E come ogni anno eccoci a provare le novità di casa Rose, questa volta sui sentieri di Kirchberg, in Austria, resi divertenti (leggasi viscidi…) dalle piogge cadute precedentemente il nostro arrivo

DR.Z

Condizione perfetta per provare la proverbiale maggior tenuta delle ruotone da 29″, e cosi, in tenuta XC, senza zaino né protezioni, decido di spremere fino in fondo, in salita, una delle proposte più azzeccate secondo me, della casa tedesca, la DR. Z, una bella full in alluminio con 100 mm di travel

La salita scorre veloce sotto di me, fantastico l’abbinamento di questo telaio con l’accoppiata mono/forca DT Swiss con comando remoto e il blocco di entrambe le unità ammortizzanti al manubrio.
E dopo la salita?
Mi butto in discesa, un breve ma intenso trail fatto di radici, ripidi, serie di curve in contropendenza e qualche salto.
Salti a parte, ho affrontato tutto il percorso senza risparmiare molto né me né la bici, non avendo mai l’impressione di avere “sotto” una MTB marathon… e mi sono divertito!
A dispetto dei ruotoni, è agile nei tornanti, dove anche chi non è avvezzo alla manovra del nose press, non avrà problemi a trovare la giusta linea, scatta fulminea nei rilanci (ma c’era da aspettarselo visto l’indole XC del mezzo) e rimane stabile su radici e scassato, solo su quest’ultimo, se affrontato a velocità “DH mode”, la bici inizia a far capire che il progetto tendeva verso un’altra disciplina…
Consigliata a chi vuole fare tante ore in sella con dislivelli importanti, ma si vuole togliere anche qualche bella soddisfazione in discesa.
Unico rammarico a fine giornata la mancanza di un telescopico.

 

Uncle Jimbo e Soul Fire

Il secondo giorno tocca alla Soul Fire prima e Uncle Jimbo dopo, provate su di una lunga discesa, divertente e con tutto quello che si potrebbe trovare affrontando un’ipotetica gara di enduro

Cominciamo con la Soul Fire, la “cattiva” del gruppo, unica bici da 26″ provata in questi tre giorni, bella endurona con 180 mm di corsa.
Non saprei se definirla proprio un enduro con aggiunta di travel o piuttosto una DH a cui il travel è “venuto meno”.
Fatto sta che è una bici polivalente, in verità un po’ castrata sui sentieri in cui l’ho potuta provare… è una bici che va portata in park, va fatta correre, saltare.
Si pedala anche, la bici provata era dotata di doppia anteriore e forcella abbassabile, basta non aver fretta e la si porta su ovunque.
E per finire la Uncle Jimbo, completamente a suo agio nella discesa affrontata in precedenza con la sorellona Soul Fire.
Rispetto all’anno scorso abbandona le ruote da 26″ per adottare, seguendo l’attuale tendenza, lo standard 650B.
Ho ancora in mente come andava “il vecchio Zio”, una delle bici da enduro più divertenti che abbia mai provato, e quindi fremevo dalla voglia di fare un confronto con la nuova.

Un miglioramento su tutti i fronti

Si scende forte, il limite è altissimo, il rinnovato cinematismo della sospensione posteriore sembra aver dato alla bici un’anima ancora più discesistica, mi piacerebbe provarla più a lungo per poter verificare come se la cava anche su lunghe ascese o su rilanci in puro stile Superenduro, anche se il poco tempo passato a pedalarla sembra promettere bene.

Tutto sembra semplice con questa bici.

Notevole anche il livello di finitura raggiunto quest’anno, come i passaggi cavi interno con appositi gommini antisbattimento, o la pregevole finitura con un robusto trasparente della bella colorazione Raw.
Non mi dilungo sui componenti montati sulle bici provate, in primis perché erano tutti modelli di pre serie e quindi con montaggi non definitivi e poi perché con Rose la bici ve la potete assemblare voi secondo i vostri gusti.
Andando sul sito www.rosebikes.it e giocando un po’ con il configuratore, potrete scegliere i componenti della Vostra futura bici, tra praticamente tutto il meglio che offre l’attuale mercato di componentistica MTB.
A Voi la scelta quindi…
[testo di Luca "Ghiglio" Ghigliani]

Info: www.rosebikes.it

A proposito dell'autore

Da oltre 15 anni nel mondo dell’editoria specializzata, come redattore di testate giornalistiche specializzate nel mondo mtb, dell’informatica e del multimedia, e come autore di manuali tecnici e guide d’itinerari dedicati alla mountain bike.