Aggiornamento del test della Stumpjumper 6Fattie Comp Carbon: abbiamo ricevuto la gomma Specialized Purgatory da 3″, è stata installata sulla ruota anteriore e abbiamo terminato la recensione ancora più soddisfatti. Nel box in fondo all’articolo le impressioni di Claudio Riotti, che ha provato la 6Fattie con la corretta configurazione di gomme.

Analisi del mezzo

La 6Fattie presenta un triangolo anteriore uguale a quello della Stumpjumper 29″ standard, mentre carro e parte posteriore sono stati modificati per poter ospitare i “gommoni”, con un perno passante dalle misure “insolite” di 148×12 mm.

Ciò è per gestire il nuovo standard “Boost” di Sram, cioè una battuta più larga per avere una ruota più robusta, una linea catena spostata all’esterno che lascia più spazio al telaio e permette geometrie di carro più corte.

L’ammortizzatore è un Fox Float Performance con sistema DPS (dual piston system) e Autosag che gestisce 135 mm di escursione.

A completare il sistema di sospensioni si abbina una forcella Fox 34 Plus Performance 150 mm con tre posizioni per le basse velocità in compressione e perno da 15 mm. Anche qui la battuta è maggiorata per il formato Plus, 110 mm.

La 6Fattie monta di serie il reggisella Command Post IRcc con un massimo di 125 mm di micro-regolazione in altezza (100 mm per la misura S), il passaggio del cavo è interno e il comodissimo comando sotto la manopola sinistra è davvero intuitivo e preciso, oltre che regolabile su due fori di posizionamento.

NOTA: la bici consegnataci montava gomme Specialized Ground Control da 3″ (60tpi) sia all’anteriore che al posteriore, di serie invece troviamo all’anteriore una Purgatory, più tassellata. Leggi il box in fondo per conoscere i nostri pareri con la Purgatory.

La prova è stata condotta con le Ground Control tenendo conto delle differenze di sensazioni date da una mancanza non voluta.

La Ground Control quindi è una gomma pensata per avere un’ottima scorrevolezza grazie al disegno poco aggressivo, tuttavia ci ha soddisfatto nella maggior parte delle situazioni anche all’anteriore.

Gli angoli nascosti della Stumpjumper 6Fattie

La porta Swat nel tubo obliquo del telaio

Swat, così si chiama il il vano incorporato nel telaio, capace di contenere camera d’aria, pompa, borraccia e cibo/barrette. Io ovviamente l’ho riempito di cibo… se non trovate più la porchetta in frigo e sentite strani odori in garage ricordatevi di dare sempre un’occhiata alla porta SWAT :-)

È vero che aumenta il peso complessivo del mezzo ma è anche vero che abbassando il baricentro delle masse, dallo zainetto al telaio, la guida è resa più stabile e si viaggia indubbiamente più liberi senza zaino, evitando il fastidio della schiena sudata e la dispersione di calore che questo comporta, specie se il clima è freddo.

Immaginate quanto studio ci sia dietro a un “semplice” vano in un telaio, nel tubo portante, perché questo non influisca sulla rigidità e robustezza del mezzo. Complimenti agli ingegneri Specialized, perché questo è un altro dei motivi, oltre alla qualità delle finiture, del prezzo di 4890 euro.

Alla porta Swat si va ad aggiungere lo spazio per il multitool proprio sopra l’ammortizzatore.

A chi come me piace andare a girare senza zaino, l’insieme di questi sistemi rappresenta la soluzione definitiva per avere “nella bici”(in questo caso proprio nel senso fisico del termine), tutto il necessario (ci sta anche una giacchetta packable) per la vostra uscita o allenamento dalle due alle quattro ore.

Il set-up

Sono alto 187cm, cavallo 89 cm, circa 85 kg vestito. Ho utilizzato una taglia L. Seguendo le tabelle di Fox ho impostato il sag dell’ammortizzatore al 25% e forcella a 86 Psi. La mia altezza sella ottimale sarebbe di 79 cm ma sulla stumpjumper l’ho tenuta a 78,5 cm e avanzato la sella di 1cm. L’attacco manubrio è stato abbassato di 1 cm per caricare meglio l’avantreno ed avere un assetto più aggressivo.

Per quanto riguarda le gomme sono partito da una pressione di 1,2 bar all’anteriore e 1,3 bar al posteriore. In pedalata la posizione in sella è buona con un assetto arretrato, tipico delle mtb da trail. Le gomme da 3” si fanno sentire ma rimangono abbastanza scorrevoli gonfiate a 1,2/1,3 bar.

Questo è il settaggio migliore che sono riuscito a raggiungere per la pedalata su asfalto o terreni scorrevoli e compatti.

Quando invece mi sono trovato a salire su terreni sconnessi e pietrosi mi sono accorto che le gomme tendevano a rimbalzare anche a basse velocità e le sospensioni faticavano a compensare questo problema. Sono allora sceso a 1,0 bar con la gomma anteriore e 1,1 bar con la posteriore. Il grip migliora notevolmente ma il posteriore tende a essere ancora instabile sulle pietre.

Scendendo di un click sull’ammortizzatore posteriore e utilizzando la modalità Trail, ammorbidendo quindi la prima parte di escursione e rendendola più burrosa, la trazione posteriore si stabilizza.

Nelle foto ho i pedali flat montati ma il test è stato eseguito sempre con dei pedali spd.

Il test

La Specialized Stumpjumper 6fattie supera senza problemi anche gli ostacoli più impegnativi

La Specialized Stumpjumper 6fattie supera senza problemi anche gli ostacoli più impegnativi

Ho avuto modo di testare a fondo la Specialized Stumpjumper 650b 6fattie. Circa 120 km percorsi su tutti i tipi di terreno offerti dalle colline torinesi, la mia seconda casa, e zone limitrofe che mi hanno permesso di portare al limite la bici da ogni punto di vista.
Gran parte del test è stato effettuato su sentieri che percorro da sempre e sui quali ho dei riferimenti statistici e visivi.

Tra le mie attività su Strava potrete trovare alcune uscite che ho tracciato.

In discesa la 6Fattie è divertente e aggressiva

La Specialized Stumpjumper 6fattie offre un buon inserimento e percorrenza di curva. Fate però attenzione ai fondi instabili.

La Specialized Stumpjumper 6fattie offre un buon inserimento e percorrenza di curva. Fate però attenzione ai fondi instabili.

Non avrei mai pensato che una 650b+ sarebbe arrivata ad avere un buon equilibrio tra agilità e stabilità. Specialized è riuscita a trovarla con questo modello. In generale ha una buona reattività anche in entrata e percorrenza di curva, con qualche limite nei sentieri stretti e lenti. Gli anticipi di curva non sono il suo forte ma se la cava anche in quello.

Sulle pietre è a suo agio e da il meglio di sè. Si possono seguire traiettorie che con mtb standard risulterebbero troppo rischiose o addirittura impossibili per i meno esperti.

La StumpJumper 650b+ unita a un biker esperto può dare spettacolo nelle pietraie più difficili, grazie ai “gommoni” (maggiori masse in movimento) e il diametro della ruota si arriva ad avere un galleggiamento e un angolo di attacco agli ostacoli talmente vantaggioso che nemmeno un ceppo di 10 cm può darvi problemi. Anzi, proprio per questa sua capacità si possono rivalutare le traiettorie sui sentieri di casa e non: anche il passaggio impossibile magicamente apparirà a portata di mano, o… di ruota.

Su terreno instabile, come sabbia con fondo duro, l’anteriore con la Ground Control tende a perdere aderenza ed è difficilmente gestibile nei tratti ripidi e nelle frenate più impegnative. Con la Purgatory che trovate di serie questa mancanza è stata risolta.

La Ground Control davanti rimane comunque un buon compromesso, con una guida fluida e non troppo spinta i problemi all’anteriore si riducono al minimo.

Sui salti si comporta come una 29”, per trovare il giusto feeling ci vuole qualche salto di prova ma una volta trovata la confidenza il divertimento è assicurato. Sulla maggior parte dei kick (rampe) tenderà a spianare e rimanere bassa, soprattutto in quelli di ridotte dimensioni, avendo un angolo di attacco maggiore rispetto alle 26”. Ne uscirà così una guida fluida e le “sorprese” sui salti saranno nettamente inferiori rispetto alle nervose 26”, la stabilità è il suo forte.

Un’impressione positiva e inaspettata me l’hanno data i freni. Potenti quanto basta, modulabili e che non perdono la precisione anche nelle discese più ripide e lunghe. Davvero notevoli per essere dei “semplici” Shimano Deore.

Bene la discesa, ma la salita?

Come con tutte le bici "plus" la salita è percorrere senza fretta. Nella 6fattie le geometrie e il nuovo ammortizzatore Fox agevolano la pedalata.

Come con tutte le bici “plus” la salita è da percorrere senza fretta. Nella Stumpjumper 6fattie le geometrie e il nuovo ammortizzatore Fox agevolano la pedalata.

Nonostante le gomme da 3″, il comportamento in salita è molto buono per la sua categoria. La resistenza al rotolamento ovviamente è maggiore di una mtb standard e le salite vanno prese diciamo “con calma”, ma rispetto alle sue compagne sale discretamente, grazie anche al nuovo ammortizzatore Fox sul quale basta spostare la leva su “firm” per limitare al massimo il il “bobbing” in pedalata.

Pur essendo un 650b, ovvero una 27,5″, lo sviluppo metrico della ruota è comparabile a quello di una 29”, pronta a tritare ogni ostacolo in salita.

Mantiene un’ottima trazione sui terreni instabili e nel sottobosco, anche nei tratti più ripidi. Mi sono spinto su sentieri con pendenze fino a 15% e non ci sono state esitazioni, in questo caso la tecnica del biker è essenziale per limitare al massimo l’alleggerimento dell’anteriore che tenderà a rimbalzare sulle buche. In questo caso la pressione andrebbe ridotta per aumentare grip e comfort.

Nei tratti pietrosi non ha paura nemmeno delle pietre più grosse ma sulle pietre fisse e di piccole dimensioni tende a rimbalzare, quindi il set up migliore l’ho raggiunto passando su “medio” con la durezza dell’ammortizzatore. In questo modo la lettura del terreno è nettamente migliorata e anche su quel fondo la Stumpjumper 6Fattie si muoveva senza troppi problemi.

Conclusioni

Una volta capita, i salti non saranno più un problema per la Stumpjumper 6fattie.

Una volta capita, i salti non saranno più un problema per la Stumpjumper 6fattie.

La Specialized Stumpjumper 650+ 6Fattie è una bici che va capita e provata a fondo per poterla sfruttare al massimo ma allo stesso tempo offre fin da subito una gran confidenza. Con un telaio derivato dalla classica Stumpjumper, ormai in costante evoluzione da anni, non poteva che dare ottime sensazioni. Il set up iniziale può richiedere del tempo ma è essenziale per poterla sfruttare al massimo e divertirsi.

Purtroppo non ho avuto possibilità di testarla sul fango ma solo su alcuni tratti umidi. Di primo impatto penso che ci sarà da divertirsi soprattutto fuori stagione. Per chi non vuole mettere piede su una bici da strada potrebbe essere una buona alternativa per allenarsi e divertirsi nei sentieri.

Aggiornamento test: gomma Purgatory all’anteriore. Di Claudio Riotti

Dopo aver contattato Marco Cislaghi di Specialized Italia abbiamo deciso di aggiornare il test e ricevuto la gomma Specialized 6Fattie Purgatory Control, 60TPI, 2Bliss Ready, pieghevole, 650bx3.0″, che ha prontamente rimpiazzato la Ground Control sulla ruota anteriore rendendo finalmente la 6Fattie consona alle specifiche della casa produttrice.

foto della gomma Specialized Purgatory 650B plus

Con i suoi 992 grammi di peso verificati, pochi in più rispetto alla Ground Control, e una serie di tasselli ben pronunciati al centro e ai lati del battistrada, la Purgatory si è subito fatta apprezzare. Le pressioni, pesando meno di Davide, (72 kg in assetto di riding) sono variate da 1 Bar ant. e post. a 0,8 ant e 0.9 post per un setting intermedio, sempre con camera d’aria.

Sulle lunghe salite tecniche sono sceso a 0,7 bar, così come su terreni fangosi. Su trail ricchi di sponde e salti invece sono salito a 1 Bar ant, e 1,3 post., per evitare il cedimento della leggera spalla del copertone sulle sponde prese in velocità.

Per il test ho mantenuto un Sag abbondante del 35/40% davanti e dietro. Ho cambiato l’attacco manubrio da 70 mm presente sulla bici (misurato) con uno da 50 mm per adattare la taglia L ai miei 170 cm di statura, tuttavia apprezzo le bici “lunghe” e mi sono trovato bene con questa taglia in ogni ambito, eccezion fatta per i trail molto stretti e con cambi repentini di direzione. Per quelli sceglierei la “sorellina magra” Stumpjumper 650b.

Ho provato la 6Fattie prima con la gomma “sbagliata” all’anteriore e poi con la Purgatory per avere un paragone, dapprima sugli stessi trail e con simili condizioni meteorologiche, dopodiché mi sono spinto più avanti, verso lunghe escursioni sulla neve in compagnia di amici con fat bike, giornate di pioggia e fango e anche sui salti dai 3 ai 7 metri di un bike park, per un totale di 20 uscite di cui 9 con la Purgatory.

La gomma Purgatory in salita e in pedalata

La differenza di una copertura più aggressiva si percepisce anche in salita, sì: sulle salite tecniche, nei tornanti, nei tratti in contropendenza, scavalcando rocce e radici e in tutte quelle occasioni dove serve più grip, sia laterale che centrale.

La scorrevolezza diminuisce solo su asfalto ma di certo non è una bici nata per macinare bitume. Nel fango e nella neve, con la pressione portata a 0,7 e addirittura 0,5 Bar, i tasselli più pronunciati anteriori danno molta più sicurezza nella guida, tanto da desiderare la stessa gomma anche al posteriore, specialmente sui trail innevati, dove ovviamente la Ground Control faticava e slittava. Su questi ultimi comunque la trazione e la guidabilità sono state quasi alla pari con le fat bike dei miei compagni, segno che la 6Fattie è davvero un mezzo polivalente.

In discesa

La gomma Purgatory dà subito più sicurezza e direzionalità alla guida, c’è più precisione nel mantenimento delle linee impostate, una miglior risposta in frenata, sui ripidi, e un buon supporto in ogni fase della curva.

Al posteriore i limiti della Ground Control diventano più evidenti quando si chiede di più al mezzo e si aumentano le andature. La configurazione di serie la trovo un’accoppiata perfetta per una guida all mountain eterogenea che spazi su diversi terreni, votata al divertimento senza esagerare troppo con “la manetta”.

Nel caso invece voleste spremere a fondo le grandi potenzialità di questa ottima Stumpjumper 6Fattie Comp Carbon, suggerirei di montare anche al posteriore una Purgatory e convertire le ruote in tubeless per evitare noie e pizzicature (che comunque non ho avuto, solo una spina nella gomma posteriore, una volta).

L’unico appunto che vorrei fare è sui cerchi di serie con canale interno da 29 mm, i Roval Traverse 650b, analoghi a quelli che troviamo sulle bici Specialized “non plus”. A mio avviso un canale più largo, provato su altre mtb plus, aumenta ancora di più il grip e la tenuta in quanto si crea un profilo meno “tondo” del copertone. Specialized rende disponibili in after market i Roval Traverse 38 SL Fattie 650b in carbonio con canale interno da 38 mm, un upgrade che cambia sicuramente il volto alla bici ma a fronte di una spesa importante non alla portata di tutti.

Conclusioni sulla Stumpjumper 6Fattie

Una bici davvero divertente, sicura e polivalente, un mezzo con cui poter spostare in là i propri limiti sia in salita che in discesa, perfetta per i principianti ma anche per i rider esperti, a patto di non pretendere prestazioni “da gara”.

A mio avviso, a dispetto delle critiche e della scarsa fiducia che spesso accompagnano le novità, il 650 plus è un nuovo formato che può davvero fare la differenza in ambito trail riding e all mountain. Speriamo nel futuro di vedere dei cerchi più larghi già di serie e dei copertoni leggermente più robusti di spalla con diverse tassellature, da cui poter “attingere” a piacimento in after market.

La chicca

Sistema Swat, montaggio, geometrie e polivalenza

La pecca

Cerchi troppo stretti per le gomme da 3″

 

Test Specialized Stumpjumper FSR Comp Carbon 6Fattie 2016
Costruzione9.5
Allestimento9.5
Appoggi9
Salita8
Discesa9
Scatto / Rilancio8
Info
Prezzo
  • 4.890 euro
8.8Il nostro voto
Voti lettori: (13 Voti)
8.7

A proposito dell'autore

Ha praticato ogni tipo di sport e gareggia in mtb dal 2006, ottenendo buoni risultati nel downhill ma partecipando a gare di ogni specialità. Maestro di mtb, laureato in scienze motorie, diplomando in osteopatia e co-fondatore dell’asd Promosport Racing, un'associazione volta a seguire quella che è la sua idea di sport: aggregazione, divertimento e competizione.