Test mtb Cannondale Scalpel Carbon 3 29" 2016
Costruzione9.5
Allestimento8.5
Appoggi9
Salita 8
Discesa9
Scatto/Rilancio8.5
8.8Il nostro voto
Voti lettori: (54 Voti)
4.8

Infowww.cannondale.com/. Taglie disponibili S, M, L, XL (XL solo carbonio)
Prezzo3.999 euro

Al Bike Shop Test abbiamo effettuato il test sulla nuova mtb Cannondale Scalpel 29″ 2016, una full da xc che potrete provare a Roma durante il secondo weekend di test il 24 e 25 ottobre

Cannondale, fondata nel 1971 a Wilton (Connecticut), è entrata nel mondo della mtb nel 1984, conoscendo un immediato successo, poi divenuto ancor più evidente nei decenni seguenti grazie alle sponsorizzazioni nei confronti di alcuni tra i massimi interpreti mondiali, quali l’australiano Cadel Evans, la canadese Alison Sydor e altri campioni di numerose specialità come Cédric Gracia e oggi Jerome Clementz.

La casa americana presenta la gamma 2016 con diversi accorgimenti tecnici e novità sulla gamma, a fine estate Bicilive.it ha avuto la possibilità di testare in anteprima la nuova Habit Carbon 2. Non potevamo non “assaggiare” anche le sue nuove compagne della prossima stagione.

Analisi statica

La Cannondale Scalpel 29″ è una bici dalla raffinatezza difficilmente eguagliabile e presenta linee in controtendenza rispetto alle concorrenti. I materiali utilizzati, i dettagli curati e i sistemi di sospensione particolari la rendono una bici unica.

Lo schema di sospensione Zero Pivot Construction è una delle caratteristiche più interessanti della Scalpel. Non prevede snodi posteriori e sfrutta le capacità di flessione del carbonio, scaricando gran parte del lavoro del carro posteriore sull’ammortizzatore. Un sistema di questo tipo permette inoltre di ridurre al minimo il peso del telaio.

Un altro dettaglio sia di pregio sia funzionale è il carbonio BallisTec utilizzato per il telaio, compreso il carro. Il carbonio è un materiale che varia la sua rigidità, resistenza, peso e capacità di deformazione in base a diversi fattori qualitativi. Il BallisTec è un materiale di un livello qualitativo altissimo ed è di derivazione militare.

Il sistema Ecs-Tc limita le torsioni sul movimento centrale aumentandone la precisione. Il peso si ferma a 12,3 kg.

Impressioni di guida

Prima di utilizzarla è importante settare al meglio l’ammortizzatore Monarch XX. Come descritto sopra, il sistema Zero Pivot ha leve ridotte al minimo e di conseguenza il set up dell’ammortizzatore dovrà essere preciso per consentirgli una resa ottimale.

Ho impostato il Sag al 20% e rallentato di due click il ritorno (dalla posizione a metà), con pressione della gomma anteriore a 1,8 Bar e posteriore a 2 Bar.

La posizione in sella è ottima per gare sulle lunghe distanze, difatti è allungata per una buona efficienza in pedalata ma abbastanza confortevole da poter pedalare per delle ore.

L’angolo di sterzo è più chiuso rispetto alle concorrenti full della sua categoria ma la stabilità rimane ottima, l’agilità è simile a quella di una front.

In salita buone prestazioni

Il lockout di entrambe le sospensioni permette alla bici di arrivare ai livelli di efficienza vicini a quelli di una front, mantenendo comunque qualche millimetro di corsa dato dalla flessione dei foderi e dal bloccaggio non completo dell’ammortizzatore.

Sulle salite pulite e con fondo stabile da il meglio di sé, mentre sullo sconnesso e tecnico la resa, con il bloccaggio inserito, non è ottimale perché tende a perdere facilmente aderenza se non si mantiene una pedalata leggera e non vengono assorbiti nel migliore dei modi gli ostacoli.

La soluzione potrebbe essere quella di sbloccare il lock out, anche se l’ammortizzatore tenderebbe a disperdere eccessivamente la pedalata; una posizione di bloccaggio intermedia potrebbe risolvere questo problema.

La Cannondale Scalpel Carbon 3 si presenta con una doppia corona anteriore: una trasmissione 1×11 avrebbe fatto risparmiare spazio sul manubrio e sarebbe risultata più funzionale.

foto del dettaglio sistema Zero Pivot della Cannondale Scalpel Carbon 3

Il sistema Zero Pivot e il suo design minimale

In discesa si comporta come una mtb da escursioni maggiori

Se nelle salite più impegnative potrebbe accusare qualche debolezza, non appena inizia una discesa si trasforma in una macchina da “tempo” senza avere nulla da invidiare a mtb di categorie superiori.

Precisione e stabilità sono i due aspetti che la differenziano dalle altre mtb full da crosscountry. Predilige una guida fluida e pulita ma anche con un’impostazione più aggressiva la sensazione di torsione del carro è quasi nulla.

La Scalpel supera gli ostacoli più impegnativi con facilità senza scomporsi, così come i tratti sconnessi. L’angolo di sterzo più aperto rispetto alla media le conferisce un’ottima maneggevolezza e la capacità di percorrere traiettorie difficilmente sfruttabili con altre bici della sua categoria, dando al rider la possibilità di interpretare nel più personale dei modi il sentiero e sfruttare al massimo i propri punti di forza nella guida in discesa.

Conclusioni

La Cannondale Scalpel è una bici che potrebbe essere definita “pronto gara”. In più, la posizione di guida non estremizzata la rende una mtb polivalente ideale per le uscite lunghe. È sviluppata per il cross country ma non si fa spaventare da nessuna discesa, nemmeno le più tecniche.

La corona doppia va in controtendenza alle scelte di montaggio delle mountain bike di ultima generazione della sua categoria ma nel complesso la Scalpel mi ha soddisfatto, soprattutto in discesa. Bilanciata, agile e aggressiva quando serve. Queste caratteristiche rendono la Scalpel un mezzo completo e competitivo.

 

Per maggiori informazioni:

http://www.bikeshoptest.it/

La chicca

Qualità dei materiali, stabilità, maneggevolezza

La pecca

Una trasmissione 1×11 sarebbe stata una scelta più funzionale

 

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A proposito dell'autore

Osteopata D.O., chinesiologo e maestro di mtb. Appassionato di sport individuali e gareggia in mtb dal 2006, ottenendo buoni risultati nel downhill ma partecipando a gare di ogni specialità. Socio fondatore di Promosport Racing e Boschi Sport club, due associazioni volte a seguire quelle che sono le sue idee di sport: aggregazione, divertimento e competizione.