EXT Shox (Extreme Racing Shox), marchio italiano di cui abbiamo già ampiamente trattato la storia legata al motorsport e alle competizioni globali (WRC, MotoGP), continua a trasferire la propria eccellenza ingegneristica nel mondo delle mountain bike.

Dopo aver provato sul campo il primo modello ad aria nel nostro approfondito test dell’ammortizzatore EXT ARIA di prima generazione, analizziamo oggi nel dettaglio l’EXT ARIA V2 (e la sua controparte ARIA V2 DH), appena lanciati sul mercato.

La disponibilità è immediata, il peso è di 622 grammi in misura 210×55 mm e il prezzo è di fascia alta: 1.100 euro.

Teniamo conto che la versione precedente costava 1.249 euro e pesava 658 grammi in misura 205×65 mm senza hardware.

Questa nuova evoluzione della piattaforma ad aria punta ad azzerare in modo definitivo i compromessi storici di questa tecnologia, migliorando allo stesso tempo anche la compatibilità con i telai moderni.

Altro aspetto da considerare è che creare un ammortizzatore ad aria richiede macchinari e standard di precisione fuori portata per le realtà artigianali, a causa delle tenute strutturali necessarie a gestire pressioni elevatissime.

EXT è riuscita a vincere questa sfida industriale incanalando nel mondo della MTB tutta l’esperienza ingegneristica accumulata in anni di ricerca e successi nella Formula 1 e nei rally.

Caratteristiche tecniche EXT ARIA V2

Con la serie ARIA V2, EXT propone un ammortizzatore ad alto volume pensato per coprire l’intera gamma gravity, declinato nelle versioni Enduro/Trail/E-Bike e Downhill/Freeride.

Interamente progettato e assemblato in Italia, il nuovo schema accorcia ulteriormente le distanze tra il feeling tipico di una molla e la leggerezza dell’aria, evolvendo l’ottima base di partenza che avevamo già apprezzato nel test dell’EXT Aria V1.

Un ammortizzatore tradizionale ad aria soffre solitamente di una minore sensibilità iniziale causata dagli attriti e da una gestione complessa della curva a metà corsa, richiedendo spesso l’inserimento di spessori interni (token).

Al contrario, un sistema a molla garantisce un grip eccezionale ma paga pegno sul peso e sulla linearità a fondo corsa.

L’ARIA V2 nasce proprio per fondere i punti di forza di entrambi i mondi.

Non a caso molti atleti nelle gare mondiali di downhill (tra cui Angel Suarez) sono passati ad ammortizzatori ad aria, e al nostro press camp ha partecipato anche un certo Cédric Gracia, ambassador EXT che contribuisce allo sviluppo dei prodotti.

Il tappino EXT è quello della camera ++.

Tecnologia a doppia camera positiva AS3: mai più token

Larchitettura brevettata AS3 dell’EXT ARIA V2 elimina la necessità di utilizzare i distanziali di volume interni (token o spacers).

Il sistema permette di modificare la curva di compressione agendo esclusivamente dall’esterno in modo pulito e immediato.

Come il suo predecessore e come anche le forcelle del brand veneto, l’ARIA V2 dispone di due valvole di gonfiaggio separate che gestiscono due camere positive distinte:

  • Camera + (Valvola Nera): Stabilisce e definisce la posizione dinamica del sag e controlla il comportamento del primo ~60% di escursione. È direttamente associata al peso del rider e allo stile di guida.
  • Camera ++ (Valvola Nickel): Controlla il restante ~40% della corsa, determinando la rampa di progressione e il supporto centrale/finale. Aumentando la pressione si ottiene una curva più progressiva ed evita l’affondamento, mentre diminuendola il comportamento si fa più lineare.

Questo approccio esclude i vecchi compromessi: non serve più sacrificare il sostegno iniziale per evitare fondocorsa violenti.

La regolazione HBC è sopra alla levetta nera.

Sistema HBC (Hydraulic Bottom-Out Control) regolabile

Sviluppato da EXT in ambito MTB fin dal 2018, il sistema idraulico di gestione del fine corsa HBC è di pura derivazione motorsport.

Si compone di un secondo pistone calibrato situato sotto quello principale: nell’ultimo 15% dell’escursione, il pistone entra in un cilindro interno forzando il passaggio dell’olio e aumentando la resistenza idraulica in modo progressivo.

Questo permette di mantenere pressioni pneumatiche generali più basse nelle camere, salvaguardando il comfort e la trazione senza il rischio di impatti strutturali a fondo corsa.

Layout ottimizzato e scorrevolezza: le novità rispetto alla V1

Se nella nostra precedente recensione avevamo evidenziato come le dimensioni generose del serbatoio aggiuntivo potessero creare qualche problema di spazio su determinati telai, l’ARIA V2 risponde a questa criticità introducendo un layout verticale del piggyback unito a un ingombro ridotto del blocco valvole.

Questo aggiornamento strutturale amplia notevolmente la compatibilità meccanica con la maggior parte dei telai sul mercato, riducendo le interferenze con borracce o geometrie compatte.

Sul piano degli attriti, il profilo e i materiali delle guarnizioni sono stati ottimizzati, e la boccola interna è ora posizionata a diretto contatto con l’olio per garantire la massima fluidità e ridurre le variazioni di rendimento lungo tutta l’escursione.

Olio EV2S “The Super Thinner” e idraulica

L’idraulica si affida alla stessa valvola di compressione ad alte prestazioni della serie V4 di EXT, abbinata a uno stelo da 14 mm in acciaio cromo-molibdeno per la massima rigidità strutturale.

Il fluido utilizzato è l’EV2S, caratterizzato da un indice di viscosità elevatissimo e da una formula speciale anti-espansione volumetrica. Ciò assicura una risposta prevedibile e un feeling costante anche durante le lunghe discese alpine dove le temperature di esercizio tendono a salire sensibilmente.

La regolazione del rebound (ritorno) è alla base dell’ammortizzatore.

Modelli e specifiche tecniche in pillole

EXT propone due varianti specifiche a seconda della destinazione d’uso, disponibili sia in standard metrico che Trunnion:

1. EXT ARIA V2 (Enduro / Trail / E-Bike)

  • Idraulica: regolazione della compressione alle alte e basse velocità, regolazione del ritorno ed HBC regolabile.
  • Tecnologia LOK 2.0: Presenta una levetta di blocco con circuito separato e personalizzabile per massimizzare l’efficienza in fase di pedalata ed eliminare il bobbing.
  • Precarico: serbatoio con bladder ad ampio volume gonfiato a soli 55 psi per una sensibilità spiccata.
  • Peso reale: 622 grammi (in misura 210×55 mm).

2. EXT ARIA V2 DH (Downhill / Freeride)

  • Idraulica: sviluppata per le corse più lunghe tipiche delle bici da discesa. L’HBC è specifico per DH ed è capace di generare il 20% in più di forza frenante a fine corsa.
  • No LOK: il circuito LOK per la pedalata è assente, prediligendo un tuning puramente orientato alle massime prestazioni in discesa.
  • Peso reale: 667 grammi (in misura 250×75 mm).

RideMaster: integrazione Software-Hardware per il setup

A differenza dei sistemi di taratura tradizionali, l’esperienza d’uso dell’ARIA V2 include l’accesso a EXT RideMaster, una web app (quindi non c’è nulla da scaricare sullo smartphone) progettata per eliminare le complessità del setup iniziale.

L’utente inserisce i propri dati all’interno dell’interfaccia:

  • Input: peso della bicicletta, peso del rider, travel posteriore del telaio, corsa della sospensione, pendenza e tipologia del trail frequentato e livello di riding personale.
  • Output: l’applicazione elabora i dati e restituisce il numero esatto di click per le compressioni (HSC/LSC), i click di ritorno, la taratura dell’HBC, il Sag raccomandato e le pressioni precise da inserire nelle camere + e ++.

Questo ecosistema digitale permette al rider di trovare una base di partenza ottimale in pochi minuti, riducendo drasticamente le sessioni di test a vuoto.

Per i piccoli aggiustamenti sul campo, basta munirsi della pompa ad alta pressione da 600 psi fornita da EXT, intervenendo sulle valvole senza mai dover smontare l’unità dal telaio.

Caratteristica EXT Aria V2 (Enduro / Trail / E-Bike) EXT Aria V2 DH (Downhill / Freeride)
Tecnologia Aria AS3 (Doppia camera positiva indipendente + / ++) AS3 (Doppia camera positiva indipendente + / ++)
Gestione Token Assente (regolazione pneumatica esterna) Assente (regolazione pneumatica esterna)
Controllo Fine Corsa Sistema HBC idraulico regolabile (ultimo 15%) Sistema HBC specifico DH (+20% di forza frenante)
Blocco Pedalata Sistema LOK 2.0 (circuito separato) Assente (No LOK – tuning 100% discesa)
Dimensioni Stelo Ø 14 mm in acciaio cromo-molibdeno Ø 14 mm in acciaio cromo-molibdeno
Fluido Interno Olio speciale EV2S “The Super Thinner” Olio speciale EV2S “The Super Thinner”
Pressione Bladder Serbatoio ad ampio volume gonfiato a 55 psi Serbatoio ad ampio volume gonfiato a 55 psi
Misure Metric Standard Da 210×50 mm a 250×75 mm Da 230×57.5 mm a 250×75 mm
Misure Metric Trunnion Da 185×50 mm a 225×75 mm Da 205×57.5 mm a 225×75 mm
Peso Reale 622 gr (in misura 210×55 mm) 667 gr (in misura 250×75 mm)
Supporto Setup Web App EXT RideMaster Web App EXT RideMaster

Il test sul campo

Sono alto 170 cm e peso circa 75 kg in assetto di riding con protezioni, casco e marsupio/zainetto. Uso MTB taglia M.

I tecnici di EXT Shox hanno montato l’ARIA V2 sulla mia Ghost E-Riot quando sono stato in azienda a Ponte di Barbarano, in provincia di Vicenza, nel mese di luglio. Siamo a settembre e ho percorso più di 400 km e 16.000 metri di dislivello positivo e negativo.

Nei due giorni in Veneto ho provato alcuni settaggi, partendo da quello che i tecnici mi hanno consigliato e trovando subito un ottimo feeling con l’ammortizzatore.

Se siete curiosi, queste sono le mie regolazioni che, dopo svariati esperimenti, ho mantenuto fino ad oggi, con pochi click in più o in meno sul ritorno in base alla tipo di trail: camera +: 210 Psi; camera ++: 380 Psi; LSC: 7; HSC: 10; Rebound: 6; HBC: 7.

Il test si è svolto su svariate tipologie di terreno, condizioni atmosferiche e location: dai trail “di casa” secchi e rocciosi del Campo dei Fiori di Varese a Colazza (NO), dalla Svizzera alla Valsesia, dal Veneto all’Alto Adige, su sentieri naturali ma anche per una mattinata nel bike park della Plose a Bressanone (BZ).

Va segnalato che sulla e-MTB che utilizzo è montata la forcella a steli rovesciati Bright Racing Shokk F929 NEXT con cartuccia ACAD 8, poi durante le ultime settimane ho utilizzato la nuova cartuccia ACAD 9 che è ancora più performante.

Ho dovuto solo “correggere un po’ il tiro” aprendo di un click il ritorno dell’ARIA V2 e chiudendo le alte velocità sugli scassati più veloci per farlo dialogare al meglio con la Bright.

Per riassumere i mesi di test in poche parole: in ogni situazione di riding l’ARIA V2 si comporta in maniera egregia fornendo sempre grip alla ruota posteriore, prevedibilità di comportamento, stabilità sui salti anche con atterraggi “piatti” e un perfetto assorbimento delle asperità di grande entità e su colpi ripetuti.

Il feeling di guida che ne deriva è eccezionale: sembra di avere una ammortizzatore a molla ma con la possibilità di personalizzare la curva di progressione a piacimento solo con l’utilizzo di una pompa ad alta pressione, anche direttamente sui trail, e non è cosa da poco.

Il sostegno a metà corsa è ben percepibile, la regolazione del bottom out molto effettiva e anche un paio di click cambiano di molto il comportamento.

La regolazione del ritorno.

Il bracketing e la web app RideMaster

Due parole sul settaggio dell’ammo: dopo aver impostato/trovato il corretto sag, serve fare il “bracketing”, ovvero andare a regolare, tramite correzioni singole, la sospensione che si sta usando per raggiungere il comportamento desiderato.

L’ARIA V2 ha sei “filtri”, chiamiamoli così, ovvero le due camere d’aria + e ++, il ritorno, la regolazione delle compressioni alle alte e alle basse velocità e il bottom out: come si può intuire, è un processo molto lungo che richiede pazienza, continue prove ed esperimenti, corredate da annotazioni ed impressioni.

Mi rendo conto che, se non lo facessi per lavoro, probabilmente non impiegherei tutto questo tempo per regolare un ammortizzatore: di certo con l’ottica di un rider “normale” vorrei un setting “tuttofare” da subito.

Ed è qui che la web app RideMaster ci viene incontro fornendoci già un ottimo setup di base che poi può venire migliorato e affinato col tempo se si ha voglia di fare del bracketing.

Basta inserire le specifiche della bici, dell’ammortizzatore e del rider, oltre alla tipologia di trail e di stile di guida e il sistema provvede a consigliare sag, pressioni e click in modo mirato.

Provare per credere: www.extremeshox.com/ridemaster.

Una schermata della web app RideMaster di EXT.

Peso rispetto ad altri ammortizzatori

  • Öhlins TTX1 Air 390 – 400 g
  • Fox Float X 459 – 495 g
  • Öhlins TTX2 Air 410 – 487 g
  • RockShox Super Deluxe 550 – 595 g
  • EXT ARIA V2 622 – 667 g
  • RockShox Vivid Air 640 – 720 g
  • Fox Float X2 708 – 730 g

Il lago di Tom in Svizzera, sopra al lago Ritom.

Conclusioni

L’EXT ARIA V2 è un prodotto di alta gamma che nei due mesi di test ha pienamente soddisfatto le nostre aspettative, adattandosi a qualsiasi scenario: percorsi tecnici, giornate in park o lunghi itinerari alpini, mantenendo costanti le sue altissime prestazioni da inizio a fine discesa.

Il feeling è quasi come quello di un ammortizzatore a molla ma la sua possibilità di regolare la curva di compressione in base alle nostre esigenze (anche sul campo) non ha eguali, oltre al peso minore.

Il mix tra innovazione tecnica, possibilità di regolazioni e cura dei dettagli rende questo prodotto molto appetibile ai biker più esigenti, anche se con la web app Ridemaster il setting viene enormemente semplificato rendendo accessibile l’uso di questo “gioiellino” anche ai biker meno “nerd”.

Il prezzo di 1.100 euro è alto ma è al pari delle prestazioni e della qualità che offre.

Per maggiori informazioni vai sul sito ufficiale Extremeshox.

Se sei interessato al mondo delle sospensioni leggi la nostra Guida agli schemi di sospensione della MTB.

Leggi anche:

EXT Vaia: la forcella DH a steli rovesciati

Il test dell’ammortizzatore EXT Storia LOK V3

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A proposito dell'autore

Sono cresciuto sulle due ruote: BMX, motocross, le prime MTB negli anni 80. Dal 2007 ho gareggiato per 10 anni nel downhill e nell'enduro in tutta Italia. Dal 2013 al 2019 ho lavorato con la scuola MTB Gravity School anche a Whistler, in Canada. Sono istruttore Federale FCI e Guida Nazionale MTB. Ho visto nascere BiciLive.it nel 2013 e ora mi occupo di MTB, ebike ed eMTB. La bici è il mio pane quotidiano!