InfoRose Bikes // www.rosebikes.it
Prezzo2.934,44€ (versione in prova, Granite Chief 2 a 2.254,44 euro)

Ci sono bici che, sin dal primo sguardo, colpiscono e appagano l’occhio. Vuoi per il brand famoso e apprezzato nel mondo, vuoi per l’estetica unica e attraente, vuoi ancora per il legame indissolubile con i top rider che la cavalcano e la portano sul gradino più alto del podio in ambito race

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Ci sono bici che invece rischiano di passare inosservate, e buona parte delle volte questo accade a torto e non a ragione. È il caso di questa Rose Granite Chief 2, la full all-mountain del produttore tedesco che lavora nel mondo dei mail order, in altre parole della distribuzione diretta, con ordini online e spedizione dalla fabbrica al cliente. Certo, l’aspetto anonimo non aiuta, ma noi di Bicilive siamo qua anche per questo, perché il nostro lavoro è mostrarvi quando di meglio offra il mercato, senza farci distrarre dagli specchietti per le allodole o dalle sirene del marketing.
La Granite Chief 2 di casa Rose, provata in un montaggio custom, è una bici che ha molto da offrire, a partire dall’eccellente prezzo per un allestimento di media gamma che non si fa mancare nulla. La piattaforma all-mountain è al suo secondo anno, con adeguamenti geometrici, resi necessari anche per le ruote che passano da 26” a 650B, e che hanno importanti ripercussioni sul carattere della bici.

Rose Bikes // Granite Chief 2
Costruzione
Allestimento
Appoggi
Salita
Discesa
Scatto/rilancio
4.5Il nostro voto

Il telaio è quanto di più tradizionale si possa trovare nelle forme, anche considerando la destinazione d’uso

Rose ha utilizzato tubazioni in alluminio 7005 a spessore variabile, con orizzontale e obliquo ottenuti tramite idroformatura. I profili sono prettamente lineari, a parte la leggera ‘S’ dei foderi bassi e alti, necessaria per il passaggio ruota. Nel complesso la realizzazione è più che discreta, con un impatto maggiore a livello funzionale e l’estetica messa in secondo piano. Ci sono però alcuni accorgimenti costruttivi che ci sono piaciuti, come il passaggio del tubo freno posteriore e delle guaine (cambio e deragliatore) interni al telaio. Se vogliamo trovare il pelo nell’uovo, Rose avrebbe potuto prevedere anche il passaggio interno della guaina del reggisella telescopico, in ogni caso il cosiddetto routing sul telaio è stato effettuato in maniera pressoché perfetta. Fermo restando un design classico del telaio, lo sloping accentuato del triangolo anteriore, la compattezza del carro posteriore, e la colorazione anodizzata “stealth black”, donano un’aria aggressiva alla nostra Rose Granite Chief 2.

La geometria invece è moderna

Con un angolo sterzo (67°) bilanciato per la destinazione d’uso, un piantone sella verticale (74,5°) che favorisce la pedalata anche e soprattutto sul ripido, un carro relativamente corto (434 mm) e un movimento centrale alquanto basso (344 mm). Con un triangolo anteriore che sfoggia un orizzontale virtuale a 610 mm per la taglia L (piantone sella a 495 mm) e un interasse a 1.175 mm, la Granite Chief 2 si presenta come una bici che, già dall’analisi statica, mostra un’indole piuttosto aggressiva per essere una all-mountain… Anche la sospensione posteriore conferma questa indole, con un quadrilatero articolato dotato di giunto sui foderi bassi (Horst Link) dal feeling discesistico: comportamento morbido a inizio corsa con un basso punto di stacco, andamento lineare con un picco finale per evitare gli sgraditi fine corsa.

L’escursione alla ruota, di 145 mm, viene percepita come superiore al valore dichiarato, merito sia del cinematismo della sospensione sia del buon comportamento sul campo dell’ammortizzatore Rock Shox Monarch RT3. Quest’ultimo è un esemplare ad alto volume, che ben si accoppia con una sospensione dal rapporto medio contenuto in 1:2,54, relativamente basso per la categoria.

L’allestimento è forse il pregio maggiore di questa Rose Granite Chief 2

Non è quello di serie, ma è un’ottima dimostrazione di come, sapendo scegliere tra le ricche opzioni accessibili sul configuratore online, si possa allestire la bici dei propri sogni. Sergio Ghezzi di Rose Italia ha creato, con mestiere e professionalità, un mezzo non solo bello, ma anche e soprattutto performante, e con una soglia di prezzo decisamente contenuta. Per poco meno di tremila euro, infatti, abbiamo una full da all-mountain che, non utilizzando parti in carbonio, riesce a contenere il peso sotto la soglia dei 14 kg nella taglia L, reggisella telescopico compreso!

Il risultato è ragguardevole, perché non sono stati compiuti (deleteri) sacrifici sull’altare del peso, utilizzando al contrario componentistica adeguata al campo d’utilizzo della Granite Chief 2

In altre parole impiego a 360° con un occhio di riguardo al divertimento in discesa. All’anteriore troviamo la punta di diamante di ogni full all-mountain ed enduro che si rispetti, una Rock Shox Pike Dual Position Air 150/120 mm che, seppure nella versione entry level RC, mostra performance di alto livello in ogni situazione. L’idraulica “base” ha da invidiare alla versione top di gamma RCT3 solo l’ampiezza delle regolazioni in compressione, avendo qui un pomello che agisce su quella Low Speed dal tutto aperto al tutto chiuso

La trasmissione è un ottimo connubio tra comandi Shimano SLX, deragliatore e cambio Shimano XT 2x10v, e guarnitura Race Face Respond 36/24d con bash ring di protezione: funzionalità, precisione e robustezza al top nella gamma medio/alta. Pur non avendo il guidacatena, la stabilizzazione Shadow+ del cambio XT offre un buon supporto in tal senso anche sui trail piú scassati o in quelli dei bike park con numerosi salti (alla portata di una all-mountain).

Continuando con l’allestimento, notiamo altri pezzi pregiati considerando il prezzo d’acquisto relativamente contenuto: potenti e resistenti freni Formula T1 con rotori da 203 e 180 mm all’anteriore e al posteriore, robuste e scorrevoli ruote DT Swiss XM 1501 Spline One tubeless ready, e un reggisella telescopico KS Lev nella versione da 150 mm, ottima per i rider alti sulle discese tecniche e ripide.

A completare un montaggio equilibrato e performante, troviamo le gomme Schwalbe Hans Dampf Evo 2,35”, con tripla mescola TrailStar e PaceStar rispettivamente all’anteriore e al posteriore, un combo anteriore Race Face con attacco Turbine da 60 mm e piega low rise Atlas da 760 mm, e una sella Rose con carrello in carbonio e ampia seduta imbottita.

È semplice inquadrare questa Granite Chief 2 “custom”: all-mountain propriamente detta

In altre parole, una bici “totale” per fare tutto, e bene, soprattutto lunghi giri dai dislivelli importanti, in cui non manca proprio nulla, compresi tratti tecnici in salita e in discesa. Va oltre il concetto di trail bike, ugualmente adatta ai giri alpini, ma poco propensa a digerire sentieri impervi, per evidenti limiti sia delle sospensioni sia dell’allestimento. Per capire cosa intendo, andatevi a rileggere la prova della Yeti SB75.

Questa Rose impressiona già in piano e in salita. A sospensioni bloccate, digerisce in un sol boccone lunghi tratti pedalati su fondo compatto e scorrevole. La geometria bilanciata e il blocco quasi totale di forcella e ammortizzatore aiutano, e non poco, in tal senso. In fuorisella scatta e mantiene il ritmo con efficacia sorprendente per una 150 mm, a parte la poca scorrevolezza delle gomme Hans Dampf, che la limitano soprattutto su asfalto.

Quando si passa su sterrati compatti, la Granite Chief 2 avanza con eguale efficacia, tenendo entrambe le sospensioni nella posizione intermedia. Il setup Pedal dell’ammortizzatore non compromette l’assorbimento delle sconnessioni del terreno, tenendo al tempo stesso un’ottima trazione.

Ma è sul tecnico che la all-mountain Rose esalta il biker, a patto però di tenere la forcella in posizione allungata.

Può sembrare un controsenso, soprattutto sul ripido, ma accorciandola a 120 mm il movimento centrale diventa rasoterra con il forte rischio di impattare con i pedali sugli ostacoli del terreno. Si perde un poco in direzionalità e precisione dell’anteriore, uno scotto da pagare con uno sterzo naturalmente più aperto, recuperando solo con una guida avanzata in punta sella o in fuorisella per i tratti al limite del trialistico.

Se devo muovere un appunto alla Granite Chief 2 in salita, è alla sospensione posteriore non reattivissima, non all’altezza delle migliori interpreti del settore in questo ambito. Invece, quando si passa alla pendenza negativa, la sospensione appaga in pieno, con un feeling prossimo a quelle delle migliori bici Enduro.

Il carro soddisfa per la capacità di gestire con efficacia gli urti di ogni tipo, passando da una prima fase molto sensibile e morbida a una finale con una gradita resistenza al fine corsa. La parte centrale è sostenuta, con un movimento della sospensione coerente con l’entità dell’ostacolo affrontato. Particolarmente gradito è il felice connubio tra le sospensioni: forcella e ammortizzatore lavorano a braccetto, con un feeling analogo, fatto di affondamento fluido e plush quando completamente aperte.

Quando si affrontano sentieri flow, quindi poco pendenti e con rapidi cambi di direzione, conviene tenere l’ammo in posizione intermedia e la forcella sul tutto aperto, così da stabilizzare il posteriore e godere un maggiore sostegno, anche e soprattutto quando dobbiamo rilanciare l’azione. In questo contesto, come sui trail ripidi e tecnici, vengono fuori altre doti della Granite Chief 2: andatura composta e sicura, con il biker che trova in modo facile il pieno controllo del mezzo. Cosa ne consegue? È facile far viaggiare veloce la bici, ma soprattutto impostare e mantenere la traiettoria prescelta.

Qui entrano in gioco la geometria bilanciata con una posizione in sella centrale e un carro corto, e gli appoggi ben congegnati (attacco relativamente corto e piega larga di tipo low rise). Così, riuscire a gestire in modo facile il mezzo, rende intuitiva l’impostazione delle curve, anche quelle più strette e toste, in altre parole i tornanti sul ripido e con fondo sconnesso.

Nel complesso, la Granite Chief 2 è una bici agile e stabile, che appaga più nella guida attiva se non aggressiva

Il rider in posizione bassa e avanzata che impone con decisione il ritmo e la direzione da prendere, osando anche gli ostacoli più impegnativi con la certezza di uscirne indenni e con il sorriso sulle labbra.

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Taglia telaio S M L XL
Cavallo consigliato (cm) 71-77 78-85 86-94 95-101
S M L XL
- {SAG Einstellung %} 30 30 30 30
- {SAG Einstellung mm} 17 17 17 17
A – lunghezza tubo piantone 440 465 495 515
B – lunghezza tubo superiore 560 590 610 625
C – lunghezza tubo sterzo 115 125 135 150
D – angolo di sterzo 67° 67° 67° 67°
E – angolo sella 74,5° 74,5° 74,5° 74,5°
F – altezza mov. centrale 344 344 344 344
G – BB Drop -13 -13 -13 -13
H – lunghezza foderi bassi 434 434 434 434
K – passo 1123 1154 1175 1192
L – reach 393 420 438 449
M – stack 601 611 620 634

Non è semplice valutare questa Granite Chief 2, sia per il suo comportamento sul campo sia per il prezzo cui viene venduta

Quello che è chiaro è l’eccellente rapporto qualità/prezzo, difficilmente imbattibile nell’attuale panorama mountainbike. Se il telaio è anonimo a livello estetico, a parte l’aggressiva colorazione anodizzata nera, l’allestimento diventa il punto forte, perché perfettamente bilanciato sia a livello qualitativo sia funzionale: nessuna parte stona e lavora a braccetto insieme alle altre in ottica all-mountain.

Ecco, la Granite Chief 2 “custom” è una full all-mountain che strizza l’occhio al mondo Enduro

Soprattutto per la sicurezza che infonde e per le performance che regala quando i sentieri sono a pendenza negativa. L’ho apprezzata in eguale misura sui sentieri flow e su quelli tecnici e ripidi, anche e soprattutto per la guida appagante: il rider è soddisfatto perché a una sua azione corrisponde la giusta reazione della bici.

Essendo una bici reattiva ma non troppo, viene fuori anche un gradito comfort sulle lunghe ascese pedalate, sia su sterrate e strade bianche scorrevoli sia su trail alpini scavati e sconnessi. È vero che nella gamma Rose il ruolo di Enduro spetta alla Uncle Jimbo, ma anche questa Granite Chief ha da dire la sua, soprattutto in quelle gare con speciali non “dh style”, a patto di cambiare le gomme con modelli più robusti e dal maggiore grip, e impiegare una trasmissione monocorona.

PS Come avete potuto leggere, Rose ha presentato la nuova gamma 2015, in cui la sospensione posteriore è stata (quasi) stravolta. La Granite Chief ha visto importanti aggiornamenti anche sul telaio, ora più moderno nelle tubazioni, nelle geometrie e nelle grafiche, con grandi ripercussioni a livello estetico e funzionale. La bici ci è piaciuta, il carattere di all-mountain “totale” è ancora più marcato, con una sempre evidente e gradita (leggera) predilezione alla discesa rispetto alla salita. Il percorso di evoluzione e maturazione della Granite Chief è, forse, giunto a conclusione, e non possiamo che esserne contenti. Così come sono e rimangono contenti i possessori e i futuri potenziali acquirenti dell’attuale Granite Chief, che con la versione 2014 ha comunque portato al massimo delle performance la piattaforma introdotta l’anno precedente. Aspettiamo la Granite Chief 2015 per provarla a lungo e verificare se le nostre (più che buone) impressioni, raccolte durante il Press Camp di Kirchberg in Tirol, saranno confermate o meno.

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A proposito dell'autore

Da oltre 15 anni nel mondo dell’editoria specializzata, come redattore di testate giornalistiche specializzate nel mondo mtb, dell’informatica e del multimedia, e come autore di manuali tecnici e guide d’itinerari dedicati alla mountain bike.