Curve con sponde in sequenza: come affrontarle più velocemente? Ecco un breve tutorial che ci mostra come “saltare” tra le curve alzando la ruota anteriore

Nella guida dinamica e moderna della mountain bike ci sono molte tecniche relativamente semplici che possono dare grandi risultati. Un requisito che può aiutare è avere una discreta conoscenza dei “rudimenti” fondamentali come il manual e il bunny hop, ma anche senza essere dei “pro” ci si può divertire e provare con gli amici.

Questa volta abbiamo scelto un video dei colleghi inglesi Bikeradar in cui Sam Fowler, istruttore per la scuola Pedal Progression di Bristol, ci mostra come imparare ad affrontare le sponde in sequenza con la tecnica del “front wheel hop”, ovvero alzando la ruota anteriore.

Con questa tecnica si acquisisce velocità tra una curva e l’altra proprio perché stiamo sfruttando il principio del “pompare” la bici, usando le sponde come se fossero le gobbe di una pump track, cioè una pista in piano ricca di dossi e sponde dove lo scopo è procedere senza pedalare.

Manual

Prima di tutto bisogna esercitarsi con il manual, la tecnica per alzare la ruota anteriore senza pedalare, utilizzata in diversi contesti nella mtb moderna.

foto di un rider che esegue un manual

Un manual fuori da una sponda in sella alla Trek Stache 29+: sguardo avanti, testa in asse, busto eretto, braccia semidistese, dito sul freno posteriore, gambe leggermente piegate.

Come farlo: imprimendo una spinta con gambe e braccia piegate e distendendo poi le braccia, si sfrutta il peso del corpo per alzare di poco la ruota anteriore (non è un’impennata) e trovare l’equilibrio sulle gambe, che si piegano, una volta alzata la ruota.

Non preoccupatevi se all’inizio sarà difficile ma una regola su tutte: non tirate con le braccia piegate, le braccia sono distese. Sguardo avanti e caviglie rilassate sono fondamentali. Dito sul freno dietro pronto in caso di emergenza: sempre!

Sulle sponde: la bici fa da perno, 3 momenti fondamentali

Con questa tecnica quindi si migliora la velocità di percorrenza delle curve perché, utilizzando la bici sotto di noi come se fosse un perno, saltiamo letteralmente da un appoggio all’altro.

foto di un rider che inizia a curvare

Fase 1 – Approcciamo la prima curva in posizione di guida neutra, gomiti larghi, ben centrati sulla bici. Accucciamoci in posizione molto aggressiva nell’entrata in curva caricando le sospensioni, quindi spingendo coi piedi sul movimento centrale (piedi pari), per poi alzare la ruota anteriore con il manual proprio nell’apice della sponda. Tutti i movimenti sono una singola azione fluida.

foto di un rider a metà curva in mtb

Fase 2 –  La testa e il corpo, imprimendo il nostro peso sui pedali, si spostano già verso una posizione centrale come a fare da contrappeso. Lo sguardo è alto e verso l’uscita di curva successiva. È una sorta di bunny hop verso l’altra sponda, quindi tiro leggermente la bici verso l’alto e distendo più o meno le gambe a seconda di quanto voglia saltare in alto e in lungo. In questo momento sono tra una curva e l’altra.

foto di un rider in mtb a fine curva

Fase 3 – Appena inizia la sponda successiva “atterro” tornando a caricare le sospensioni e mi preparo per la curva successiva dove ripeterò le fasi 1 e 2. Altrimenti guardo avanti e sfrutto la velocità di uscita preparandomi al proseguimento del sentiero.

Se nelle prime prove non si staccano le ruote da terra non c’è nessun problema, ce la farete col tempo, l’esercizio e la confidenza che ne deriverà. Guardate bene le fasi al rallentatore del video di Sam Fowler e analizzate ogni dettaglio con il fermo immagine:

Vi suggerisco vivamente di farvi fare un video o delle foto in sequenza da un amico e fare dei confronti con questo tutorial o con video di professionisti ripresi durante le gare.

Secret tip: sull’asfalto

A differenza della tecnica proposta da Sam Fowler, il mio personale consiglio è quello di di approcciare questi esercizi in un parcheggio libero o su una strada asfaltata in leggera discesa (ovviamente priva di traffico), dove proverete, oltre a manual e bunny hop, a eseguire delle curve in sequenza con raggio stretto cercando di “pompare” la bici da un lato all’altro mantenendo i piedi pari.

Ma sull’asfalto non ho le sponde!

Esattamente, ma vedrete che più imprimerete una forza con le gambe sul movimento centrale, più questa forza si scaricherà sulle ruote garantendo un’aderenza inaspettata.

È infatti una tecnica che può venire usata nelle curve senza appoggio, a patto di interiorizzarla per bene e “saper leggere” il fondo che ci si presenta.

Iniziate prima piano, poi sempre più velocemente puntando proprio a saltare con dei bunny hop “a ruote pari” (chiamati anche side hops) da una curva all’altra.

La sequenza di movimenti è identica alle 3 fasi descritte ma il grip dell’asfalto vi darà la confidenza necessaria per imparare a spingere sempre di più. Quando inizierete a sentire i tasselli laterali delle gomme “mordere” il terreno sarete sulla buona strada. Corpo e sguardo centrali, la bici salterà sotto di voi proprio come in uno slalom speciale sugli sci.

Per approfondire l’argomento “tecnica” vi segnalo il precedente tutorial i cinque consigli per migliorare la guida in discesa e per capire meglio il concetto di “pompare la bici” leggete La miglior palestra del biker, la pump track“, dove si descrive come “schiacciare e tirare” la bici sulle gobbe e sulle sponde spostando il peso per acquisire velocità.

Ricordatevi, la mtb è uno sport dinamico e la fluidità di azione nei movimenti è la chiave per fare meno fatica e divertirsi di più.

…e per fare dei “No Hands” su salti da 8 metri come Sam all’inizio del video bisogna essere molto fluidi. 😉 Buon lavoro!

Il video è di Bikeradar

Sam Fowler è uno dei coach della scuola Pedal Progression

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A proposito dell'autore

Sono cresciuto sulle due ruote: BMX, motocross, le prime MTB negli anni 80. Dal 2007 ho gareggiato per 10 anni nel downhill e nell'enduro in tutta Italia. Dal 2013 al 2019 ho lavorato con la scuola MTB Gravity School anche a Whistler, in Canada. Sono istruttore Federale FCI e Guida Nazionale MTB. Ho visto nascere BiciLive.it nel 2013 e ora mi occupo di MTB, ebike ed eMTB. La bici è il mio pane quotidiano!