Test pedali flottanti 8 Degree Pedal X8-2: la rivoluzione del flat? Claudio Riotti 3 Febbraio 2026 Test Alcuni mesi fa abbiamo visto questo prodotto sui social e poi anche montati su una ebike in fiera all’Italian Bike Festival. Incuriositi, abbiamo contattato il distributore italiano per per riceverne un paio da testare. Gli 8 Degree Pedal sono dei pedali flat per uso MTB, gravel, BMX, con modelli in arrivo anche per strada e cyclette. Grazie alla loro costruzione molto ingegnosa hanno la particolarità di essere flottanti di +/- 4° in avanti e indietro (quindi 8° totali e da qui il nome). La storia dietro 8 Degree Pedal 8 Degree Pedal nasce dall’idea dell’ ingegnere americano Ken Belknap, rider texano, estimatore dei pedali liberi e reduce da brutte esperienze con i pedali a sgancio. Ken voleva creare dei flat migliori, in grado di superare i limiti di quelli tradizionali. La sua motivazione è stata semplice ma efficace: offrire ai biker un prodotto che unisse il “float” dei pedali a sgancio ma su un pedale libero, andando così a prendere i vantaggi di entrambi i sistemi. Nella progettazione, molta attenzione è stata portata a come il piede si muove durante la pedalata per creare un prodotto che riducesse l’affaticamento, fastidi o dolori migliorando al contempo la sicurezza. Sono serviti 4 anni per giungere al modello attuale, dopo cinque prototipi, svariati test sul campo e in laboratorio e ben 5 brevetti depositati. Stanno per arrivare altre novità ma al momento non possiamo svelarvele. Da questo pedale appositamente tagliato si capisce il meccanismo degli 8 Degree Pedal. Il primo pedale piatto flottante al mondo L’8 Degree Pedal è quindi il primo pedale flat al mondo progettato per offrire un movimento di “flottazione” permettendo a piede, caviglia e ginocchio di allinearsi in modo naturale durante la pedalata e i movimenti sulla bici. Al centro del progetto c’è un meccanismo auto-centrante a molla che previene movimenti eccessivi, offrendo una sensazione di controllo e sicurezza senza la resistenza o la fastidiosa sensazione di “piede incastrato” tipica dei pedali flat tradizionali. Affidabilità e durata sono state prese altamente in considerazione: il pedale è stato sottoposto a test approfonditi sia sul campo con rider esperti, sia in laboratorio con carichi pesanti. Ad esempio, in una prova sono stati simulati cicli continui a 60 RPM con 60 movimenti avanti e indietro al minuto per un totale di 2.020.000 di cicli. Il design rispetta e supera gli standard internazionali di sicurezza (ISO 4210-8) per i pedali da bicicletta. Come è fatto dentro Se da fuori può sembrare un flat normale, le cose sono ben diverse all’interno dove troviamo un disco in materiale plastico a basso attrito (in foto sopra, realizzato in Delrin) che scorre tra due sottili piastre in acciaio inox dello spessore di 0,010”. Due piccole molle all’estremità offrono una forza di ritorno progressivamente crescente a seconda del colore della molla (nella confezione troviamo altre due coppie di molle con diverse durezze). Quando il pedale ruota sotto il peso del piede, le molle lo riportano dolcemente in posizione neutra. Il movimento laterale è quindi concepito per essere percepibile ma controllato e anche personalizzabile a seconda del peso del rider e delle sue esigenze. Cambiare le molle per variare la durezza del movimento è molto semplice, si può fare anche sui trail con un minitool e una brugola da 6 mm (facendo attenzione a non perdere le molle tra le foglie!). Caratteristiche principali del modello X8-2 Al momento in gamma troviamo due modelli, l’X8-3 più piccolo e l’X8-2 del nostro test. Entrambi realizzati in alluminio 6061-T6, sono caratterizzati da una struttura abbastanza spessa e robusta e da una forma diversa rispetto ai normali pedali per via del meccanismo che contengono. Il pedale X8-2 ha una piattaforma ampia e offre una buona presa e stabilità grazie alle dimensioni generose di 108 mm x 111mm (per la piattaforma) e i 12 pin sostituibili. La larghezza del pedale installato sulla pedivella è di 125 mm. Nella confezione è presente un set di pin più bassi per personalizzare il feeling e l’aderenza. Inoltre, il grip può essere regolato anche invertendo i pin “Super-Grip” da 4,8 mm già installati arrivando a pin da ben 6,3 mm di altezza (attenzione agli stinchi perché sono davvero estremi). Quattro guarnizioni, tra cui una guarnizione a piastra e due O-ring per i pistoni, sono progettate per proteggere i componenti interni da acqua e sporco. Sostituire i pin centrali con quelli “a stella” più bassi per creare più concavità è un’operazione che richiede pazienza. In pillole Materiale: alloggiamento in alluminio 6061-T6, asse in acciaio temprato Meccanismo di floating ± 4° flottante laterale, autocentrante Dimensioni della piattaforma X8-2 (108 × 111 mm) / X8-3 (100 × 100 mm) Cuscinetto: giunto sferico rivestito in teflon e boccole scorrevoli in plastica, guarnizioni multiple Peso circa 554 g (X8-2) / 537 g (X8-3) la coppia Peso da noi rilevato: 555 grammi la coppia di X8-2 Colori: Nero, Rosso, Blu, Verde, Arancione, Viola, Marrone, Argento Opzioni di molla: Leggera (Rosso) / Media (Blu) / Rigida (Verde) 12 pin “Super-Grip” da 4,8 mm reversibili fino a 6,3 mm Set di pin più bassi + chiavi per smontaggio pin Prezzo: 200 euro Montaggio e utilizzo pratico Installare gli 8 Degree Pedal è ovviamente semplicissimo, si montano come dei pedali normali. Lo stesso vale per cambiare le molle e ispezionare il meccanismo interno. Ho trovato invece qualche difficoltà nel sostituire i pin “Super-Grip” con quelli a stella con la piccola chiave fornita in dotazione: pazienza e attenzione per non rovinare la chiave sono essenziali. Piccola nota: come su altri pedali, i pin sono cavi e tendono a riempirsi di terra, quindi se si vogliono controllare/girare/sostituire è necessario usare un ago o un oggetto piccolo e appuntito per pulirli e poi svitarli con la brugola da 2 mm in dotazione. Il test sul campo Ho montato gli 8 Degree sulla mia attuale e-MTB GHOST E-RIOT (qui il test) e ho percorso 350 km su tantissimi trail diversi, pedalando in ogni condizione climatica dal secco al fango, dalla pioggia alla neve. Sono alto 170 cm, peso 76 kg in assetto di riding e porto il 43,5 di scarpe. Da almeno 13 anni uso sia flat che pedali clipless a seconda delle situazioni, vi consiglio quindi il nostro “tutorial su come scegliere i pedali: flat o a sgancio rapido?“. I primi km con gli 8 Degree sono stati molto strani ma, con mia grande sorpresa, già a metà giornata è diventato tutto abbastanza naturale. Sia in discesa che in salita non ho sentito il bisogno di sistemare o riposizionare il piede come spesso sono costretto a fare normalmente con altri pedali flat. Ho anche notato che la capacità di rotazione del pedale è molto utile nelle curve senza appoggio e nelle contropendenze: guido prevalentemente a piedi pari e quando si deve ruotare il bacino e inclinare la bici, gli X8-2 permettono ai piedi di seguire naturalmente il movimento senza mettere troppa pressione su caviglie, anche e ginocchia. Un aspetto da considerare è la larghezza complessiva dei pedali che aumenta il fattore Q, quindi si pedala con i piedi leggermente più larghi rispetto ad altri flat. Anche questo richiede un minimo di abitudine e magari anche un parere da un biomeccanico competente, in base alla condizione delle proprie ginocchia e il modo di pedalare. Qui li abbiamo testati con le ultime scarpe che abbiamo testato, le Five Ten Freeride Pro BOA. Il grip c’è? Se pedalo con i flat, mi piacciono i pedali concavi e con pin sottili come i “Base Pedals” di e*thirteen: appena installati gli 8 Degree, piatti e con pin abbastanza grossi, non ero molto convinto del loro grip. Mi sono dovuto invece ricredere: grazie al float del pedale, il piede resta ben saldo anche sui tratti più tecnici, nei salti e nelle staccate su rocce, buche e radici. Dopo alcune prove, mi sono trovato meglio con la configurazione di pin standard, quella che propone 8 Degree. In pedalata, specialmente in salita e nelle sezioni tecniche, il float aiuta ad avere più grip e questa è una sensazione nuova, dapprima un po’ spiazzante per i leggeri movimenti laterali che sembrano disperdere la spinta ma poi in realtà tutto diventa fluido, connesso e armonico. Spiegarlo a parole non è facile, è una cosa che va provata. Nonostante botte e graffi, i pedali girano ancora dritti e fluidi dopo quasi 400 km di test nelle gravose condizioni invernali. È tutto positivo? Per via del fattore Q più ampio incide non solo su come si pedala ma anche sull’ingombro laterale dei pedali. Nelle varie uscite, specialmente in salita e nei trail “mangia e bevi”, ho urtato più spesso il bordo esterno dei pedali su rocce e radici e ho dovuto riadattare la mia guida utilizzando dei “colpi di pedale” anziché pedalate intere, laddove prevedevo già un impatto. Il confronto con un paio di LOOK Trail Roc modello 2025.: gli 8 Degree sono più larghi di circa 10 mm. Diciamo che è un piccolo “contro” che però è bilanciato dai molti “pro” che gli 8 Degree Pedal offrono, inoltre va detto che il mio stile di riding è spesso caratterizzato dalla ricerca dei terreni più tecnici in assoluto e le salite più sconnesse per mettermi alla prova con la mia e-MTB. La scarpa è un 43,5 e il piede copre tutto il pedale, uscendo anche leggermente dal bordo. Il peso è un altro aspetto da tenere in considerazione se siete rider che guardano l’ago della bilancia e scelgono i componenti più leggeri sul mercato. In media gli 8 Degree Pedal pesano 100/150 grammi in più di un paio di flat normali ma questo per me non è assolutamente un problema. I pin esterni “Super-Grip” montati al contrario offrono 6,3 mm di altezza, cosa che sulla neve ha aiutato parecchio con l’aderenza ma rende il pedale più facile da urtare contro il terreno e gli ostacoli. Conclusioni Gli 8 Degree Pedal sono un prodotto solido, robusto e ben realizzato. Il look può piacere o meno, specialmente con la loro grafica un po’ old school, ma la forma è data dal meccanismo al loro interno. La particolarità più grande che offrono, il floating di 8°, fa sì che ci si senta assolutamente più connessi al mezzo grazie alla generosa piattaforma e i pin “super grip”. Il feeling di guida è unico e tornare a dei flat normali fa capire quanto il nostro piede sia costretto a rimanere in una posizione fissa, con tutto quello che ciò comporta anche a livello di fastidi alle ginocchia e caviglie. Per via della loro costruzione però sono più larghi dei pedali flat normali e questo può, a seconda della guida del rider, della bici su cui sono montati e della tipologia di trail, portare ad avere più impatti sul terreno rispetto al solito. Il prezzo di 200 euro è in linea con la qualità del prodotto e l’assoluta unicità dell’idea. Nel test non abbiamo avuto nessun problema di affidabilità, continueremo ad usarli e aggiorneremo l’articolo se qualcosa dovesse cambiare. Per maggiori informazioni potete contattare il distributore italiano Filippo Nardone: email a @filipponardone@gmail.com – Tel: +39 3926947935 e anche visitare il sito ufficiale 8degreepedal.com. 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