Abbiamo messo alla prova gli ultimi nati in casa Crankbrothers, i pedali flat Stamp EVO.

Del brand americano in passato abbiamo testato gli Stamp 1 della 2a generazione e ci siamo trovati bene ma li vediamo più per un uso dirt e pumptrack.

A nostro avviso mancava qualcosa in gamma di più “gripposo” rispetto ai soliti Mallet e che offrisse un buon supporto al piede, specialmente per chi porta dal numero 45 in su.

Ecco che, neanche ci avessero ascoltato, oggi finalmente arriva un modello dedicato al trail, l’enduro e il DH: il Mallet EVO è completamente ridisegnato, è più lungo, ha una piattaforma concava (finalmente!) e come da tradizione Crankbrothers, è disponibile in due taglie.

Il prezzo è di fascia alta: 199,99 euro compresi però i pin di scorta e un extra bashguard che da solo costa after market 14,99 euro. (Per un confronto, i Mallet 7 costano 180 euro di listino, i Burgtec Penthouse Flat MK5 B-Rage Edition costano 148 euro).

Pedali Crankbrothers Stamp EVO, caratteristiche tecniche

La caratteristica principale dello Stamp EVO è che è stato realizzato con una resistente e ingegnosa costruzione a due materiali.

Il corpo in alluminio forgiato garantisce la robustezza dove serve, mentre la protezione esterna in composito è progettata per favorire lo scivolamento sugli ostacoli, evitando bruschi impuntamenti su rocce e radici.

Il “bashguard” è poi facilmente smontabile e sostituibile in caso di usura ed è disponibile in quattro colori diversi.

Comfort ed efficienza

A detta dell’azienda, la superficie di appoggio più ampia migliora il comfort riducendo l’affaticamento del piede nelle uscite lunghe, mentre il supporto aumentato aiuta a mantenere l’efficienza e a disperdere meno energia in pedalata.

A sinistra la versione Small, a destra la Large.

Piattaforma più lunga del 20% e due misure

Lo Stamp EVO, grazie alla piattaforma allungata del 20% rispetto ai Mallet 7, offre un supporto maggiore al piede per una stabilità e un controllo superiori sui terreni più accidentati rispetto a dei flat classici.

I pedali della serie Stamp sono disponibili in due diverse misure, Small e Large, per adattarsi perfettamente e offrire un supporto ottimale.

La taglia Small è consigliata per chi usa scarpe fino al numero 10 US (43,5 EU) incluso, mentre la taglia Large è indicata per chi ha numeri superiori al 10 US (43,5 EU).

Abbiamo provato sia la versione Small che la versione Large, leggi sotto le nostre impressioni.

La versione Large (nera) sotto alla Small (argento).

Caratteristiche in pillole

  • Superficie più lunga del 20% rispetto ai Mallet 7
  • Profilo sottile: da 11 mm a 15,5 mm
  • Piattaforma concava
  • 13 pin regolabili per lato
  • Cuscinetti Igus e sistema di tenuta premium
  • Manutenzione semplice
  • Kit pin extra e due protezioni “bashguard” di ricambio incluse

Specifiche tecniche

  • Materiale corpo: alluminio 6061-T6 forgiato e protezioni bashguard in composito nylon rinforzato
  • Materiale asse: acciaio cromoly SCM 435 forgiato
  • Dimensioni piattaforma LARGE: 114 mm x 133 mm
  • Taglia scarpa consigliata: 10-15 (US M) // 43,5-49 (EU)
  • Dimensioni piattaforma SMALL: 103 mm x 117 mm
  • Taglia scarpa consigliata: 3 – 10 (US M) // 35 – 43,5 (EU)
  • Lunghezza pin: 5,6 mm esterni, 4 mm interni, 3 mm centrali
  • Tipo cuscinetto interno ed esterno: Igus LL-glide
  • Sistema di tenuta: V-Ring premium
  • Peso massimo rider: nessuna restrizione
  • Peso: 464 g per coppia LARGE, 418 g per coppia SMALL (rilevati 415 grammi).
  • Garanzia: 5 anni
  • Prezzo: 199,99 euro compresi pin ed extra bashguard

Banalmente, anche appoggiando la bici a terra spesso si rovinano i pedali. Con i nuovi EVO questo problema è risolto.

Sul campo con il modello Small – Impressioni di Claudio Riotti

Sto utilizzando gli Stamp EVO da un paio di mesi e li provati con diverse bici e diverse scarpe, tra cui anche le FiveTen Freerider Pro BOA che abbiamo testato e delle Leatt risuolate con suola Vibram XS Ride

Sono alto 170 cm e porto il 43,5: ho preferito la taglia Small, dato che mi piace molto fare salita tecnica con la e-MTB e i pedali troppo grossi, come i pedali flottanti 8 Degree X8-2 che abbiamo testato, si incastrano troppo spesso sugli ostacoli.

Le misure del modello small sono 103 mm di larghezza x 117 mm di lunghezza, abbastanza simili quindi come larghezza ad altri pedali che abbiamo testato come i Oneup Wave ma un po’ più abbondanti come lunghezza, almeno 6-7 mm in più.

Vi consiglio lo Small se avete fino al 44 di piede e percorrete trail rocciosi, con carregge strette e salite tecniche. Il Large potrebbe diventare davvero eccessivo dato che anche più largo, arriva infatti a 114 mm x 133 mm (per un confronto, lo Stamp 7 Large è 111×114 mm).

Il supporto extra che dà la piattaforma più lunga si nota subito, così come la concavità: questa è creata dai due “piani” di appoggio del pedale e non da una vera forma curva della piattaforma.

Anche se molte aziende vanno nella direzione opposta affermando che i pedali convessi seguono meglio la forma del piede (vedi ad esempio Wolftooth Components con i Ripsaw, altro modello che raggiunge i 118 mm di lunghezza), la concavità è fondamentale ed era una caratteristica che a mio avviso mancava totalmente nei pedali flat del brand californiano.

Infatti, a livello di grip finalmente ci siamo! Nessun prodotto flat di Crankbrothers mi aveva finora soddisfatto al 100%. Li ho provati con diverse scarpe e il grip da 1 a 10 per me è un 9, se si utilizzano suole specifiche per MTB tipo FiveTen, Specialized o Vibram XS Ride.

Sia in salita tecnica che in discese scassate o su salti, la scarpa ha sempre l’aderenza necessaria per controllare il mezzo.

In pedalate lunghe oltre 4 ore, effettivamente il piede si affatica meno, anche se ciò dipende molto dalla tipologia di scarpa che state utilizzando.

Tutto ciò senza un consumo troppo eccessivo della suola: questo è un aspetto molto importante che non troviamo invece con pedali dai pin più sottili, tipo gli HT PA03 che reputiamo ottimi o i Base Pedals di e-Thirteen, dal grip fantastico ma anche “spietati” sulle suole delle scarpe (e sugli stinchi se qualcosa va storto).

Per quanto riguarda la solidità, gli EVO hanno già preso diversi colpi contro rocce e radici ma girano ancora fluidi e silenziosi.

Il bashguard fa il suo dovere ed è davvero utile nei percorsi tecnici: mi è capitato di urtare rocce e radici ma senza particolari conseguenze.

Rispetto a un pedale interamente in alluminio il rischio di aggancio accidentale è ridotto, chiaramente se è la plastica a urtare l’ostacolo e non i pin. Ciò permette una continuità di azione che ho apprezzato molto anche nei passaggi più stretti e insidiosi.

Inoltre, quando il bashguard è rovinato, si può facilmente sostituire facendo praticamente tornare nuovo il pedale, perché anche guardando tutti i flat che ho in garage (circa una dozzina di modelli), sono tutti rovinati sulla parte esterna della piattaforma e pochissimo sulle altre parti.

Da segnalare: come sugli Stamp 1, il corpo del pedale è molto aderente alla pedivella. È un setup che privilegia la compattezza, ma che talvolta costringe il rider a piccole correzioni della posizione del piede per non intralciare la pedalata.

Impressioni di Matteo Cevenini

Sono alto 185 cm e indosso calzature di taglia 11 US; sto testando la versione nera in misura L.

La prima sensazione è quella di grande stabilità: i pedali risultano infatti più lunghi e larghi rispetto allo standard riscontrato su altri modelli in mio possesso o già testati. Questa caratteristica è sicuramente quella che mi ha convinto di più, perché non ho riscontrato alcuna interferenza durante l’utilizzo, ma al contrario un appoggio molto più sicuro e confortevole.

Per quanto riguarda il grip — testato principalmente con scarpe Five Ten Freerider Pro, ma anche con modelli Fox Flat, Ride Concepts, Crankbrothers, First Degree e calzature con suola Vibram — questo è garantito innanzitutto dalla piattaforma con profilo concavo e, naturalmente, dalla presenza dei 13 pin che assicurano una buona tenuta senza compromettere eccessivamente la durata delle suole.

Ho avuto modo di testarli in diverse uscite, prevalentemente su terreni asciutti; mi riservo quindi di aggiornare queste impressioni dopo un utilizzo in condizioni di fango, sia in termini di grip sia di capacità di evacuazione dello sporco.

Quindi i pregi al momento sono la stabilità, grazie all’ampia superficie di appoggio, e un grip migliorato rispetto ai precedenti Stamp, anche se per ora si collocano nella media dei pedali di fascia alta concorrenti.

Personalmente prediligo pedali con “nano pin”, già citati da Claudio, che offrono una tenuta superiore a discapito però di un’usura più rapida delle suole e di una maggiore aggressività in caso di contatto accidentale con gli indumenti.

Sono comunque curioso di provarli anche in bike park e questo succederà a breve.

Il peso rilevato della versione Small. Ci sono molti altri pedali flat sotto i 400 g la coppia ma nessuno ha un bashguard in composito sostituibile.

Conclusioni

Con gli Stamp EVO, Crankbrothers arriva finalmente a un pedale con piattaforma concava, dall’ottimo grip e dalla costruzione in due pezzi che permette di aumentare la durata del pedale, oltre che garantire conseguenze minori dagli impatti laterali sulle rocce.

L’altro aspetto che lo discosta dalle proposte più classiche sul mercato, a parte qualche produttore, è la lunghezza maggiorata che offre al piede più stabilità nei tratti tecnici e meno affaticamento nelle lunghe uscite.

Il prezzo si posiziona nella fascia alta ma con una dotazione completa: pin di ricambio di diverse altezze e inserti laterali in resina chiamati “bushguard”, anch’essi inclusi.

Se cercate un buon pedale dalla piattaforma più lunga, un look moderno e che vada bene anche a chi porta il 45-46 di piede (con la versione Large), allora potrebbe essere quello giusto.

Continuate a seguirci: tra qualche mese, come consuetudine, pubblicheremo un aggiornamento con le nostre impressioni sul medio-lungo periodo.

Per ogni altra informazioni su questi prodotti o sugli altri presenti sul vasto catalogo Crankbrothers vi suggeriamo di consultare il sito ufficiale e gli articoli presenti sulle pagine di Bicilive:

Altri contenuti sui pedali:

Invece qui trovate gli altri nostri test “In cottura”.

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A proposito dell'autore

Sono cresciuto sulle due ruote: BMX, motocross, le prime MTB negli anni 80. Dal 2007 ho gareggiato per 10 anni nel downhill e nell'enduro in tutta Italia. Dal 2013 al 2019 ho lavorato con la scuola MTB Gravity School anche a Whistler, in Canada. Sono istruttore Federale FCI e Guida Nazionale MTB. Ho visto nascere BiciLive.it nel 2013 e ora mi occupo di MTB, ebike ed eMTB. La bici è il mio pane quotidiano!