Casco: Bluegrass // Goldeneye | La nostra valutazione
Comfort/Ventilazione 7.5
Estetica9
Sicurezza9
Chiusure8.5
Accessori9.5
prezzo
  • 120 €
8.7Il nostro voto
Ulteriori informazioniPeso rilevato: 364 g

Non potevo resistere senza parlare di questo casco! Mi ero ripromesso di fare un Long Term Test (e lo farò), ma dopo tre mesi di uscite è venuta l’ora di scrivere qualcosa: ecco a voi il GoldenEye della Bluegrass

Prima di entrare nel merito del Goldeneye, giusto una precisazione: questo casco ha debuttato all’Eurobike del 2013 ed è stato un successo. La sua linea ed estetica originale non può lasciare indifferenti; ed infatti è l’invidia di tutti i compagni di uscite. E non solo… mio figlio – che nelle pigre domeniche me lo sottrae furtivo – ne fa sfoggio con i suoi amici in adolescenziali scorribande enduristiche! Nel senso che lui ha 14 anni e il Goldeneye, insieme alla maglietta che l”ex campione” Carlo Gambirasio gli ha regalato, fanno “troppo figo”!!

Come è fatto

Bé, di Bluegrass già sapete, ormai. Ne abbiamo scritto qualcosa su queste pagine: azienda giovanissima e aggressiva, satellite dell’italiana MET. Tutti i prodotti di questa azienda sono caratterizzati da un design originale e da soluzioni innovative sia nell’estetica che nella costruzione. Per non parlare poi dei responsabili aziendali, gente giovane, simpatica e…

Ok Miss Elliott, let’s get down to the nitty gritty!

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Iniziamo dalla scatola: bella! E come non poteva esserlo? Naturalmente diversa dalle proposte dei concorrenti. Estrai il Goldeneye e come sapevamo è un notevole e robusto casco da enduro/all mountain, però leggero, a dispetto della sua mole molto rassicurante. Aggressivo quanto basta senza “pesare” sull’estetica. Dentro ci trovi, of course, il casco e… un’insolita scatolina targata MET! E’ l’utilissimo accessorio che porta il nome di MOPOV (acronimo di My Own Point Of View), un accessorio semplice da applicare e una volta montato vi scorderete di avere una telecamera sul casco. Si installa in corrispondenza della presa di ventilazione posta nella parte superiore. Questa feature davvero molto interessante è anche presente sui “cugini” Parachute e Parabellum della MET.

Altra feature non da poco è il passante posteriore per il fissaggio dell’elastico della mascherina: utile e pratico.

Ma, la caratteristica più interessante del casco non la si vede, è nascosta: la tecnologia di costruzione HES! Si trova scritto sul sito Bluegrass (finalmente in italiano) “Uno dei progetti di innovazione ingegneristica da noi sviluppati recentemente è la tecnologia di costruzione HES (Homothetic Embedded Skeleton)”. Incastrando una dentro l’altra parte delle due calotte possiamo ridurre il peso del casco e aumentare la sicurezza, offrendo inoltre nuove possibilità di configurazione ai designer”.

Inoltre la costruzione In Moulding, che fonde in un unico processo di stampaggio la parte interna (in polistirolo nera o grigia) e la parte esterna in policarbonato (quella decorata) restituisce molta più capacità di assorbimento rispetto alla comune tecnica denominata Twin-Shell. Ma non finisce qui: i cinturini di chiusura in kevlar; il Gravital Occipity Lock Advanced con cui si regola facilmente la chiusura sulla testa in maniera uniforme; l’imbottitura frontale GEL O2; la Visiera regolabile in stile MX. L’interno è pulitissimo, fatto a regola d’arte con le imbottiture anti-allergeniche in Coolmax e con tutta la viteria in alluminio anodizzato. E ancora gli 8 +1 (quello centrale che serve pure per l’inserimento del MOPOV) grandi fori di ventilazione. Last but not least, l’adesivo riflettente posteriore!

La Prova

Come ormai mi capita sempre più spesso, la misura del casco è un pelino più grande della mia circonferenza cranica: sono un 52 cm e trovare dei caschi adatti alla mia misura è diventato ormai davvero difficile. Decisamente, la “razza biker” a cui appartengo è rimasta ad un livello di evoluzione non più contemplata dai costruttori di caschi..! Sarà, così mi sono attrezzato di velcro e spessori di gommapiuma o pratici beanies sottocasco e risolvo tutto facilmente.

Indossato la prima volta percepisci subito una sensazione di grande volume che ti avvolge la testa: un po’ ingombrante? Sembra. Ma aspettiamo di usarlo sulla bici…

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Foto di Peppe Baldo

Il peso, che asseconda un aspetto massiccio, non è esagerato, anzi. Da dire che l’ho utilizzato oltre che per uscite enduristiche anche per lunghe escursioni in AM e non ho avuto alcun fastidio causato dal peso. La ventilazione offerta dai grandi fori e dalla visiera, che funge da vero e proprio deflettore, è perfetta. Certo, voi direte, usato in questi mesi invernali… No, no, credetemi che dalle mie parti i 20 gradi ormai sono diventati una costante! (E poi, vi prometto un update di questo test da effettuare in Marocco in primavera). Come già testato nel MET Kaos, la chiusura e l’imbottitura frontale in GEL 02 sono un toccasana. Con la rotellina posteriore il meccanismo permette di avvolgere con una pressione micrometrica la nostra preziosa testa, tutto a vantaggio del comfort. L’imbottitura in gel posta sulla parte frontale del Goldeneye ha la duplice funzione di far poggiare la nostra fronte su un supporto morbido e di fermare il sudore che scende sugli occhi; ambedue le funzioni gli riescono egregiamente. La visiera facilmente regolabile non dà alcun fastidio alla vista e risulta invece molto utile sia per riparare dalla luce sugli occhi che per convogliare l’aria sui fori di ventilazione. Ottima la sensazione di protezione: ti avvolge senza lasciare  scoperte aree a rischio, è uno dei pochissimi caschi testati che offre un’ampia protezione anche sulla nuca. Caratteristica quest’ultima che a volte, in discese ripide, ha fatto cozzare la parte posteriore del casco con lo zaino idrico! Cosa abbastanza fastidiosa perché si abbassa il casco sulla fronte ed oltre al disagio provoca anche una diminuzione della visibilità. L’accessorio per il fissaggio della telecamera sul casco è davvero molto semplice da montare e smontare, sicuramente molto più stabile e sicuro degli accessori in dotazione agli attrezzi di ripresa o normalmente in commercio. Per gli smanettoni delle video riprese è un vero è proprio prodigio!

Conclusione

In definitiva il Goldeneye è un casco che restituisce grande sicurezza al rider, già solo alla vista ti infonde fiducia. Comodo lo è, tutti gli accorgimenti costruttivi innalzano la qualità del casco in generale e il comfort, sebbene il peso non sia comunque basso: 364 g ci sono, ma spesi decisamente bene. Se non fosse stato per la misura un po’ grande sarebbe il casco che userei sempre! I features di questo Goldeneye sono poi delle vere chicche, tra il GEL02, il MOPOV e il passante posteriore per i goggles non saprei quale scegliere. E per ultimo, l’estetica e la qualità dei materiali ne fanno un casco da far invidia!

La chicca

Il kit MOPOV per la telecamera

La pecca

Al solito, non esiste una misura S

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A proposito dell'autore

Da sempre un grande appassionato di natura e bici e accanito difensore dell’ambiente. Lavora come organizzatore di bike tour con il suo Coast2Coast in tutta l'area del Mediterraneo, inoltre da anni collabora come freelance per alcune delle più importanti riviste di mountain bike italiane.