Il mondo della mountain bike è in continua evoluzione e il semi plus ne è l’ennesima conferma. Di che si tratta?

Dopo l’avvento delle gomme 27,5 “plus (chiamate anche 650b plus) da 2,8″ e 3″ di larghezza, lanciate nel 2014 e consolidate negli anni scorsi, oggi sempre più aziende stanno offrendo modelli di pneumatici da 2,6″ sul diametro 27,5″ e 29″, che molti ormai hanno definito “semi plus”.

Vediamo il perché di questo formato.

foto di un insieme di pneumatici mtb

Sono centinaia i modelli di gomme mtb con tassellature, carcasse e misure differenti: mancava davvero il formato semi plus?

Pneumatici mtb, un passo indietro

Per capire da dove arrivi il semi plus è doveroso un piccolo riassunto. Gli pneumatici da mtb esistono in diversi formati, a seconda della tipologia e della destinazione d’uso.

Le larghezze degli pneumatici mtb: tradizionale, plus e fat

Nelle tipologie “normali” come sezioni generalmente si va dai 1,8/2,25″ dell’xc ai 2,25/2,4″ per all mountain ed enduro fino ai 2,5″ per il downhill.

Il formato 27,5 “plus, o 650b plus, va dai 2,8 ai 3,25″. Infine abbiamo dai 3,8″ ai 5″ per gli pneumatici delle fat bike, queste ultime tornate nuovamente nella loro nicchia dopo il boom del 2014/2015.

Ogni formato (normale, plus e fat) ha un certo range di larghezze del canale del cerchio su cui può essere montato, e su questo torneremo tra poco.

I diametri delle ruote mtb: 26″, 27,5″, 29″.

“Ripassiamo” velocemente i tre diametri ruota mtb:
- il 26″, resiste in ambito bici da dirt e mtb di fascia entry level o bambino, anche se sta tornando in voga sulle ebike da bambino e ragazzo;
- il 27,5″ (o 650b), che ha praticamente sostituito il 26″;
- il 29“, inizialmente diffuso nell’xc, ora è tornato di prepotenza in ambito trail ed enduro e sempre più presente anche nel downhill.

Quindi, dopo il passaggio dalla ruota 26″ alla 27,5″ di ormai quattro anni fa (di cui vi segnaliamo il simpatico articolo sui tre formati scritto all’epoca da Cristiano Guarco e Luca Masserini), il mercato ha visto un allargamento dei cerchi e dei copertoni in praticamente tutti gli ambiti, dove più volume d’aria significa anche più comfort di guida, più impronta a terra e quindi grip maggiore.

La creazione delle gomme 27,5 plus deriva anche da questo, assieme all’esigenza di trovare un compromesso tra gomme fat e gomme normali per soddisfare quanti volevano una fat ma senza la resistenza al rotolamento che queste ultime danno, create per viaggiare sulla neve o sulla sabbia e troppo specifiche per la maggior parte dei biker.

Possiamo quindi affermare che il semi fat, specialmente il 2,6″ , è nato proprio per la stessa esigenza, ovvero trovare il giusto compromesso tra il formato plus e quello normale.

foto di due modelli di Maxxis in formato plus da 2,8", il Minion DHF e il Minion DHR II.

Due modelli di Maxxis in formato plus da 2,8″, il Minion DHF e il Minion DHR II, con tassellatura aggressiva per anteriore e posteriore.

Il 27,5 plus, pregi e difetti

Il formato plus da 2,8/3,0″ ha preso piede più di quanto molti si aspettavano, per la facilità di guida che dona, l’immensa trazione in salita sulle ebike, il comfort che regala sulle front da trail. A basse e medie velocità, una mtb con gomme plus risulta più stabile e trasmette maggior sicurezza, quindi risulta ottima per i neofiti.

Tuttavia il 650b plus porta con sé dei lati negativi che chiunque lo abbia provato può confermare: scarsa scorrevolezza nel pedalato, poca precisione in curva nella guida aggressiva, un effetto di rimbalzo accentuato se gonfiato troppo, una spalla poco robusta se utilizzato a pressioni basse, con pizzicature e tagli nella carcassa, quest’ultima molto leggera per cercare di contenere il peso finale.

Per esempio, nel test della Specialized Stumpjumper 6Fattie con le ruote da 27,5″ plus da 3,0″ ci aveva decisamente soddisfatto ma mancava giusto quel pizzico di precisione di guida che un 2,8″ e ancor più un 2,6″ riescono a fornire.

La nascita del formato 2,6″

Così come per il 27,5 plus, anche il 2,6″ è la conseguenza di una necessità: essenzialmente è nato perché mancava una tipologia di gomma da trail in questa fascia e servivano degli pneumatici concepiti appositamente per i cerchi più larghi in commercio, da 30/35 mm.

Infatti, a parte pochi casi (tra cui i Maxxis Wide Trail) negli pneumatici si è creato un vuoto tra il formato standard e il plus: nei cataloghi delle maggiori marche c’era un salto dal 2,35″ direttamente al 2,8″ o dal 2,3″ al 3.0″, senza misure intermedie e con il formato da 2,5″ disponibile solo per i modelli pesanti da downhill.

foto della gomma Specialized Slaughter semi slick posteriore.

Specialized è stata una delle prime aziende a credere nel 2,6″, equipaggiando le sue Enduro (negli USA) già dallo scorso anno. Qui la Slaughter 27,5×2,6″ semi slick posteriore che ho potuto provare abbinata a una Butcher 27,5×2,6″ anteriore. (Foto: Harookz)

Ecco invece che con il 2,6″ arrivano degli pneumatici concepiti per i cerchi più larghi e con delle tassellature sia intermedie sia aggressive ma con carcasse più leggere di quelle da dh e in diversi casi più robuste di quelle 27,5 plus.

A mio avviso ritengo le semi plus un buon compromesso: ho testato le 2,6″ in un paio di occasioni su ruote 2,7,5 e cerchi da 29 mm di diametro interno. Per diversi ambiti, soprattutto sentieri naturali ricchi di rocce, sali scendi, sezioni ripide, terreno smosso o radici, il 2,6″ paragonato al 2,3/2,4″ dà quel pizzico di grip e di volume in più che si trasforma in maggiore confidenza, senza gli svantaggi del 2,8/3,0″.

Precisazioni sul formato 2,6″

Giusto per precisare, il 2,6″ è un nuovo formato ma non un nuovo standard, quindi non necessita di particolari accorgimenti se non lo spazio necessario tra gli archetti della forcella e i foderi del carro per essere ospitato.

Il già citato standard boost presente ormai sulla stragrande maggioranza delle trail bike e bici da enduro moderne fa sì che sia possibile montare tranquillamente una copertura da 2,6″.

Ma c’è di più: anche una forcella normale e un carro non boost possono ospitare una gomma semi plus (considerando mtb recenti, a seconda dei modelli e delle aziende). Particolare attenzione vuole il passaggio ruota posteriore: la gomma da 2,6″ potrebbe interferire con la catena e i foderi, soprattutto in presenza di fango, per cui serve valutare caso per caso.

foto di un pneumatico su una mtb

Un passaggio ruota tra i foderi del carro davvero al limite: in questo caso un po’ di fango potrebbe bloccare la ruota.

Caratteristiche tecniche e prezzi del formato semi plus 2,6″

Larghezza interna dei cerchi: per ospitare un 2,6″ (e sfruttarne i vantaggi) serve un cerchio con canale compreso tra 29 e 45 mm di larghezza interna. Le semi plus possono essere montate sia su ruote normali 27,5 o 29 sia su ruote 27,5 plus, che hanno in genere un canale da 40 o 45 mm.

Fermo restando che ogni marchio ha le sue misure, con il semi plus si parla di un incremento di volume del 7% passando da un 2,5″ a un 2,6″ e ancora di più se si considera il salto da un 2,3″ a un 2,6″.

A parità di cerchi, come dimensioni un 2,6″ è circa 2-4 di millimetri più alto e largo di un 2,3″: ciò si ripercuote sulle geometrie della bici, in particolare sull’altezza del movimento centrale e di conseguenza sul comportamento della mtb stessa, stesso discorso se si passa da un 3,0/2,8″ a un 2,6″.

Per quanto riguarda il peso delle gomme mtb 2,6″ è difficile fare una stima generale perché dipende dai modelli, dalla carcassa e dalla mescola, inoltre alcune aziende hanno dei semi plus più leggeri e altri più pesanti. Indicativamente siamo intorno agli 800/970 grammi per il 27,5×2,6″ e 900/1000 grammi per il 29×2,6″.

Tenete conto che in una trasformazione tubeless (sempre molto consigliata) serve una maggior quantità di liquido anti foratura, circa il 40% in più rispetto alla dose di una gomma da 2,3″ di pari diametro.

I prezzi vanno dalle 40 alle 60 euro per pneumatico a seconda dei modelli e delle marche, anche in base alle tecnologie impiegate nella mescola e nella carcassa.

foto della gomma 2,6 specialized

La Specialized Butcher 2,6″ con mescola Gripton, testata nella comparativa ebike tra Tubo Levo e Turbo Kenevo. (Foto: Harookz)

Semi plus, per chi è

Il 2,6″ potrebbe essere la soluzione per chi arrivi dal formato plus (3″ o 2,8″) e necessiti di un copertone più agile e preciso senza voler rinunciare al volume di aria maggiorato e al grip (tipica situazione che riguarda la guida delle eMTB), dove con il peso e la stabilità della ebike si tende ad andare più forte in discesa per poi “massacrare” le gomme plus perché troppo leggere come carcassa. Un esempio è la tedesca Cube che ha equipaggiato di serie le sue ebike con pneumatici da 2,6″ con carcassa robusta da 67 TPI, oppure Specialized, Scott e tanti altri marchi che ormai credono in questo formato.

Dall’altro lato, il 2,6″ può essere indicato per chi abbia una mtb o una ebike non plus e voglia provare il feeling del formato semi plus senza dover sostituire componenti o cambiare bici, magari optando prima per un 2,6″ più aggressivo all’anteriore (per valutare gli ingombri nei passaggi ruota) e regolarsi di conseguenza con un disegno più scorrevole al posteriore o, se lo spazio non lo permette, scegliere un 2,4″ con un buon volume.

Che cosa indica la sigla TPI

In entrambi i casi, attenzione alla scelta. Parliamo di TPI: la sigla TPI (a volte EPI) indica i fili per pollice presenti nella carcassa ed è l’unità di misura della flessibilità degli pneumatici: più è basso il valore e più la gomma risulta rigida e pesante, più è alto e maggiori saranno il comfort e la scorrevolezza uniti a meno peso ma meno robustezza.

Le carcasse a 120 TPI utilizzate in molte gomme plus e semi plus non sono tutte uguali. Tra i produttori c’è chi utilizza carcasse più robuste per il 2,6″ e chi no.

Alcune aziende come Maxxis propongono lo stesso modello da 2,6″ a 120 o a 60 TPI, oppure Vee Tire sul 2,6″ utilizza 72 TPI, Schwalbe invece per carcasse 2,6″ sceglie il 67 TPI: abbiate cura di “toccare con mano” lo pneumatico che andrete a montare o almeno di analizzarne attentamente le specifiche in base all’uso che vorrete farne.

Conclusioni

Le preferenze sugli pneumatici sono strettamente connesse allo stile di guida, al tipo di bici, al terreno e ai gusti personali.

In attesa di test più approfonditi sul nuovo semi plus, consigliamo ai lettori di provare le varie soluzioni che offre il mercato per capire quello che piace di più senza farsi convincere dal marketing o da “ciò che si dice in giro”.

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A proposito dell'autore

Patito delle due ruote fin da bambino, bmx, motocross, le prime mtb. Dal 2007 sui campi di gara enduro e downhill in tutta Italia, dal 2013 è istruttore di mountain bike presso Gravity School. Con BiciLive fin dall'inizio, la bici è il suo pane quotidiano!