InfoTrek Bikes | Colori: Red Smoke/Viper Red | Peso (senza pedali): 12,24 kg
Prezzo4.939€

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Un’altra conferma del potere delle 29 che allarga sempre di più i propri confini di utilizzo. Una vera tuttofare leggera, ben pensata e troppo divertente da guidare

Batti il ferro finché è caldo

Finito l’Enduro World Series di Finale, dopo quattro giorni di riding a cinque stelle, siamo stati prima sull’altopiano delle Manie per fare qualche foto/video e poi con Tony di Ride Extreme per battere trail meno gettonati dagli enduristi, come Base Nato, H, Ca Bianca, etc.

Perché un conto è provare una bici nuova di zecca su trail “nuovi”, un altro paio di maniche è farti il quinto giorno consecutivo in quella stessa zona che hai nelle vene. Hai subito una visione chiara di quel che stai provando e soprattutto hai l’occasione di poter paragonare le sensazioni a caldo. Già a fine giornata avrei potuto scrivere queste righe senza cambiare una sola virgola sull’idea che mi ero fatto, ma fortunatamente Trek ce l’ha lasciata un mesetto, tempo impiegato più per divertirci che per capire cosa avessimo sotto mano.

Ci sono ben nove versioni della Fuel EX, con prezzi che vanno da 1.849 euro, con montaggio base e telaio in alluminio, fino ad arrivare a sfiorare gli 8.000 euro per quella in carbonio montata XTR. La Nostra versione ci pare la più sensata di quelle in carbonio, visto che non le manca nulla senza però avere componenti che si avrebbe il timore di consumare…

Vi spiego perché amo questa bici…

La prima valutazione che faccio salendo su una bici riguarda la sua concezione in generale. Mi sta bene che abbia un prezzo di listino elevato, purché sia concepita bene e sia soprattutto pronta all’uso, cioè, non obblighi il consumatore finale a cambiare anche un solo componente da pochi euro. Non c’è nulla di esoso ma neanche un solo componente che vada presto o tardi sostituito.

Sbirciando dal loro sito…

Trek ha qualcosa come 52 brevetti per l’uso del carbonio e ha prodotto un quantitativo di telai in questo materiale superiore rispetto la concorrenza, ponendola ai vertici come azienda specializzata nel settore. Ogni telaio OLCV Mountain è sottoposto a 21 test di fatica, 15 in più di quelli richiesti per l’omologazione. Per aggiungere la ciliegina alle torture, viene “mitragliata” nei punti esposti da oggetti che simulano l’impatto con sassi e pietre (Anvil Strike Test). Se fallisce in uno di questi test, il telaio torna allo stato di progettazione.

Partiamo dal primo approccio, ovvero quando sali in sella per una banale pedalata. Ti rendi conto che l’impostazione di guida è ben studiata per persone attorno al metro e 75. Al momento del ritiro l’abbiamo trovata con l’attacco manubrio girato al contrario (in negativo) con ancora due spessori al di sotto e così l’abbiamo sempre usata, non per pigrizia, ma perché tra Finale Ligure e i nostri spot ci è sembrata una buona via di mezzo che comprendesse un utilizzo davvero diversificato: tanta salita, anche ripida e tanta discesa, ovviamente ripida.
All’occorrenza si può renderla ancora più xc o, girandolo in positivo e usando tutti gli spessori, si può darle un tocco più “chopperato” per chi la userà esclusivamente nei parchi o falsopiani dell’hinterland.

Quando iniziamo a pedalare, oltre alle tre regolazioni della forcella che ben conosciamo (CTD), proviamo a smanettare con quelle dell’ammortizzatore. A sella tutta alta va detto che si arriva abbastanza comodamente al blocco, non serve quindi un remoto che aggiungerebbe altri comandi “al volante”, che spesso quando servono davvero, creano un po’ di confusione.

Descend, tutto aperto

In questa posizione il carro è uno dei più sensibili mai provati, assorbe e dà la sensazione che il trail diventi cremoso. Sullo sterrato, pedalando in salita con la coroncina più piccola (24), si avverte un lieve indurimento del cinematismo, cosa che con il 38 non avviene visto che la catena è più in asse con lo snodo principale del carro: rimane ancora più morbida anche se perde qualcosina, ma assorbe con una voracità spaventosa. La bicicletta digerisce ostacoli importanti, dandoti la sensazione che quei 120 mm siano in realtà molti di più. La corsa molto lineare della sospensione lavora bene sia sopra sia sotto la soglia di Sag, facendola sedere un filino sul posteriore.

Trail, intermedio

Non appena lo sterrato presentava qualche tratto pianeggiante, abbiamo sempre usato la posizione centrale del blocco. Si tratta di un ottimo compromesso che offre più supporto e limita l’ondeggiamento dato da un carro molto sensibile. Spesso e volentieri, soprattutto su sentieri lisci e veloci come a Pogno, abbiamo preferito tale impostazione per schizzare via veloci e avere sempre a disposizione il massimo della precisione in traiettoria. Tra l’altro, il telescopico è indispensabile su una piccola/grande tuttofare come questa.

Climb, chiuso

Se la blocchiamo, al contrario di tante bici che fanno solo finta di bloccarsi, diventa una sorta di front. Non si tratta di un blocco totale come quello provato sui DT Swiss, ma è quel gradino sotto che permette al tempo stesso di sprintare su asfalto o semplicemente pedalare senza alcuna perdita di potenza, pur conservando quella soglia di apertura del pacco lamellare quando la ruota impatta su qualcosa.

Geometria

15.5″ 17.5″ 18.5″ 19.5″ 21.5″ 23″
Dimensione effettiva telaio 15.5″ 17.5″ 18.5″ 19.5″ 21.5″ 23″
ATubo sella 39.4cm 42.0cm 44.5cm 47.0cm 50.8cm 55.9cm
BAngolazione tubo sella 73.6 ° 73.6 ° 73.6 ° 73.6 ° 73.6 ° 73.6 °
CLunghezza tubo sterzo 10.5cm 10.5cm 11.5cm 11.5cm 13.0cm 14.5cm
DAngolazione tubo sterzo 69.5 ° 69.5 ° 69.5 ° 69.5 ° 69.5 ° 69.5 °
ETubo orizzontale effettivo 56.7cm 59.8cm 61.2cm 62.7cm 65.0cm 66.3cm
FAltezza movimento centrale 33.8cm 33.8cm 33.8cm 33.8cm 33.8cm 33.8cm
GDrop movimento centrale 3.2cm 3.2cm 3.2cm 3.2cm 3.2cm 3.2cm
HFodero orizzontale 45.2cm 45.2cm 45.2cm 45.2cm 45.2cm 45.2cm
IOffset 5.1cm 5.1cm 5.1cm 5.1cm 5.1cm 5.1cm
JTrail 8.4cm 8.4cm 8.4cm 8.4cm 8.4cm 8.4cm
KPasso 110.8cm 113.9cm 115.4cm 116.9cm 119.3cm 120.7cm
LStandover 77.9cm 76.5cm 77.3cm 76.8cm 77.0cm 78.8cm
MReach telaio 39.0cm 42.1cm 43.2cm 44.7cm 46.6cm 47.5cm
NSerie sterzo telaio 60.1cm 60.1cm 61.1cm 61.1cm 62.5cm 63.9cm

Dettagli

Kit Telaio

Telaio Telaio principale e fodero verticale in Carbonio OCLV Mountain, fodero orizzontale in lega, Carbon Armor, ABP Convert, Full Floater, tubo sterzo conico E2, BB95, deragliatore interno e passaggio invisibile cavo, attacco ISCG 05, EVO Link in magnesio, Geometria G2, escursione 120mm
Sospensioni Anteriori Fox Performance Series 32 Float con ammortizzatore CTD (Climb-Trail-Descend) FIT, ritorno, tubo sterzo conico E2, 15QR, Geometria G2 personalizzabile con offset 51mm, escursione 120mm
Sospensioni Posteriori Fox Performance Series Float con DRCV, ammortizzatore CTD (Climb-Trail-Descend), ritorno, messa a punto da Trek in California, 7,25×1,875″
Dimensioni 15,5, 17,5, 18,5, 19,5, 21,5, 23″

Ruote

Ruote Sistema di ruote Bontrager Rhythm Elite Tubeless Ready Disc a 28 fori, mozzo anteriore 15mm, mozzo posteriore 142x12mm
Pneomatici Bontrager XR3 Team Issue Tubeless Ready, 29×2,30″

Trasmissione

Comandi Shimano Deore XT, 10 speed
Deragliatore anteriore Shimano Deore XT, high direct mount
Deragliatore posteriore Shimano Deore XT Shadow Plus
Guarnitura Shimano Deore XT, 38/24
Cassetta Shimano Deore XT 11-36, 10 speed

Componenti

Sella Bontrager Evoke 3, binari in titanio
Reggisella RockShox Reverb Stealth, 31,6mm, offset 0
Manubrio Bontrager Race X Lite Low Riser in carbonio, 31,8mm, rise 15mm
Attacco Manubrio Bontrager Race X Lite, 31,8mm, 7°
Serie sterzo Cane Creek IS-3, E2, cartuccia in lega
Set Freni Freni a disco idraulici Shimano Deore XT

Accessori

Impugnature Bontrager Race Lite, Lock-On

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Se ti piace girare per i boschi senza strafare in discesa, una 29 con 120 mm è l’ideale. Anzi, con la Fuel puoi anche strafare! Il carro è molto rigido e trasmette bene la potenza a terra senza incertezze. Il telaio è ben slopato e si trova a suo agio anche nella guida più moderna e spinta. In sintesi, una goduria da guidare!

Il lavoro di personalizzazione della sospensione fatta per questa bici è al top, l’unica nota negativa riguarda il comportamento sui fondocorsa nella posizione Descend, troppo brusco e immediato. E non è certo perché in discesa l’abbiamo messa costantemente sotto torchio, poiché anche pedalando tranquillamente in sella (con tutto il peso sul posteriore), se si prende un avvallamento con la sospensione aperta, si sente lo stoc di fine corsa.
Il telaio è molto rigido, lo capisci in salita quando lo blocchi o in discesa quando dai gas. Anche le ruote non sono da meno e te lo dimostrano quando la pompi tra le curve o cerci l’appoggio all’ultimo. Non saranno un peso piuma, ma preferisco un paio d’etti in più che stare attento a come guidare una bici da quasi 5 mila euro…

Riflessioni sul prezzo

5 mila euro sono tanti soldi, è vero, ma facendo questo lavoro da così tanti anni mi sono reso conto in più di un’occasione che, chi più spende meno spende. Partire con una bici di “marca” che ha un certo know how in quel che fa da tempo è già un primo gradino che la separa dalla neonata concorrenza super competitiva tedesca/taiwanese. Ma c’è sempre una domanda da farsi, anzi, più di una… A chi andrà in mano questa bici? Se avete l’esperienza per assaporarne le qualità non ve ne pentirete, soprattutto vi stupirete di quanto ci si possa divertire con soli 120 mm. Terrà valore nel tempo? Sicuramente più di una della concorrenza sopra citata. E poi, è davvero pronta all’uso? Nel tempo ho notato che il binomio bici costosa=bici perfetta non è sempre così scontato. Con questa Fuel avete la certezza matematica che non dovrete più presentarvi in negozio per cambiare questo o quel componente, accumulando materiale che spesso marcisce in garage.

Una bici coerente sotto ogni aspetto; divertentissima da guidare
I fondocorsa sono troppo bruschi
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A proposito dell'autore

Una figura chiave nel panorama della mountainbike italiana e internazionale. La sua presenza spazia dall'essere giornalista, tester, testimonial, protagonista di un canale Vimeo seguitissimo e co-fondatore della Gravity School.