La manutenzione della MTB è un tema importante perché include sia la sicurezza che il divertimento. Sicurezza perché è importante verificare l’integrità del mezzo al fine di evitare spiacevoli incidenti e divertimento perché, anche se quello che succede non mette in pericolo la nostra incolumità, un banale guasto può rovinarci il giro, il nostro tanto sospirato momento di divertimento in mezzo alla natura.

Fare manutenzione alla propria bike è anche un modo di ritrovare il nostro equilibrio interiore dopo una settimana di lavoro stressante. Inoltre, un mezzo ben controllato lavorerà alla perfezione restituendoci una sensazione di armonia e controllo ad ogni manovra effettuata.

Ecco perché a mountainbike.bicilive.it abbiamo deciso di realizzare questa Guida alla manutenzione di base delle nostre mountain bike, con un punto di vista dedicato principalmente ai principianti, a chi è alle prime armi.

Ciclomeccanico lavora sulla trasmissione di una MTB

Manutenzione di base della MTB per principianti: la nostra Guida

Per chiarezza suddivideremo questo nostro articolo tutorial in due parti, una dedicata alla manutenzione da fare dopo ogni uscita e una dedicata alla manutenzione periodica, vale a dire quella serie di operazioni che si effettuano ogni sei o dodici mesi.

La manutenzione post-giro è composta da azioni piuttosto semplici che possiamo eseguire in autonomia, tranne nel caso in cui durante il giro la bici abbia subito un danno abbastanza importante come una ruota molto storta o un cerchio danneggiato: in tal caso dobbiamo rivolgerci a una ciclofficina che disponga di attrezzatura specifica per sistemare il problema o essere molto esperti e dotati degli strumenti adatti.

Ciclista si dedica alla manutenzione della sua mountain bike

La manutenzione periodica richiede invece quasi sempre l’intervento di un professionista e quindi si riferisce a un intervallo di manutenzione più lungo e duraturo.

In entrambi i casi consigliamo l’utilizzo di un cavalletto e di guanti di protezione per tutte le operazioni da effettuare sulla bike ed eventualmente di occhiali protettivi nel caso di lavori con parti in movimento: anche un piccolo detrito che si stacca dai pignoni e finisce nell’occhio può diventare una faccenda seria.

Infine, tutti questi sono controlli che possono essere effettuati anche su una mountain bike elettrica, chiaramente poi batteria, display e motore richiedono altre attenzioni che affronteremo in un articolo dedicato.

Ecco il sommario di questa Guida:
Controlli ordinari della MTB prima di uscire
Controlli e manutenzione ordinaria della mountain bike
- Controllo della trasmissione della MTB
- Controllo dei pedali
- Controllo della viteria della bici
- Controllo della forcella e del telaio
- Verifica gioco serie sterzo
- Controllo dei freni
- Centratura disco dei freni
Manutenzione periodica della MTB a lungo termine
- Manutenzione delle sospensioni
- Ingrassaggio della serie sterzo
- Smontaggio e ingrassaggio del movimento centrale
Conclusioni

Un meccanico che fa manutenzione alla trasmissione di una mtb

Controlli ordinari della MTB prima di uscire

Finalmente è arrivato il momento tanto agognato, possiamo salire in sella e fare una scorpacciata di salite, discese e natura. La nostra mountain bike in questo momento dovrebbe essere già in ordine per merito della manutenzione che abbiamo fatto ritornati dal giro precedente e di cui parleremo tra poco. Consiglierei però, se la bici è già a riposo da alcuni giorni in garage, di dare una veloce controllata alle gomme per verificare che la pressione sia corretta.

Le variabili al giorno d’oggi sono tantissime ma come indicazione di massima si può partire da 1,8 bar all’anteriore e 2,0 bar al posteriore per un setup “all mountain” e gomme a spalla singola non rinforzate, rider sui 75 kg. Partendo da questo suggerimento molto generico possiamo dire che una pressione troppo alta ci protegge dalle pizzicature o forature e ripara un po’ di più il cerchio dai colpi ma al tempo stesso riduce la superficie di contatto a terra e diminuisce la tenuta rendendo la MTB molto nervosa e instabile da condurre sulle superfici tecniche.

Dal lato opposto una pressione bassa aumenta la presa della superficie di contatto, ma se è troppo bassa aumenta la possibilità di forature, di danneggiamenti al cerchio, di stallonamenti e crea una superficie poco stabile.

Rider MTB aggiusta la sua bici nel garage di casa

La giusta pressione e il “polliciometro”

Sul web potete trovare molte tabelle che indicano la pressione da tenere in base alla dimensione del cerchio, alla dimensione dello pneumatico e al peso del rider: sono tre fattori importanti ma, come dice anche il nostro esperto tester Claudio Riotti “non sono sufficienti a stabilire un valore così personale.

La pressione giusta è un valore molto soggettivo che dipende anche dalle proprie preferenze, il peso del rider, lo stile di guida, la larghezza e carcassa dello pneumatico usato, il tipo di percorsi, il meteo, la presenza o meno di sistemi di protezione per il cerchio delle MTB (salsicciotti, mousse, inserti, ecc) e altre variabili ancora“.

Il consiglio migliore che possiamo darvi è partire da una pressione alta, diciamo 2 bar per rider fino a 75 kg e 2,2 oltre i 90 kg e percorrendo più volte il vostro “sentiero test” provate a ridurre di 0,1 bar per volta fino a quando le vostre sensazioni di guida non saranno ottimali, senza arrivare mai a sentire che la spalla della gomma ceda in curva o il cerchio urti sassi e radici.

Arriverete in questo modo ad avere una vostra sensibilità personale che vi permetterà di regolarvi sulla pressione migliore per le vostre caratteristiche fino al raggiungimento della “laurea in regolazione delle pressioni degli pneumatici” che è rappresentata dal tanto agognato polliciometro: pratica diffusa tra i rider con esperienza, consiste nel rilevare il giusto valore applicando una pressione sullo pneumatico con il dito pollice (scherziamo, sarebbe molto più indicato avere sempre con sé un piccolo manometro digitale, del costo inferiore a 10 euro).

Di certo possiamo consigliare di mantenere una pressione inferiore all’anteriore rispetto al posteriore, questo per avere maggior grip sulla ruota che ci dà la direzione e un po’ più di sostegno sulla posteriore che prende gran parte del peso del rider e anche urti più importanti.

Un uomo controlla il gonfiaggio dei pneumatici della mountainbike

Controlli e manutenzione ordinaria della mountain bike

Abbiamo terminato il nostro giro, siamo soddisfatti e la serotonina messa in circolo dalle pedalate ci ha messo di buonumore.

Adesso però, dopo la birra o il caffè (senza dimenticare di reintegrare le energie spese con un buon spuntino post giro, come indichiamo nella nostri consigli per l’alimentazione in bici), dobbiamo rendere omaggio alla nostra “bimba” facendo alcune semplici ma essenziali operazioni di manutenzione:

  • Controllare lo stato delle gomme: se avessimo bucato ce ne saremmo accorti ma può succedere che un colpo abbia danneggiato la tela e la gomma possa presentare un bozzo, un rigonfiamento, una sorta di bernoccolo, in tal caso è bene sostituire lo pneumatico perché potrebbe scoppiare da un momento all’altro.
  • Far girare la ruota per vedere se è correttamente centrata. Se presenta un leggero sbandamento controllare la tensione dei raggi appoggiando il pollice e spingendo leggermente per vedere se c’è gioco. Dove riscontriamo raggi meno tesi provvediamo con una chiave tiraraggi a stringere di poco i nippli, procedendo di un quarto/mezzo giro per volta in senso orario. Una volta tensionati i raggi molli, fate girare la ruota per vedere se è centrata. Se invece la ruota dovesse presentarsi molto storta e quindi con sbandamento laterale evidente conviene portarla dal ciclista di fiducia che la sistemerà con l’apposito centraruote.
  • Nel fare girare la ruota controllate anche il corretto scorrimento dei mozzi e l’allineamento dei dischi nella pinza: in sostanza se la ruota gira liberamente senza presentare rallentamenti improvvisi va tutto bene, se invece rallenta in modo anomalo allora è il caso di controllare che non ci sia un disco storto. Parliamo di come raddrizzarlo più sotto. Se si sente un rumore come di sassolini nella ruota potrebbe trattarsi del mozzo, quindi,  è meglio rivolgersi ad un professionista.

Sotto in figura potete vedere dove si trovano i nippli e un esempio di chiave tiraraggi facilmente reperibile per pochi euro.

Dettaglio delle componenti di una ruota per bici e di una chiave tiraraggi

Controllo della trasmissione della MTB

Un altro controllo importante da fare è quello della trasmissione. Parliamo quindi di catena, pacco pignoni e corone. È di fondamentale importanza al termine del giro pulire bene la trasmissione e lubrificarla. Questa operazione si dovrebbe effettuare ad ogni uscita ma se il giro è stato breve e non polveroso potreste farla ogni due o tre uscite.

Dopo aver lavato la nostra MTB, il grosso dello sporco se n’è andato ma la trasmissione, a causa della presenza dell’olio lubrificante, attira molta polvere e terra creando un impasto oleoso che va rimosso con un apposito detergente. Potete usare uno sgrassante per catena specifico, ne esistono di svariati marchi e prezzi, magari preferitene uno biodegradabile.

Vi serviranno un pennello (potete trovarne di già predisposti con lama di plastica seghettata), una spazzola e un pulisci catena. Riguardo al lubrificante per catena ne esistono di diverse marche e tipologie: no agli spray, preferite un dosatore a goccia, e sarebbe utile usare un lubrificante “dry” se le condizioni sono secche e uno “wet” se si va a girare sul bagnato. A riguardo di fango e pioggia vi consigliamo il nostro video 10 consigli per abbigliamento invernale in eMTB.

Quindi, spruzzate lo sgrassante sulla catena, pacco pignoni e corona, distribuendolo bene sulla catena e sulla corona anteriore e lasciandolo agire per qualche minuto. A questo punto usate il puliscicatena per liberare la catena dal grasso più ostinato e con la spazzola per pignoni potrete togliere lo sporco con l’estremità seghettata tra una corona e l’altra. Con la spazzola andate anche ad agire sui denti (all’interno ed esterno) della corona e delle pulegge del cambio, che se trascurate si incrostano fino a bloccarsi.

Una volta rimosso lo sporco potete rimuovere il detergente ancora presente con carta assorbente o con uno straccio pulito e lubrificare la catena.

Per la lubrificazione basta una piccola quantità di prodotto: se usate poco olio la catena diventerà secca dopo l’uscita, ma se è troppo “unta” attirerà polvere e sporco che si accumuleranno, aumentando così l’attrito e diminuendo l’efficienza e quindi la durata dell’intera trasmissione.

Idealmente bisognerebbe lubrificare ogni piccolo perno della catena con una goccia di olio, lasciarlo penetrare e poi passare uno straccio a togliere l’eventuale prodotto in eccesso. Ad operazione terminata, la trasmissione dovrebbe risultare visivamente pulita e passando un dito sulla catena questo dovrebbe riportare solo una leggerissima impronta di olio.

Un puliscicatena e una spazzola per bici

Conviene inoltre di tanto in tanto verificare lo stato di usura della catena tramite un apposito calibro per catena. Il calibro è uno strumento che si trova a poco prezzo in qualsiasi negozio specializzato o sul web.

Come potete vedere dalla figura sotto il calibro possiede un aggancio su un’estremità, per permettere l’inserimento su una maglia, e due puntali per lato sull’altra estremità, che riportano rispettivamente una misura di 0,75 e una misura di 1.

La prima misurazione va fatta con il puntello dalla parte con scritto 75, se il puntello entra completamente vuole dire che la catena è consumata e va sostituita; se non entra, la catena è a posto.

Se dovesse entrare il puntello dal lato sul quale è indicato 75 bisogna anche fare la prova dal lato con la scritta 100: se anche questo entra vuol dire che andranno sostituiti anche il pacco pignoni e le corone perché l’usura della catena è così avanzata e quindi l’allungamento della stessa ha danneggiato il resto della trasmissione. Se invece il puntello da 100 non entra sostituiremo solo la catena.

Un calibro per catena da bici

Controllo dei pedali

Si tratta di un controllo veloce: dovete verificare che i pedali non abbiano giochi e siano stretti. Afferrate il pedale e verificate che sia ben saldo sulla pedivella e poi controllate con una brugola da 6 mm, da 8 mm o una chiave inglese da 15 che il perno sia ben avvitato.

Nel caso che non lo sia, svitatelo del tutto. Vi ricordiamo che tutti i pedali da bici hanno lo stesso verso: il pedale destro (spesso marchiato con R) si avvita normalmente in senso orario. Il pedale sinistro (marchiato L o con due piccole ghiere lavorate sul perno) invece si avvita in senso antiorario. Per ricordarsi facilmente, entrambi i pedali si svitano vero la ruota anteriore e si avvitano verso la posteriore.

Una volta svitati i pedali, puliteli con uno straccio e ungete il filetto con del grasso al rame o al litio che è un ottimo antigrippante. In questo modo si evita la microsaldatura dei filetti che ne comporta il grippaggio.

Se utilizzate pedali flat verificate che i pin siano ben stretti, non siano consumati o rovinati: nel caso potete sostituirli con quelli nuovi. Spesso ci sono dei pin di ricambio nelle confezioni dei pedali.

Se usate pedali a sgancio verificate che il meccanismo sia pulito in modo che svolga al meglio la sua funzione, se non lo è provvedete a ripulirlo con una spazzola e poi soffiatelo con il compressore se lo avete, dopodiché lubrificate il tutto con uno spray al teflon. La pulizia e la lubrificazione faranno in modo che l’accoppiamento con la scarpa sia funzionante e sicuro. A riguardo vi consigliamo il nostro tutorial dedicato alla scelta dei pedali flat e pedali a sgancio.

Se usate i pedali a sgancio e relative scarpe, almeno una volta al mese controllate il serraggio delle tacchette sotto alla suola.

Dei pedali a sgancio e delle scarpe per mtb

Controllo della viteria della bici

Questa è un’operazione da compiere indicativamente una volta ogni due settimane, ma anche più frequentemente se il giro vi ha portato a percorrere pietraie, fare salti e drop, insomma sollecitando molto la vostra mountain bike.

Vi consigliamo di procurarvi una chiave dinamometrica, in particolar modo se avete un telaio in carbonio: dovete rispettare le coppie di serraggio scrupolosamente.

La chiave dinamometrica per bici

Sarà sufficiente impostare la coppia espressa in Nm scritta in prossimità del dado da serrare con la chiave. Se utilizzate la chiave dinamometrica, il suo “clac” vi avviserà se siete già a coppia oppure no, se usate una brugola normale assicuratevi che il dado non sia smollato e serrate senza esagerare con la forza.

Facendo questa operazione su tutta la viteria della bici sarete tranquilli che la mountain bike non perda i pezzi, magari proprio nel bel mezzo di uno scassato o mentre state saltando felici nei boschi.

Quindi dovrete controllare le viti di fissaggio di:

  • Ammortizzatore
  • Pinze dei freni
  • Dischi freni
  • Attacco manubrio
  • Manopole
  • Sella
  • Pedali
  • Collarino reggisella
  • Motore (se una ebike)
  • Vite del magnete sul raggio (se presente su ebike)

Controllo della forcella e del telaio

Dovete verificare che gli steli della forcella siano puliti e non presentino righe o graffi che potrebbero comprometterne il buon funzionamento. Se è tutto in regola usate dello spray al silicone per lubrificare gli steli e mantenerli in buono stato di funzionamento. Sotto riportiamo la nomenclatura della forcella per i biker alle prime armi.

Dettagli della forcella ammortizzata di una bici mtb

Dopo aver sistemato la forcella vi consigliamo di procedere sempre ad un’ispezione visiva del telaio prima di rimettere la vostra bimba a risposo.

Dobbiamo ispezionare sempre il telaio per verificare l’eventuale presenza di bozzi o graffi profondi e nel caso sottoporli al proprio meccanico di fiducia. Ricordiamo che l’alluminio lavora a fatica e non “molla” di colpo perché subisce e tollera una certa deformazione prima di rompersi, il carbonio invece è più resistente dell’alluminio, ma occorre maggior attenzione a piccole spaccature che potrebbero far rompere il telaio improvvisamente.

mtb-tutorial-manutenzione-2021-telaio

Verifica gioco serie sterzo

Può succedere anche con una bicicletta nuova fiammante. Il gioco si verifica se, con la leva del freno anteriore tirata, spingendo la bici in avanti e indietro sentite un piccolo scatto, cioè il manubrio ha un piccolo gioco avanti e indietro. Verificate ponendo indice e pollice sotto all’attacco manubrio o sopra all’archetto della forcella, qui lo sentirete meglio.

La soluzione a questo problema è piuttosto semplice: allentate i dadi dell’attacco manubrio con una chiave esagonale da 4 o 5 mm e serrate la vite del tappo della serie sterzo con una chiave esagonale da 4 o 5 mm senza serrare troppo per non estrarre il ragnetto dall’interno.

A questo punto frenate con il freno anteriore e controllate se c’è ancora gioco, non dovrebbe più esserci, quindi andate a serrare i dadi dell’attacco manubrio. Se avete una chiave dinamometrica serrateli al valore indicato sull’attacco manubrio stesso.

mtb-tutorial-manutenzione-2021-serie-sterzo

Controllo dei freni

Al rientro dal giro conviene sempre dare una sbirciata alle pastiglie dei freni. È sufficiente controllare quanto materiale (ferodo) è rimasto sulle pastiglie: guardando il disco del freno spostate lo sguardo alla destra e alla sinistra del disco, scorgerete le due pastiglie e il relativo spessore residuo. se volete fare un bel lavoro, togliete la ruota e controllate con una luce, anche quella in dotazione nel flash dello smartphone.

Se il materiale della pastiglia è molto sottile, meno di 1 mm, è bene sostituirle. Se si consumeranno completamente, la frenata avverrà tra placca di supporto e disco andando a rovinare il disco che poi sarà da sostituire.

mtb-tutorial-manutenzione-2021-pistoncini

Sostituzione pastiglie:

  • Smontare la ruota;
  • Togliere il perno che tiene unite le pastiglie alla molla;
  • Estrarre le pastiglie;
  • Spruzzare del pulitore per freni per ripulire lo sporco accumulato;
  • Mandare i pistoncini (come vedete da figura sopra) in battuta, utilizzate l’apposita paletta oppure, se non l’avete usate i cacciagomma in plastica: non usate cacciaviti che possono rovinare i pistoncini, specie se sono ceramici come quelli Shimano;
  • Adesso potete inserire le pastiglie nuove ricordandovi di apporre la molla in mezzo, inserite il fermo o il perno che li vincola alla pinza e rimontate la ruota.

Se, nonostante le pastiglie nuove, le leve (o una sola delle due), vanno a fine corsa, oppure la frenata non è diretta, spugnosa e lenta, occorre fare uno spurgo: si tratta di rimuovere bolle d’aria dal sistema.

Queste con il tempo si possono formare all’interno del fluido, portando a un rapido decadimento della potenza e del feeling sulla leva. È un’operazione delicata, se non l’avete mai fatta potete rivolgervi al vostro ciclista di fiducia.

Dettaglio delle componenti della pinza dei freni a disco

Centratura dischi dei freni

Una cosa molto comune è sentire un rumore di strisciata che proviene dai freni: si tratta di un fastidioso intermezzo mentre siete nella tranquillità di un giro in mezzo ai boschi.

Per eliminarlo è sufficiente centrare i dischi dei freni, un’operazione piuttosto semplice: con la chiave a brugola allentate le due viti della pinza dei freni, a questo punto serrate la leva del freno e con la leva tirata stringete poco alla volta le due viti fino al completo serraggio. Nella maggior parte dei casi basta questo a togliere il “zin-zin” dei dischi.

Già che ci siete, controllate l’usura del disco: se c’è un gradino evidente tra pista frenante e corpo del disco o se il disco ha le razze nere per il surriscaldamento è il caso di cambiarlo.

Dettaglio dei bullonino della pinza dei freni per la centratura

Se il rumore di sfregamento dovesse persistere potrebbe essere il disco che, avendo subito surriscaldamento o un urto, si è deformato: in questo caso potete provare a raddrizzarlo. Se non avete le pinze apposite potete usare la classica pinza a becchi avendo cura di mettere un panno tra il disco e i becchi della pinza. Facendo con cura, senza usare troppa forza, il disco si raddrizzerà.

Se anche questo tentativo fallisse a questo punto dovrete far sostituire il disco dal vostro meccanico di fiducia.

Nota importante: NO all’autolavaggio

Prima di terminare questo capitolo dedicato alla manutenzione settimanale o comunque periodica a breve termine vi ricordiamo che è di fondamentale importanza il lavaggio della mountain bike alla fine di ogni giro, avendo cura di non usare le classiche lance degli autolavaggi ma un’idropulitrice che non abbia un’eccessiva pressione: questo per evitare di dilavare il grasso lubrificante dei cuscinetti e dei vari meccanismi della bicicletta e anzi, far entrare ancora di più lo sporco negli interstizi della bici.

La lancia dell’autolavaggio è sì la soluzione più economica e veloce ma un uso prolungato di acqua ad alta pressione andrebbe ovviamente a far perdere la lubrificazione dei vari componenti, accorciando la loro vita e obbligandovi a manutenzioni e spese aggiuntive.

Vi rimandiamo all’articolo dedicato per maggiori dettagli su come eseguire un lavaggio accurato e corretto della MTB.

Un uomo pulisce la propria mountainbike con l'idropulitrice

Manutenzione periodica della MTB a lungo termine

Gli interventi che si fanno su periodi più lunghi sono sostanzialmente tre:

  • Manutenzione della forcella e ammortizzatore;
  • Ingrassaggio della serie sterzo;
  • Smontaggio e ingrassaggio movimento centrale.

Manutenzione delle sospensioni

Occorre premettere che per questo tipo di manutenzione ci si deve rivolgere ai centri di assistenza specializzati o al vostro ciclista che provvederà a inviarli al suo concessionario di fiducia, specie se le sospensioni sono in garanzia.

Per la forcella l’intervallo di manutenzione consigliato è in genere di una volta all’anno. Ovviamente la frequenza di utilizzo, le condizioni più o meno gravose e il tipo di forcella usata influiscono sui tempi. Se uscite una volta a settimana e due volte all’anno in bike park si può allungare a 18 mesi.

Se la frequenza di uscita è maggiore andranno accorciati gli intervalli di manutenzione.

La manutenzione va fatta perché nonostante siano presenti le guarnizioni raschiapolvere e i paraoli, con il passare del tempo e con l’usura, la polvere e lo sporco riescono a entrare nel bagno d’olio e diffondendosi formano una miscela abrasiva che va a danneggiare gli steli e le boccole.

Gli ammortizzatori sono più duraturi in media perché hanno guarnizioni più robuste per sopportare pressioni di esercizio molto elevate. In ogni caso è consigliabile farli revisionare ogni 18 mesi se l’ammortizzatore è ad aria e ogni 12 mesi se avete un ammortizzatore a molla. L’ammortizzatore a molla è più robusto, ma se ne avete montato uno sulla vostra MTB è perché lo sottoponete sicuramente a sessioni di discesa piuttosto intense e quindi l’intervallo di manutenzione è un po’ più breve.

Anche qui influisce sempre la frequenza d’uso e le condizioni più o meno gravose. Sulla base di quanto vi abbiamo spiegato potete calcolare i vostri intervalli di manutenzione ideali.

Se ad esempio montate un “ammo” a molla ma uscite una volta a settimana facendo giri tranquilli potrete farlo revisionare tranquillamente una volta ogni due anni.

Il dettaglio di un ammortizzatore posteriore di una mtb

Ingrassaggio della serie sterzo

Anche questa è un’operazione piuttosto delicata che è meglio far eseguire da un professionista perché prevede lo smontaggio dell’attacco manubrio e della forcella, il relativo ingrassaggio delle parti e la conoscenza della giusta procedura per non far danni.

Consigliamo quindi di affidarsi a un buon professionista e, in condizioni di uso e frequenza non particolarmente gravosi, è sufficiente farlo eseguire una volta all’anno.

Smontaggio e ingrassaggio del movimento centrale della MTB

Nonostante le numerose guarnizioni e protezioni, è comunque facile che i cuscinetti si deteriorino o scorrano male. Ogni 6-12 mesi è consigliabile smontare il movimento centrale, pulirlo per bene e dare una bella ingrassata prima che sorgano problemi ai cuscinetti.

L’operazione non è particolarmente difficile ma ci addentriamo comunque nello specifico tecnico poiché esistono due tipologie di montaggio, l’Hollowtech II di Shimano e Il GXP di SRAM che hanno due modalità di smontaggio diverse.
Essendo anche questa un’operazione che per essere ben fatta richiede un minimo di esperienza, consiglio di rivolgersi al vostro ciclista di fiducia.

Dettaglio di un movimento centrale per mountainbike

Manutenzione di base sulla mountain bike: conclusioni

La discriminante per regolarsi sui tempi di manutenzione proposti in questo articolo è sempre il tipo di uso più o meno gravoso e la frequenza delle vostre uscite. È probabile che un principiante della mountain bike esca di meno e si dedichi a uno stile di guida che provoca meno usura al mezzo (quindi la sua frequenza di manutenzione sarà più dilatata) mentre un esperto appassionato esca molto di più e “stressi” di più il suo mezzo (quindi manutenzione più frequente e approfondita).

In questa guida per principianti speriamo di essere riusciti a darvi una guida esauriente sul tipo e la frequenza di manutenzione da effettuare sulle vostre MTB (e e-MTB) per mantenerle sempre in buone condizioni d’utilizzo.

Per le operazioni più complicate è possibile che in futuro potremo darvi delle indicazioni tramite articoli dedicati. Vi auguriamo buone pedalate e restate sintonizzati su mountainbike.bicilive.it!

Articolo di Roberto Calcagnile scritto in collaborazione con Claudio Riotti.

iscrizione newsletter

Iscriviti alla newsletter di BiciLive.it


Ho letto e accetto le Politiche di Privacy

A proposito dell'autore

Appassionato da sempre di sport. Le bici e le arti marziali lo accompagnano sin da bambino. Ama qualsiasi disciplina che preveda l’uso di due ruote a pedali, anche se la vocazione per eccellenza è la Mountain Bike, specie quando punta verso la discesa. Il Taijiquan diventa mestiere e la bici si coniuga perfettamente con la passione per la scrittura grazie alla collaborazione con la redazione di BiciLive.it.