Lo slovacco Peter Sagan parteciperà alla prova di mountain bike cross country alle Olimpiadi di Rio 2016 e non alla gara su strada, di cui è campione mondiale in carica dopo il successo a Richmond nel 2015.

Prima di passare ad alcune considerazioni su questo fatto, vi proponiamo il video realizzato con Prologo in cui il velocista della Tinkoff, quattro volte maglia verde al Tour de France, ha parlato di sé, della sua infanzia e della sua insaziabile fame di vittorie.

Tra un’immagine dell’intervista nella sua Žilina in Slovacchia e un’altra nei boschi delle sue zone mentre pedala su una mtb, si riesce a scorgere il suo lato umano, dove lo sport agonistico ha avuto e ha tuttora una parte fondamentale nella sua crescita.

Il nostro commento su Sagan a Rio in mountain bike

Sagan è un corridore eclettico e prima di emergere nelle gare su strada si è fregiato del titolo iridato juniors di mtb cross country (XC) in Val di Sole, di quello europeo a St. Wendel e dell’argento mondiale juniors di ciclocross a Treviso.

Dopo questo tris di medaglie nel magico 2008, le maggiori soddisfazioni sarebbero giunte dalla strada grazie alle sue doti di sprinter mixate a una resistenza e a una tecnica di guida fuori dal comune, come dimostrato in più occasioni.

Talento che però avrebbe pochissime possibilità di emergere sul percorso olimpico brasiliano, molto più adatto a scalatori del calibro di Vincenzo Nibali, Fabio Aru, Chris Froome, Nairo Quintana e Alberto Contador piuttosto che a passisti-finisseur alla Sagan o, per fare un nome del recente passato, alla Paolo Bettini (campione olimpico ad Atene 2004).

Peter Sagan in mtb mentre salta con la sua mountain bike un drop a Zilina

Uno screenshot del video in cui Peter Sagan salta un drop, nello stesso bosco in cui da piccolo costruiva i salti con il badile.

Come ha spiegato in poche parole nel video precedente, a Peter piace vincere e, in ogni caso, tentare di lasciare un segno tangibile della propria presenza. Siccome per lui sarebbe inutile ripetere un anonimo 34º posto come a Londra 2012, ecco che le porte olimpiche gli vengono aperte in un’altra disciplina, di cui fu protagonista fino a otto anni fa.

Riuscirà a vincere una medaglia contro atleti che, quotidianamente, affinano da anni la propria tecnica sui sentieri oltre a essere abituati a sforzi così intensi in un lasso di tempo ridotto?

Chissà, con Peter mai dire mai, però sarà estremamente dura tenere il ritmo indiavolato che i vari Nino Schurter, Julien Absalon, Manuel Fumic, Marco Aurelio Fontana, Catriel Andres Soto e gli altri big imporranno sin dal primo metro.

Peter Sagan annuncia che parteciperà alle Olimpiadi mtb di Rio 2016 in sella ad una mountain bike

Però, quanto meno, la presenza del fresco trionfatore al Giro delle Fiandre e alla Gand-Wevelgem non farà dormire loro sonni tranquilli… poi in gara si vedrà.

Qualcuno, oltre al fatto che su strada non potrebbe piazzarsi tra i primi, ha visto in questa scelta altre possibili ragioni, su tutte il fatto che una disciplina come il cross country, spesso snobbata da una buona parte del pubblico televisivo, potrebbe raggiungere ascolti record e, magari, riuscire a portare sui sentieri una marea di bambini e ragazzini entusiasti.

Sicuramente, oltre che per il cross country in sé, la sua presenza garantirà maggior fama anche ai suoi rivali i quali, pur essendo famosissimi nel proprio ambito, non hanno una popolarità internazionale paragonabile agli stradisti di prima fascia.

E che cosa dire di Specialized? Per il marchio americano, fornitore ufficiale di bici alla Tinkoff e quindi pure a Sagan, potrebbe essere una pubblicità immensa per valorizzare ulteriormente il proprio prodotto sul mercato, senza tenere conto che su strada potrà schierare i vari Nibali, Aru e Contador.

Ma Sagan non sarà stanco dopo il Tour de France e avrà tempo ed energie per  lavorare sulla gara olimpica di XC, dopo tanti chilometri macinati su asfalto?

Innanzitutto il Tour terminerà il 24 luglio e, mentre la prova su strada sarebbe a ridosso (6 agosto), il cross country maschile si disputerà il 21 agosto; un ciclista del suo livello non avrà alcun problema a eliminare le tossine in quasi un mese di tempo… staremo a vedere.

Primo piano di Peter Sagan del video di Prologo in cui annunicia partecipazione alle Olimpiadi mtb di Rio 2016

Screenshot finale del video in cui Peter Sagan dice “Voglio fare bici perché voglio continuare a vincere”. Gli facciamo un grosso in bocca al lupo per le Olimpiadi mtb di Rio 2016.

A chi fosse contrario alla sua partecipazione al Tour in nome della preparazione olimpica sin da oggi, ricordiamo che per una persona di tale eclettismo (per molti un artista del ciclismo) sarebbe deprimente passare due mesi lontano dal proprio mondo senza poter nemmeno gareggiare alla propria corsa preferita, non scordandoci che avrà comunque un po’ di giorni per farsi la gamba da biker.

La federazione ciclistica slovacca, per portare Sagan nell’XC a Rio 2016, ha declassato a riserva il numero uno nazionale Michal Lami, trentaduesimo nel ranking mondiale UCI, seppur mai troppo competitivo a certi livelli.

Martin Haring, inizialmente riserva, prenderà invece il posto di Sagan nella prova su strada.

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A proposito dell'autore

Ha gareggiato per diverse stagioni nel mondo dell'atletica leggera come velocista prima di dedicarsi al ciclismo amatoriale. Grande appassionato di storia e di cultura sportiva, ha intrapreso la carriera giornalistica dopo la laurea in Lettere e ha fondato il team dilettantistico Fondocorsa assieme ad alcuni amici. In estate potreste trovarlo su Stelvio e Gavia, ma la salita non è proprio la sua specialità migliore.

  • massimociolfi

    Peterr Sagan è un personaggio che fa bene allo sport e alle due ruote in
    particolare, bdc o mtb che siano; chi lo segue da un po’ lo sa già, e
    queste olimpiadi serviranno a farlo conoscere ancora di più ( e questo
    vale anche per i suoi sponsor, ovvio!). Lui comunque ha fisico e tecnica
    per passare da una specialità all’altra senza problemi, i puristti
    delle categorie mentali possono tenersi i loro mugugni, onore a chi
    invece, come Peter, rischia e si mette in gioco, magari anche rischiando
    una figuraccia! Certo magari di tutto questo non sarà contento il
    numero uno nazionale Michal Lami, declassato a riserva, ma questo è lo sport….pensiamo q quante riserve non hanno toccato neanche un pallone nell’ultimo europeo di calcio.