I test bike, ovvero le giornate di prova riguardanti le novità mtb della stagione, sono uno dei pochi sistemi per provare la tanto sognata “bici nuova” prima dell’acquisto.

Coinvolgono una percentuale sempre maggiore di ciclisti e, pur essendo dei brevi test, possono portare alla decisione di cambiare la vostra vecchia bici, magari ancora da 26 pollici (orrore!).

Per chi ancora la bici la deve comprare sono un perfetto campo prova dove iniziare a “masticare” un po’ di mtb. A tal proposito suggeriamo la lettura del nostro speciale come scegliere la prima mountain bike.

Comunque sia, che voi prediligiate l’xc, l’all mountain, l’enduro, o perché no, le bici da strada, potrete utilizzare le giornate di prova per ampliare la vostra percezione di biker, grazie al fatto di testare tanti modelli diversi uno dopo l’altro e iniziare a distinguere cosa realmente vi piaccia in un modello o nell’altro.

Fondamentale sarà, innanzitutto, scegliere la taglia giusta della bici in test.

Dopodiché sarà necessario e indispensabile regolare la mountain bike in maniera corretta per poter apprezzare appieno le sue caratteristiche.

Spesso le aziende e il loro personale presente ai bike test forniscono consigli in questo senso, dalla scelta della taglia in base alla statura e la regolazione del Sag (di cui tratterò a breve), così come l’altezza sella.

Se però desideriate essere indipendenti, anche per acquisire conoscenze da applicare sul proprio mezzo, ecco una guida “passo dopo passo” con le regolazioni da effettuare per un buon settaggio di una mtb.

Scegliere la taglia della mtb

Durante i bike test generalmente si trovano diverse bici con taglie S, M, L (raramente XL e XXL), che corrispondono alle misure delle bici 15,5″, 17,5″, 19″ (XL 21″ e XXL 23″). Potete fare riferimento a questa tabella:

  • Taglia S per rider dai 158 ai 168 cm
  • Taglia M per rider dai 168 ai 178 cm
  • Taglia L per rider dai 178 ai 188 cm
  • Taglia XL per rider dai 188 ai 196 cm
  • Taglia XXL per rider dai 196 ai 201 cm

Per semplicità, la tabella non tiene conto dell’altezza del cavallo, uno dei parametri chiave per la scelta della taglia. Tuttavia questa divisione per statura può essere considerata una buona base di partenza. Se volete un approfondimento qui trovate un tutorial per misurare e regolare l’altezza e l’arretramento della sella.

L’attrezzatura del tester perfetto

Siete già degli appassionati e volete fare le cose fatte bene? Ecco cosa potrebbe essere utile portare con sé ad una giornata di bike test:

- un piccolo metro estrabile;

- un minitool comprendente brugole, chiave torx 25 e smagliacatena;

- una pompetta per sospensioni e una pompa per le gomme (o una pompa che comprenda entrambe le possibilità);

- una camera d’aria da 27,5″x 2,1/2,3″ (in caso di emergenza andrà bene per le 27,5″ plus e le 29″);

- kit con pezze e mastice per forature e alcune fascette da elettricista;

- Telefono o smartphone con calcolatrice.

Questo materiale si trasporta agilmente in un marsupio da mtb o in uno zainetto. Ovviamente, ricordatevi una borraccia o la sacca idrica con dell’acqua.

Tutto ciò è per essere indipendenti una volta partiti con la bici da testare, sia che si tratti di un piccolo giro “mangia e bevi” sia che l’escursione comprenda un tragitto più ampio con salita e discesa (ho assistito diverse volte a rider che a fronte di lunghe attese si rovinavano il test dopo qualche km, per la mancanza di una chiave a brugola o di una camera d’aria).

immagine di un biker su una mtb per la regolazione della sella

Regolazione sella “veloce”, foto a sinistra: gamba distesa e tallone che poggia sul pedale. A destra l’inclinazione delle leve dei freni segue la linea dell braccia.

Come regolare gli appoggi su una mtb

Questa guida è volutamente breve e tralascia gli aspetti tecnici più approfonditi che vedremo nei prossimi tutorial. Partiamo dalla regolazione degli appoggi, spesso trascurata durante i test ma anche sulle mountain bike di molta gente che incontro sui trail, in tutta Italia e all’estero.

Per qualsiasi tipologia di bici, gli appoggi sono il primo elemento da modificare per “cucirsi la bici addosso”. Si tratta di: altezza sella e sella, manubrio, leve, comandi vari (cambi, reggisella telescopico), pedali. L’altezza sella va misurata dopo aver calcolato il Sag ed è un procedimento che può essere ripetuti più volte.

Altezza sella “veloce”

Partiamo dalla regolazione dell’altezza sella: se conoscete già la misura del vostro cavallo basterà moltiplicarla per 0,875 (0,885 sulle bici da corsa) ottenendo “l’altezza ideale”(che dipende poi da molti altri fattori).

Con l’aiuto del un metro, partendo dal centro del movimento centrale e alzandosi fino al centro della sella si potrà posizionare la sella al valore ottenuto, quindi a un’altezza relativamente precisa.

Relativamente, perché non tiene conto della lunghezza delle pedivelle, del centro anatomico della sella, dello spessore dei pedali e delle scarpe e della misura di femore e tibia (per tutto questo, se si tratta della vostra bici personale e volete veramente fare le cose fatte bene, consiglio una visita da un ciclista specializzato per un posizionamento biomeccanico).

Tuttavia, nel poco tempo a disposizione che si ha durante i bike test, consiglio di utilizzare il metodo della “gamba stesa”: appoggiatevi al muro, alzate il reggisella telescopico (se presente), sedetevi bene sulla mtb, portate i pedali a ore 6-12; posate il tallone sul pedale più basso; in questa posizione la gamba deve risultare completamente distesa.

Si tratta di una regolazione “al volo” ma è veloce ed è un buon punto di partenza. Potrete poi aggiustare di qualche millimetro (in più o in meno) l’altezza a seconda delle sensazioni. 

Come regola, il bacino non deve muoversi durante la pedalata: per valutarlo, sempre appoggiati al muro provate a pedalare all’indietro.

Per finire, a riguardo della sella, la sua inclinazione dovrebbe essere perfettamente orizzontale. Inoltre, a meno che non troviate bici con selle posizionate in modo strano da rimettere “in bolla”, considerate solo avanzamento/arretramento: a pedali pari, il piede che sta più avanti vede il centro del ginocchio perpendicolare all’asse del pedale (dalla protuberanza ossea della tibia, sotto la rotula, ma poi dipende da scarpe, tacchette e molti altri fattori).

Se già vi sembra troppo complicato, trattandosi di un breve test risparmiate tempo e dedicatevi alle cose principali, che analizziamo qui di seguito.

Nota: come già detto, l’altezza sella su una mtb, soprattutto se biammortizzata, va fatta dopo un corretto settaggio delle sospensioni e del loro Sag (in particolar modo se si tratta della vostra bici personale).

Distanza e inclinazione leve dei freni

Ai vari test bike non trovo mai le leve dei freni posizionate come le uso sulla mia mtb: anche in questo caso un piccolo tool con chiavi a brugola è indispensabile.

Sedetevi sulla bici. Immaginate di frenare, come se foste in discesa, quindi con il corpo leggermente arretrato e abbassato. La corretta inclinazione della leva si ha quando questa è posizionata seguendo una linea retta ideale che parte dall’avambraccio e prosegue sul polso; frenando dobbiamo mantenere una buona ergonomia ed evitare di ruotare i polsi verso il basso.

Seguendo gli stessi criteri ergonomici, in qualsiasi ambito della mtb, grazie a freni a disco sempre più potenti, si frena con un solo dito, l’indice.

I collarini delle leve dei freni devono risultare distanziati simmetricamente dalle estremità delle manopole in base alla grandezza delle mani del rider (usate il metro se avete dubbi) e comunque le leve vanno posizionate in modo che entrambi gli indici, in massima frenata, si chiudano quasi a pugno sulla manopola come le altre dita.

La leva non deve toccare il dito medio e deve risultare, completamente tirata, a circa 1,5-2,5 cm dalla manopola.

In questo modo eviterete fastidi alle mani, avrete più potenza per frenare usando meno forza e scongiurerete, sul lungo termine, infiammazioni e tendiniti.

In ultimo, non stringete troppo la vite del collarino della leva freno: in caso di caduta questa si muoverà ed eviterete di piegare o spezzare la leva.

immagine di un manubrio con leve dei freni per mtb

Il comando del reggisella telescopico, a sinistra e vicino al pollice, su una mtb con trasmissione 1×11. Le leve dei freni vanno posizionate in modo da frenare con l’indice.

Comandi remoti e manettini cambio

Entriamo nel “regno del compromesso”, specialmente su biammortizzate con guarnitura doppia anteriore, comando del blocco forcella/ammortizzatore e comando del reggisella telescopico: alcune mtb che ho testato avevano sette cavi in arrivo sul manubrio, davvero troppi!

Premetto che, come spiegato nel nostro tutorial sulla guida di una e-mtb, il comando remoto del reggisella lo preferisco sulla sinistra: in ambito trail/enduro/all-mountain, se il percorso è misto, quasi ogni volta che uso il cambio con il pollice destro, alzo o abbasso simultaneamente anche la sella con il pollice sinistro.

Starà a voi trovare il giusto equilibrio a seconda della bici che proverete (e del tempo a disposizione), mettendo in cima alla lista la sicurezza quindi freni e telescopico ben regolati, passando poi alle posizioni di leve cambio ed eventuali comandi remoti delle sospensioni.

Quali pedali mtb da usare ai test?

Innanzitutto leggete il nostro tutorial sulle differenze tra i pedali flat e i pedali a sgancio.

Consiglio vivamente di portare i propri pedali ai test (e ovviamente le scarpe correlate), sia che usiate i flat (pedali liberi con piattaforma larga e piccole viti sulla superficie per aumentare l’aderenza) sia i pedali a sgancio. Avrete così un pensiero in meno e vi concentrerete solo sulle sensazioni date dalla mtb in prova.

Se non li avete, informatevi precedentemente sulla disponibilità e qualità dei pedali presenti al bike test oppure eventualmente chiedetene all’amico di fiducia un paio in prestito.

Per fare un esempio, durante i test di una giornata intera spesso porto anche le mie manopole personali, che preferisco molto sottili. Un modello di manopole troppo grosse influenzerebbe negativamente (seppur di poco) il mio giudizio su una bici. L’attenzione ai dettagli è essenziale nella mtb.

Pressione delle gomme su una mtb in test

La prima fondamentale regolazione da effettuare, dopo aver sistemato gli appoggi, è la pressione delle gomme.

In ambito mountain bike, in pressoché tutte le discipline tranne il dirt e il freestyle, si tende sempre a scegliere la pressione minima sufficiente per non incorrere in forature in maniera da ottenere il massimo dell’aderenza e della motricità (grip).

Quale pressione? Le variabili sono davvero tante, a partire dalla tipologia di gomme che monta la bici in test. Il secondo elemento è il peso del biker (peso maggiore=maggiore pressione), seguendo con il tipo di percorsi che si andranno ad affrontare e lo stile di guida personale.

Come base di partenza e generalizzando molto, per xc, trail ed enduro provate 1.8 atm anteriore e 2 atm posteriore (circa 26 psi e 29 psi), se siete rider tra i 65 e gli 80 kg.

Potrete poi spostarvi da queste misure di qualche decimo di bar se la vostra esperienza vi permette di “sentire” le gomme troppo dure o troppo sgonfie. Considerate ovviamente il vostro peso e piuttosto eccedete con la pressione, durante il giro potrete abbassarla in pochi secondi.

Nota: quasi sempre sul fianco della gomma (spalla) troverete stampigliata la pressione di gonfiaggio massima e minima: seppur corrette, sono pressioni indicative, potrete attenervi a quanto indicato ma sarà necessario imparare a “capire al volo” il tipo di copertura (guardandola, leggendone le caratteristiche sul fianco e anche analizzando la consistenza della spalla con la mano), adattandosi di conseguenza.

Passiamo ora alla parte più temuta dalla maggior parte dei biker con poca esperienza, la regolazione delle sospensioni. Innanzitutto, come regolare il Sag. Si passa poi alla compressione, il ritorno (compression e rebound) e quindi sarà necessario un breve test su strada per verificare se tutto è ok.

immagine delle sospensioni di una mtb

In arancione, l’O-ring sullo stelo della forcella. Se non presente, utilizzate una fascetta da elettricista che poi rimuoverete a fine test. Alcune sospensioni presentano già dei riferimenti graduati per il Sag.

Il Sag nella mtb, che cos’è e come regolarlo

Il Sag è l’affondamento statico della sospensione dovuto al peso del rider e la sua attrezzatura, senza input provenienti dal biker o dal terreno.

È la misura dell’affondamento delle unità ammortizzanti quando saliamo in sella, in assetto di riding, con casco, protezioni, eventuale zaino con sacca idrica ecc.

Il Sag permette alla nostra mtb di avere aderenza a terra sulle sconnessioni negative, cioè le piccole buche e gli avvallamenti.

È la regolazione di partenza, da fare in piano, la base per i successivi setting che andremo a sperimentare. Ricordiamoci però che la mtb si usa in salita e in discesa, quindi il Sag, lo ripeto, è solo un primo passo per iniziare a sfruttare al meglio la nostra mtb. È tuttavia una procedura da effettuare sia durante un breve test sia che si tratti della nostra bici personale.

Alcuni pensano che il Sag “rubi” corsa alle sospensioni, ma è proprio il contrario. Se sfruttassimo la piena corsa delle unità ammortizzanti (Sag ridotto o nullo) la bici risulterebbe ingestibile. Analogamente, un Sag eccessivo porterebbe a continui fondocorsa con tutti i rischi che ciò comporta, sia per le sospensioni sia per il biker.

immagine di componenti della mtb.

A sinistra il registro della compressione alle basse velocità della forcella su “tutto chiuso”: svitatelo in senso antiorario per aprirlo. A destra, l’O-ring posizionato a inizio corsa per calcolare il Sag.

Come regolare velocemente il Sag sulla mtb

Dopo aver regolato la pressione delle gomme, per regolare il Sag su entrambe le sospensioni aprite le regolazioni della compressione (solitamente azzurre) girandole in senso antiorario, impostando le ghiere e le levette su “Descent” oppure “Open“.

Nota: questo procedimento è effettuabile con sospensioni che usano l’aria come elemento elastico, presenti ormai sul 99% delle bici da xc, trail, all mountain ed enduro. Sulle sospensioni a molla (generalmente montate su bici entry-level, oppure enduro da gara, freeride e downhill) potrete fare ben poco, se non cambiare la molla.

Ora, guardate la vostra bici: se non presenta gli O-ring (anellino in gomma sullo stelo) su uno degli steli della forcella e sullo stelo dell’ammortizzatore, potrete usare momentaneamente una fascetta da elettricista per calcolare il vostro Sag.

Salite in sella, aiutatevi con un muro, un tavolo di fianco a voi o una persona per stare in equilibrio, alzatevi sui pedali e date un paio di “pompate” con braccia e gambe per far lavorare le sospensioni e mandare l’olio in circolo.

Non frenate, potreste inibire il funzionamento dell’ammortizzatore, se presente.

Subito dopo, assumete la posizione di riding, chiamata anche “di attacco”: gomiti larghi, gambe leggermente flesse, caviglie rilassate, corpo centrale, busto leggermente avanzato.

Senza troppe oscillazioni, con una mano riportate l’anellino di entrambe le unità verso i parapolvere, cioè alla base degli steli, a inizio corsa.

Scendete dalla bici con cautela e valutate di quanto si siano spostati gli O-ring: quello è il vostro Sag. Se le sospensioni della bici che state usando non presentano le pratiche scale graduate con già indicate le percentuali, utilizzate il metro e calcolate in base alla lunghezza dello stelo di forcella e ammortizzatore la percentuale adatta alla vostra tipologia di mtb. Fate riferimento a questa tabella, ricordando che è sempre molto indicativa e non assoluta:

  • Mtb cross country, escursione 80-110 mm, Sag: 10-15%
  • Mtb trail, escursione 120-140 mm, Sag: 15-25%
  • Mtb all mountain-enduro, escursione 150-170 mm, Sag: 25-35%
  • Mtb freeride-downhill, escursione oltre 180-230 mm, Sag: 35-45%
immagine di un biker su una mtb in posizione scarica e di attacco

Regolare il Sag: utilizzando un appoggio, pompate un paio di volte le sospensioni e poi riportate gli anelli vicino ai parapolvere. Nella foto a sinistra la posizione “scarica”, a destra la posizione “di attacco”, ottima per valutare il Sag e quella da cui si può gestire qualunque situazione della mtb. Nota: nella foto il freno anteriore è azionato per restare in equilibrio, cercate un appoggio comodo o fatevi aiutare da una persona così da non dover usare i freni.

Per modificare il Sag, chiedete all’addetto dello stand di seguirvi in questa operazione, oppure, con la pompa apposita, svitate i tappi dell’aria delle sospensioni e aumentate o diminuite la pressione di forcella e ammortizzatore fino a raggiungere la misura desiderata di Sag. Ogni volta ripetete l’operazione del salire in sella e valutate l’affondamento. Ricordatevi di riavvitare i tappini prima di partire.

Un consiglio: se avete tempo, non abbiate paura di sperimentare. Sulle bici da enduro che uso tendo a preferire un Sag minore sulla forcella e maggiore sull’ammortizzatore (quest’ultimo lavora diversamente in base alle caratteristiche delle varie bici e dei vari schemi di sospensione).

Questo per “aprire” di più la bici quando le sospensioni lavorano, ma come già detto si entra in un campo molto tecnico che approfondiremo più avanti.

Regolare compressione e ritorno sulle sospensioni della mtb

Da una misura di Sag corretta potete passare alle regolazioni “fini”.

La sospensione è un elemento meccanico che lavora in compressione e in estensione in maniera ciclica. Questo lavoro può essere reso più rigido o più morbido intervenendo sulle regolazioni in compressione e ritorno (riestensione)

Quindi, se per il Sag avete aperto le compressioni, cioè le ghiere azzurre e la levetta dell’ammortizzatore, il consiglio è di lasciarle così e provare la bici sul campo.

Solo se affronterete una lunga salita sarà utile chiudere la regolazione delle “compressioni alle basse velocità”, cioè quando l’olio si muove lentamente nei circuiti all’interno delle sospensioni, per avere più sostegno e non far affondare gli ammortizzatori durante la pedalata.

Se invece il percorso sarà ricco di saliscendi, potrete selezionare la modalità “trail”, presente su quasi tutti i modelli di sospensioni, o chiudere di qualche click la ghiera azzurra “Compression”, per avere un buon compromesso tra sostegno e lavoro dell’unità ammortizzante.

immagine dei registri delle sospensioni mtb

A sinistra l’ammortizzatore: levetta della compressione azzurra (in posizione aperta Descend) e ghiera del ritorno rossa. A destra, il registro del ritorno della forcella, sotto lo stelo.

Il ritorno o rebound

Il ritorno è, dopo una corretta pressione e il Sag, la regolazione più importante sulle sospensioni della mtb.

Per il ritorno, in genere identificato da ghiere o registri di colore rosso, la regolazione dipende molto dal tipo di sospensione che troverete: le forcelle solitamente presentano più margine di regolazione degli ammortizzatori, quindi più click o scatti.

Semplificando molto il concetto, contate quanti scatti avete a disposizione sull’ammortizzatore e sulla forcella. Partire ora dal “tutto aperto”, cioè con ghiera completamente svitata (quasi sempre in senso antiorario, verso la “lepre” o verso il simbolo del “meno”) e regolate il rebound da metà a tre quarti di registro. Esempio: su 20 click, provate tra 10 e 6, da tutto aperto.

Attenzione, si entra in un campo troppo ricco di variabili ed è molto difficile dare consigli generali in questa sede.

Provate quindi a basarvi sulle vostre sensazioni, comprimendo e rilasciando le unità ammortizzanti con qualche “pompata” da fermi: le sospensioni dovranno essere libere di lavorare senza né scalciare né andare “al rallentatore” nella riestensione.

Prima di partire per il test

La prova definitiva è ora in sella: qualche colpo di pedale, qualche rilancio e qualche frenata vi diranno se siete sulla strada giusta per gomme, appoggi e altezza sella.

Per le sospensioni, qualche pompata in rettilineo e in curva vi permetterà di comprendere se la mtb in test è regolata a dovere. Come fare? Con la sella bassa, dovrete usare il peso del corpo per far affondare simultaneamente forcella e ammortizzatore, usando gambe e braccia, “pompando” verso il basso in maniera perpendicolare al terreno.

immagine di una sequenza di un biker in mtb

Nella sequenza ecco come “pompare la bici” per valutare il settaggio di gomme e sospensioni. Da notare come si comprimano anche le coperture, in questo caso tenute a 1,5 bar ant. e 1,8 bar posteriore con sistema tubeless. Talloni bassi durante la spinta, peso 90% sulle gambe!

La risposta della bici dovrebbe essere fluida e bilanciata tra anteriore e posteriore, soprattutto nella riestensione, e quindi la regolazione del ritorno di cui abbiamo appena trattato.

Se siete poco esperti, affidatevi come già detto al tecnico presente allo stand. Oppure, se siete amanti del “fai da te”, abbiate cura di avere un Sag corretto, le compressioni aperte e i ritorni a metà/tre quarti di registro da tutto aperto. Sarà sicuramente una buona base di partenza.

Durante il giro poi, se volete modificare qualcosa, fatelo con una regolazione alla volta, partendo dal ritorno. Due click in più o in meno sono già avvertibili, e in questo modo affinerete ancora di più la vostra sensibilità evitando di fare confusione.

Nota: se modificate la pressione all’interno dell’unità ammortizzante varierà ovviamente anche la sua risposta e quindi il ritorno, proprio come un pallone più gonfio rimbalza di più. Tenete conto.

Il perché dei bike test: quali scegliere

Per le aziende i bike test sono un momento fondamentale per ricevere feedback sui prodotti e ovviamente farsi pubblicità, permettendo agli appassionati di passare da una “fase visiva” tipica delle fiere a una “fase attiva“.

Questo trend sta cambiando, con i nuovi eventi come Cosmobike Show a cui abbiamo partecipato e anche Eicma Ebike dove è stato possibile provare su brevi circuiti diverse biciclette ed ebike del 2017, ma sono gli eventi come Bike Shop Test, BikeUp e tutti gli altri test bike delle aziende che attirano sempre più ciclisti, per la quantità di modelli che si possono testare e la competenza degli addetti ai lavori che quasi sempre è di alto livello.

Conclusioni

A mio avviso provare diverse mtb è sempre molto utile, anche per dei brevi giri su sentieri molto semplici. Amplia l’esperienza e permette di sviluppare un senso critico personale.

Se siete poco esperti sarà emozionante addentrarsi in questo mondo, fatto di tanti piccoli dettagli tecnici ma anche tante soddisfazioni.

Seguendo le semplici regole contenute in questo tutorial e impiegando meno di dieci minuti, vi troverete sempre con una mountain bike “cucita su di voi”, pronta ad esprimere tutto il suo potenziale.

L’ultimo consiglio è informarsi prima sulle località dei test e scegliere gli eventi dove il percorso si sviluppi su trail già esistenti e utilizzati dai biker, con salite e discese fuoristrada e single track misti. Il test risulterà molto più veritiero e sensato.

Detto ciò, ricordate il caschetto (da indossare sempre, anche per fare solo 1 km), guanti, scarpe, pedali, “kit da tester” e…

Buone pedalate!

A proposito dell'autore

Patito delle due ruote fin da bambino, bmx, motocross, le prime mtb. Dal 2007 sui campi di gara enduro e downhill in tutta Italia, dal 2013 è istruttore di mountain bike presso www.gravity-school.com. Con BiciLive fin dall'inizio, la bici è il suo pane quotidiano!