Vi abbiamo presentato i principali schemi di sospensione, il quadrilatero con giunto Horst e tradizionale con Rocker Link, a seguire i Single Pivot e la grande famiglia dei Floating Pivot Point, esponendovi pregi e difetti per tutti i diversi sistemi.

Ora è la volta degli ultimi tipi di schemi, in cui troviamo uno dei più longevi, l’i-Drive e l’originale interpretazione di Trek con l’ABP e il Full Floater.

i-Drive & AOS

foto dello schema ammortizzante della GT Sensor 1

Lo schema ammortizzante della GT Sensor 1

Siamo arrivati alla terza generazione di carro i-Drive, inizialmente progettato da Jim Busby, e ora chiamato AOS (Angle Optimized Design) visto sulle trail bike GT, la Sensor da 130 mm e la Force da 150 millimetri. La Fury da dh race invece presenta un monopivot assistito.

In sostanza il risultato della rivisitazione a opera di Peter Denk (ingegnere a cui si deve anche l’ammortizzatore alla base delle Cannondale Jekyll e Trigger) non cambia: la scatola del movimento centrale è svincolata sia dal triangolo anteriore sia dal carro posteriore. È un’elaborazione del carro URT (Unified Rear Triangle) in cui il movimento centrale era vincolato al carro ammortizzato.

L’idea originale aveva una traiettoria della ruota posteriore assimilabile a un monopivot infulcrato alto (per scavalcare meglio gli ostacoli) limitando però l’effetto sulla pedalata. L’ultima interpretazione AOS è più moderna, con un basso centro di gravità, un rendimento più neutro, una maggiore sensibilità iniziale e una curva più controllata e sostenuta.

ABP & Full floater

foto dello schema ammortizzante della Trek Fuel EX 7 2013

Lo schema ammortizzante della Trek Fuel EX 7

È il quadrilatero articolato impiegato sulle full Trek, a prima vista molto simile a un quadrilatero tradizionale con rocker arm.

Qui troviamo però due tratti distintivi: il fulcro posteriore è concentrico con il perno ruota secondo l’approccio ABP (Active Braking Pivot), mantenendo così la sospensione sempre attiva in frenata; il sistema Full Floater invece prevede che l’ammortizzatore sia vincolato in basso non al triangolo anteriore ma sulla porzione avanzata dei foderi bassi, influenzando la curva di compressione e la sensibilità a inizio corsa.

Ne risulta un carro molto vivace e sensibile, quasi o per nulla inibito dalle forze indotte dalla trasmissione e praticamente insensibile alla frenata. Nessuna delle due soluzioni è proprietaria, troviamo schemi Full Floater altrove, come sulle full Commencal, mentre Dave Weagle, a cui si deve l’idea iniziale (è in corso una causa con Trek) ha brevettato il perno concentrico con l’asse ruota posteriore sotto il nome di Split Pivot, usato sulle bici Devinci.

foto dello schema ammortizzante della Pivot Mach 6 (Large)

Lo schema ammortizzante della Pivot Mach 6 in taglia L.

Veniamo al dunque

Dove sta la verità? Nessuno schema è superiore in toto agli altri…

Un monopivot assistito da un link offre una corsa sostenuta e leggermente progressiva, oltre a essere semplice, affidabile e prevedibile nella risposta.

Un quadrilatero con giunto Horst ha un comportamento neutrale con una trazione al top, soprattutto sui terreni tecnici e/o dal fondo cedevole.

Un carro Floating Pivot Point invece “ti fa godere”, o quasi, in ogni situazione, con corsa intorno ai 6” e se tarato alla perfezione si avvicina al concetto di bici totale.

Ogni schema esposto è alla base di ottime bici, che sfruttano nelle rispettive categorie i pregi intrinsechi. E come più volte espresso, anche la mtb più tecnologica del mondo non compensa una tecnica di guida scarsa o funziona al meglio con un setup scadente… ma soprattutto, nessuna si pedala da sola.

Nota: nella nostra comparativa 8 trail bike potete trovare la prova degli schemi sopracitati sulla GT Sensor Expert 27,5″ e sulla Trek Fuel EX8 29″.

Grafici Linkage 2012/Racooz Software

A proposito dell'autore

Da oltre 15 anni nel mondo dell’editoria specializzata, come redattore di testate giornalistiche specializzate nel mondo mtb, dell’informatica e del multimedia, e come autore di manuali tecnici e guide d’itinerari dedicati alla mountain bike.