Giro // Chamber | La nostra valutazione
BiciLive Review8.5
prezzo
  • 140 $
8.5Il nostro voto

Le Giro Chamber sono delle ottime scarpe per mountain bike, dedicate a chi ama girare “agganciato” nel gravity e nell’enduro

Le Chamber nascono nel 2013, dopo un’intensa fase di sviluppo in cui il grande discesista statunitense Aaron Gwin ha dato un supporto fondamentale.
Giro, brand storico nel mondo dei caschi, è nuovo in quello delle calzature tecniche per mountain bike, e non era così sicuro che la ciambella riuscisse col buco al primo tentativo. Ma così è stato, e siamo tutti contenti. Anzi, queste Chamber sono delle ottime alternative a prodotti analoghi di marchi più blasonati… ora vi spiego il perché.

Calzata comoda

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La foggia è quella classica, ereditata dal mondo skate, con alcuni accorgimenti in fatto di materiali e realizzazione.
Il primo aspetto che si nota, una volta indossate, è la comodità della calzata. Merito del sistema di chiusura, un mix tra lacci e fascia in velcro, quest’ultima collocata in una posizione strategica sia per lasciare il necessario movimento della caviglia sia per tenere fermi i primi.
La linguetta interna ha un’imbottitura morbida e non eccessivamente spessa, un giusto compromesso tra protezione e comodità, oltre a essere agganciata all’interno su un supporto elasticizzato, che contribuisce ulteriormente al comfort della calzata. Nel complesso, si ha un’apprezzabile sensazione di piede “abbracciato” dalla scarpa, senza zone dure a contatto.
All’esterno troviamo le classiche protezioni sul puntale e sul tallone, inoltre il profilo laterale è ben disegnato per non andare a cozzare sul malleolo, una sensazione che trovo tra le più sgradevoli oltre che in grado di ammazzare letteralmente il comfort.


Suola sorprendente

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La suola è una delle sorprese di queste Giro Chamber, essendo realizzata da Vibram con una mescola a doppia densità, e un profilo che aiuta a raggiungere un ottimo grip con pedali specifici come i recenti Crank Brothers Mallet DH o anche i più enduristici Mallet (tutti a piattaforma con pin, al cui interno si trova il sistema di aggancio/sgancio).
L’incavo per il montaggio delle tacchette è particolare, infatti, Giro l’ha collocato leggermente più indietro rispetto ad altre calzature, in una posizione più “gravity oriented”. Sarà apprezzata dai discesisti, anche per una conseguenza importante sul comfort, contribuendo a ridurre lo stress sulle articolazioni – soprattutto la caviglia – e il carico muscolare sulle cosce in discesa.
In ogni caso possiamo raggiungere facilmente una posizione ideale per la pedalata (spostando le tacchette in avanti), sorprendentemente efficiente anche grazie alla rigidità sopra la media dell’insieme suola-intersuola. Infatti, spesso e volentieri scarpe del genere sono troppo morbide, richiedendo pedali a piattaforma sia per migliorare il comfort dell’appoggio sia per raggiungere il giusto supporto e quindi la desiderata efficienza nella pedalata.

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Mi piace percepire un insieme solido tra piede e pedale, e di conseguenza sentire la potenza impressa che si trasmette quando si pedala duro, una situazione frequente in ambito enduro e comunque ogni qual volta si vuole rilanciare l’azione.
Per finire, l’apertura intorno alla sede di montaggio delle tacchette è ampia, giustamente profonda, con le operazioni di aggancio e sgancio facili e intuitive per le esigenze del mondo gravity/enduro.

Conclusioni

Le Giro Chamber non sono leggerissime, pesando circa 560 g (a scarpa) per il numero 43, rimanendo comunque sotto la media di analoghe calzature di altri marchi (in attesa delle prossime Five Ten VXi Clipless che promettono di dare una scossa al settore). Anche la traspirabilità è apprezzabile considerata la struttura non così leggera e pensata per raggiungere altri obiettivi (robustezza e comfort).
Nel complesso mi hanno soddisfatto, rappresentando un’ottima opzione in ambito enduristico e anche gravity a scarpe da mtb con foggia e costruzione tradizionale.

Mi sento di promuovere le Chamber, per l’equilibrio offerto tra comfort ed efficienza nella pedalata, senza dimenticare la grande protezione offerta.

Gustatevi la presentazione delle Giro Chamber con il fortissimo dhiller Aaron Gwin

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A proposito dell'autore

Da oltre 15 anni nel mondo dell’editoria specializzata, come redattore di testate giornalistiche specializzate nel mondo mtb, dell’informatica e del multimedia, e come autore di manuali tecnici e guide d’itinerari dedicati alla mountain bike.