La mountainbike come la conosciamo nasce come puro mezzo di divertimento

La mountainbike nasce perché dei folli americani si divertivano a buttarsi giù dai sentieri di Marin County in California con dei beach cruisers a contropedale. In realtà la bici è sempre stata utilizzata come mezzo di trasporto, ma l’arrivo dell’automobile l’ha relegata a semplice giocattolo e/o attrezzo sportivo.
Purtroppo per molti versi la continua evoluzione di questo fantastico mezzo che è la MTB ha creato macchine che, per la loro complessità, difficilmente possono essere utilizzate fuori dai percorsi di gara.

Le fat bike hanno spostato l’ago della bilancia

La fat bike è una bici brutta (al contrario delle fantastiche,coloratissime e tecnologiche astronavi da gara), è pesante, ma è inarrestabile.
Il fatto che sia già pesante di suo, permette di caricarla a dovere senza tante paranoie da grammomaniaco.
Una fat è una bici semplice che funziona e, insieme alle altre ruote “oversize” da 29”, ha riportato sul mercato telai e forcelle rigide, l’ammortizzazione è nelle gomme, inutile complicarsi la vita con le sospensioni.


Liberi da complicate parti mobili, alcuni fabbricanti hanno creato telai predisposti con attacchi per il materiale un po’ ovunque, non quindi classica bici da trekking, ma una vera MTB in versione “mulo”.
Da qui l’equazione è semplice: prendi una bici da montagna, già di suo in grado di spostarsi su ogni terreno, togli tutta la tecnologia che rischia di rompersi e richiede attenzione maniacale a regolazioni e tarature, predisponi il telaio con agganci per ogni sorta di bagaglio, senza l’inutile ingombro dei portapacchi, combina il tutto con accessori per l’outdoor leggeri e compatti (tende, sacchi a pelo, pannelli solari) e ottieni una perfetta macchina per l’avventura.


Una bici su cui è possibile caricare tutto il materiale per una spedizione, dalla canoa gonfiabile al materiale per l’arrampicata su roccia, per una esplorazione totale ed assolutamente ecocompatibile della natura.

Se vi state chiedendo come si fa a smontare il canottino e caricarlo sulla bicicletta e viceversa:

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A proposito dell'autore

Aldo Reynaudo ama le cose semplici e le bici essenziali, la vità è già troppo complessa per complicarsela ulteriormente nel poco tempo libero a disposizione. La bicicletta specie nella sua incarnazione primordiale, a ruota fissa, è così: nulla che non sia strettamente necessario.