampio tipo all mountain.

Da qui l’invenzione del Synchro Shift sull’XTR Di2, il quale ha una rapportatura molto più equilibrata di uno Sram XX1 e permette di affrontare qualsiasi tipo di pendenza usando solo il comando di destra (quindi anche eliminando fisicamente quello di sinistra).

Tornando al lato pratico, il Di2 resistente all’acqua e i cablaggi sono effettuati sempre attraverso la connessione “E-Tube“che collega le varie unità: la parte hardware alla batteria ricaricabile, il display e i comandi Firebolt.

Questi ultimi simili ai classici manettini ma studiati per essere molto più ergonomici e customizzabili, oltre che capaci di offrire cambiate singole, doppie con i due click o sequenziali, ad esempio tenendo premuto si passa dall’11 al 40 senza nessuno sforzo e un “beep” ci avverte della fine dei rapporti disponibili.

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Il display del Di2 pesa solo 30 grammi ed è posizionato in un punto molto riparato. Il numero della marcia può risultare superfluo ma le altre indicazioni sono molto utili: durata batteria, modalità di cambiata, blocco sospensioni, segnali di avviso acustici di fine cambiata.

Un piccolo display montato sul manubrio indica appunto la scelta di modalità di cambiata, il rapporto in cui siamo, la durata della batteria e molte altre cose, come la possibilità di gestire il bloccaggio delle sospensioni Fox SUS e iCTD (dove disponibile), le scelta di quale modalità di Synchro Shift usare e la regolazione fine dell’allineamento del deragliatore e del cambio.

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I tre connettori E-tube che si inseriscono nell’attacco manubrio Pro Tharsis dedicato

Interessante notare come lo schermo si spenga dopo pochissimi secondi per risparmiare la batteria, dato che nell’mtb si cambia spesso e i motori necessitano di molta energia per garantire la cambiata istantanea che il Di2 offre.

Come va

Il test si è svolto su diversi terreni e in svariate condizioni. Shimano ci ha fornito una Canyon, la front da xc Gran Canyon Cf Slx equipaggiata con l’Xtr Di2 2×11 (vedi box).

Anche se avrei voluto provarlo su una full per valutarne meglio pregi e difetti in un ambito più trail/enduro, i percorsi affrontati sono stati dal single track liscio alle salite e discese più dissestate, per cercare di mettere in crisi il sistema e valutare eventuali cadute di catena. Nessun problema da segnalare in nessun caso.

La prima caratteristica che ho apprezzato è come già detto il plus di questo sistema, ovvero il Synchro Shift.

La cambiata è precisissima, mai nessuno sfregamento di catena col deragliatore, mai nessuna indecisione, anche sotto sforzo e anche in presenza di fango, pozze o polvere.

Il deragliatore è velocissimo e preciso anche sotto sforzo

Il deragliatore è velocissimo e preciso anche sotto sforzo

Il ronzio veloce che i motorini producono durante la cambiata è l’unica cosa che ci ricorda che abbiamo l’elettronica, per il resto basta solo pedalare senza curarsi dei rapporti in cui siamo e questo è un altro grande pregio.

Ci si concentra sulla guida e sulla prestazione, cosa fondamentale soprattutto in ambito gara, con un comodo avviso acustico che segnala la fine dei rapporti e un altro (doppio beep) che segnala l’imminente passaggio da corona grande a piccola e viceversa.

Il potente motore del deragliatore

Il potente motore del deragliatore

Questo passaggio è uno tra i migliori e meno bruschi mai provati anche per la minor differenza di denti tra la 36T e la 26T, non c’è indecisione né interruzione della potenza sui pedali sia in salita che in piano. La scalatura dei rapporti è perfetta e si trova sempre il pignone utile alla velocità che vogliamo mantenere.

I segnali acustici sono comunque silenziabili se ne abbiamo la necessità e la modalità manuale è attivabile con una pressione del pulsante sul display se vogliamo tornare alla “vecchia cambiata umana”.

Listino prezzi

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Il listino di tutti i componenti Shimano e Pro montati sulla Canyon. Per il solo gruppo sono circa 3150 euro

 

Conclusioni

In tutto questo sfarzo di tecnologia l’unica ombra che sovrasta l’XTR Di2 è il suo prezzo: per ora si tratta di un sistema davvero molto costoso, dove l’esborso minimo supera i 3000 euro. Spesa elevata anche e soprattutto per quanto riguarda l’impossibilità di sostituire ad esempio un componente rotto con uno della gamma più economica come potrebbe essere su un gruppo XTR meccanico (con un XT o SLX ad esempio). Il cambio posteriore costa 604 euro, fortuna che non ci ho pensato nei passaggi stretti tra le rocce…

Un altro punto da valutare con attenzione se vogliamo montarlo sulla nostra mtb; per ottenere un risultato esteticamente ottimale il Di2 andrebbe montato su un telaio con passaggio cavi interno e ancor meglio predisposto per i piccoli cavi elettrici E-Tube, cosa che ancora poche case offrono.

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Il procedimento richiede sicuramente un’ottima manualità e conoscenza dei procedimenti di cablaggio interni, non è un lavoro alla portata di tutti.

Inoltre manubrio e attacco manubrio Tharsis sono indispensabili se si vuole mantenere il ponte di comando pulito ed integrare la batteria nel tubo sterzo. Unico neo: lo stem ha un particolare sistema di ancoraggio sul canotto della forcella e prende gioco molto facilmente, inconveniente che i tecnici Shimano ci hanno assicurato verrà risolto a breve.

Solo con un pc si può configurare il Di2, e la cosa sembra davvero molto insolita al giorno d’oggi. Inoltre, come su le GoPro o i Gps e altri dispositivi moderni, sarebbe comodo avere la possibilità di gestire il Di2 via smartphone o tablet.

Il peso: tutto il gruppo 2×11 pesa circa 12 grammi in meno dell’XTR meccanico, con un ulteriore risparmio di 50 grammi se si rimuove il comando sinistro e ci si affida al Synchro Shift.

Le prestazioni sono assolutamente al top, è il cambio più veloce, rapido ed intelligente che si possa trovare sul mercato al momento, e il Synchro Shift semplifica veramente la vita del rider senza limitare l’ampiezza dei rapporti. Lo considero comunque un prodotto “da pro”, proprio perché è in gara che un sistema simile può fare la differenza, oppure una chicca che i solo rider con un’ottima disponibilità economica per ora si possono permettere.

Si spera solo che vi saranno altre versioni magari più alla portata del “rider medio” e un upgrade con le piccole integrazioni che mancano.

La bici utilizzata

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La Canyon Grand Canyon CF Slx 29″ utilizzata per il test è una bici ready to race, 9,5 kg con i pedali, telaio in carbonio e componentistica top di gamma. Molto reattiva e rigida, in salita un fulmine ma in discesa piuttosto nervosa e da guidare “con manico”. Oltre al gruppo Shimano XTR Di2 2×11 (corone 36T e 26T), della stessa gamma sulla bici troviamo montati anche gli ottimi freni (160mm f/r), i pedali e le ruote, quest’ultime in alluminio rivestite in carbonio.

 

La forcella è una Fox Float 32 CTD Kashima con quick release, purtroppo una pecca la mancanza del perno passante, la minore rigidità è chiaramente avvertibile. Le gomme sono le nuove Vittoria Barzo da 2,2″, molto scorrevoli e al tempo stesso con un buon grip su quasi tutti i terreni.

La chicca

Synchro Shift, precisione, velocità

La pecca

Prezzo

A proposito dell'autore

Patito delle due ruote fin da bambino, bmx, motocross, le prime mtb. Dal 2007 sui campi di gara enduro e downhill in tutta Italia, dal 2013 è istruttore di mountain bike presso www.gravity-school.com. Con BiciLive fin dall'inizio, la bici è il suo pane quotidiano!